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Arriva il reato di agropirateria, lotta ad ampio raggio contro i falsi alimentari

Il Ddl è pronto ad approdare al Consiglio dei ministri: tra le novità principali l’introduzione del reato di agropirateria

di Giorgio dell'Orefice

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Il reato di frode sarà legato anche alle attività di lavorazione del prodotto

Il Ddl è pronto ad approdare al Consiglio dei ministri: tra le novità principali l’introduzione del reato di agropirateria


3' di lettura

È pronto per approdare al prossimo Consiglio dei ministri il Ddl di riforma dei reati agroalimentari. Tra le principali novità, l’introduzione del reato di “agropirateria”, il concetto di tutela del patrimonio agroalimentare (inserito nel codice penale come nuovo bene giuridico meritevole di tutela), la definizione di comportamenti a rischio non solo nelle fasi a valle della filiera – e cioè nel commercio – ma anche a monte, a partire dalle condizioni di allevamento degli animali, dalle irregolarità nell’uso dei prodotti chimici in campo fino al monitoraggio delle condizioni di trasporto dei prodotti o di conservazione prima di arrivare al mercato.

Si tratta di un disegno di legge ampio e organico che si fonda in buona parte sul lavoro messo a punto qualche tempo fa dall’ex procuratore Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie promosso e sostenuto dalla Coldiretti, e che integra il codice penale e le leggi complementari che sulla materia si sono sovrapposte negli anni. Gli obiettivi del provvedimento sono da un lato la tutela della salute e dall’altro quella dell’ordine economico, perché oltre ovviamente ai consumatori è importante anche tutelare le imprese dalla concorrenza sleale.

Tra le novità principali l’introduzione del reato di agropirateria, che presuppone un concetto di organizzazione e tratteggia una sorta di associazione a delinquere di stampo “agrimafioso”. In particolare saranno sanzionati i casi di falso prodotto biologico e di falsa indicazione d’origine. Sotto quest’ultimo aspetto il caso di scuola è quello dell’olio d’oliva per il quale accade spesso che all’interno di bottiglie etichettate con nomi e claim che rimandano all’italianità del prodotto poi in realtà ci sia olio di importazione.

Un cortocircuito che non è stato possibile risolvere neanche con l’obbligo di indicazione dell’origine (spesso solo sulle retroetichette) previsto da Bruxelles. Sempre riguardo all’agropirateria, con il testo vengono inoltre estese tutele che oggi sono limitate ai prodotti Dop e Igp anche ai prodotti alimentari convenzionali.

Ma importante è anche la prevista revisione del reato di frode, che in passato era legato alla consegna materiale del prodotto, mentre in futuro sarà allargato anche ad attività realizzate in fasi precedenti come il ricorso a segni distintivi con indicazioni false e ingannevoli.

Tra le novità di rilievo del Ddl non vanno dimenticati i profili che rimandano alla responsabilità della persona giuridica. In particolare, vengono definite le condizioni che esimono l’imprenditore dalla responsabilità penale e amministrativa. Requisiti che richiedono la dimostrazione da parte del titolare dell’impresa di aver tenuto ogni condotta necessaria a evitare rischi, dalla certificazione dell’origine a quella della tracciabilità, fino alla verifica delle informazioni in etichetta.

«Per noi è particolarmente importante – ha commentato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – l’inserimento del concetto di tutela del patrimonio agroalimentare. Perché finora uno dei vuoti normativi riguardava il fatto che mentre in altri settori merceologici la contraffazione di un marchio è già di per sé un reato, nel caso dei prodotti alimentari spesso la contraffazione altera l’origine dei prodotti spacciando ad esempio per made in Italy ciò che non lo è.

E questo configura un vero e proprio “furto di identità” che finora non aveva un riconoscimento nella legge. Con l’introduzione del concetto di tutela del patrimonio agroalimentare si colma questo vuoto». Il provvedimento, come accennato, riprende il lavoro realizzato dall’ex procuratore Caselli e promosso da Coldiretti. Un testo che nella passata legislatura fu approvato in Consiglio dei ministri, ma di cui poi si persero le tracce a causa dello scioglimento delle Camere. Al netto dei venti di crisi ci si augura un percorso diverso per questo provvedimento.

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    Giorgio dell’OreficeVicecaposervizio

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: agricoltura, agroalimentare, made in Italy, vitinicoltura, olio

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