Il Polo di bologna

Arriva la risonanza magnetica con 128 canali per migliorare la qualità delle diagnosi

Ampia gamma di applicazioni cliniche per il nuovo apparecchio all'avanguardia installato da Bo.di, polo diagnostico di Bologna del gruppo Monti Salute Più

di Natscia Ronchetti


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(FOTOGRAMMA)

2' di lettura

Dispone di 128 canali, vale a dire le “antenne” che rilevano i segnali emessi dal corpo inserito in un cavo magnetico, cosa che permette non solo un notevole miglioramento della qualità diagnostica ma anche maggiore produttività e razionalizzazione dei flussi di lavoro: consente infatti ai radiologi una elevata facilità e flessibilità di utilizzo. Un’avanguardia nel campo della diagnostica per immagini: la maggior parte delle macchine presenti sul mercato dispone infatti di circa la metà dei canali.

La risonanza magnetica di ultima generazione
Arriva anche in Italia il sistema di risonanza magnetica di ultima generazione di GE Healthcare, divisione medicale di General Electric. È Signa Artist, un sistema all'avanguardia a disposizione del polo diagnostico di Bologna Bo.di, del gruppo Monti Salute Più, convenzionato con il servizio sanitario nazionale. «Il nuovo innovativo macchinario offre un'ampia gamma di applicazioni», dice Antonio Monti, direttore scientifico del gruppo, al quale fanno capo dodici centri medico-specialistici tra Bologna, Ferrara e Venezia e cinque centri termali, con più di 100 medici professionisti e una media di 4mila pazienti al giorno. «È indicato infatti – prosegue Monti – per tutte le tecniche avanzate di imaging Rm in campo neurologico, muscoloscheletrico, addominale, vascolare, senologico, cardiologico e pediatrico, anche grazie ai software per la soppressione degli artefatti da impianti metallici e per la compensazione del movimento».

Tecnologia più umana
Il nuovo macchinario va inoltre nella direzione di una maggiore umanizzazione delle cure. Ha un tunnel più largo rispetto alla media delle altre apparecchiature presenti in Italia (70 centimetri invece di 60), e garantisce maggiore comfort ai pazienti grazie a una dotazione completa e personalizzabile di bobine di nuova generazione: simili a coperte si adattano alla quasi totalità dei pazienti e permettono di superare i disturbi e i disagi che possono essere generati dalle bobine tradizionali, più ingombranti, pesanti e rigide. Una tecnologia all'avanguardia – il cui costo supera il milione di euro - con la quale è possibile ampliare le applicazioni della diagnostica per immagini, dall’urologia all'angiologia per arrivare alla stadiazione oncologica. L’apparecchiatura è anche dotata di un sistema che permette di ridurre la rumorosità dell'esame. La risonanza magnetica può generare infatti un rumore simile a quello di un concerto rock, superiore ai 100 decibel. Il nuovo sistema lo può diminuire fino a portarlo a un livello simile a quello rilevabile in un ambiente dove si sta conversando.

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