intelligenza artificiale

Arrivano i giocattoli-robot per bambini con disabilità cognitive

Il progetto ”Playbot4all” è stato messo a punto dai ricercatori dell’Airlab del Politecnico di Milano per creare esperienze accessibili a tutti

di Red. Economia

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(Phanie / AGF)

Il progetto ”Playbot4all” è stato messo a punto dai ricercatori dell’Airlab del Politecnico di Milano per creare esperienze accessibili a tutti


2' di lettura

Il merito è (soprattutto) dell’intelligenza artificiale. Senza la quale un pelouche, una palla di pelo o un bidone che diventa felice se riceve i rifiuti giusti non sarebbero mai diventati dei super-giocattoli “cognitivi”, destinati a bambini con disabilità cognitive.

I nuovi giocattoli robot sono stati sviluppati nell'ambito del progetto ”Playbot4all” dai ricercatori dell’Airlab del Politecnico di Milano, appena trasferito nei nuovi spazi dello storico edificio Carlo Erba insieme ai laboratori Merlin, Nearlab e Move.

«L'esperienza di gioco è importante per lo sviluppo delle capacità cognitive dei bambini e i robot permettono di creare esperienze di gioco accessibili a tutti, superando limiti che spesso si trovano nei giochi disponibili sul mercato» spiega Andrea Bonarini, a capo del gruppo di ricerca Airlab. E qui entra in gioco l’intelligenza artificiale perchè i piccoli robot nati in questo laboratorio «sono giochi reattivi dotati di sistemi di intelligenza artificiale che servono, per esempio, a rielaborare gli stimoli sensoriali», come il tocco impresso dalla mano del bambino.

Il team sta lavorando anche a reti neurali capaci di capire come il bambino sta muovendo il giocattolo per «poi prevedere se lo sta per lanciare con un’azione pericolosa che lo stesso pupazzo può invitare a non compiere».

Ogni giocattolo ha il suo nome: Pechi è l’orango di peluche che invita a prendersi per mano e fare un girotondo; Yeti una morbida palla di pelo bianco che insegna ad associare i colori; Robobin è il bidone intelligente che è felice se riceve i rifiuti giusti; Liten una coda di peluche che si mette intorno al collo e fa le fusa come un gatto sono stati sviluppati in collaborazione con operatori di diversi centri di assistenza per disabili «ma in futuro potrebbero far divertire tutti i bambini, senza alcuna distinzione», conclude l’esperto.

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