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Arrivederci Ces: ecco perché è stata l’edizione migliore di sempre

Nonostante le moltissime defezioni potremmo dire che questa è stata una delle edizioni migliori del CES dal punto di vista dei contenuti

da Las Vegas Giancarlo Calzetta

4' di lettura

Il Consumer Electronic Show pre pandemia era una mastodontica manifestazione che si estendeva su mezza Las Vegas. Nell'edizione 2020, l'ultima prima che il contagio bloccasse le fiere in presenza, si erano contati oltre 2200 espositori e più di 170.000 visitatori, ma i numeri non rendono a pieno la portata dell'evento. Il convention Center della città veniva occupato quasi interamente, con i padiglioni centrale, sud su due livelli e nord completamente pieni di espositori e servizi.

A questo si aggiungeva il convention center del The Venetian e almeno altri due alberghi sulla Strip, la strada principale della nuova Las Vega piena di alberghi a tema e di lusso: l'Aria e il Mandalay Bay. Inoltre, non si contavano le suite e le camere di albergo affittate da aziende che non volevano inserirsi nel caos dei padiglioni o semplicemente puntavano a spendere un po' meno.A tutto questo, si aggiungevano eventi dedicati ogni pomeriggio e sera per giornalisti, investitori, startup, buyers e qualsiasi altra categoria faccia parte del business dell'Hi-Tech. Las Vegas, già di per sé abituata a gestire grandi fiere, diventava letteralmente un alveare popolato di visitatori impegnati in una frenetica caccia alla novità tecnologica.

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Ma quest'anno no. Fino a metà dicembre sembrava che, tutto sommato, il ritorno in persona alla fiera dell'elettronica più importante al mondo potesse essere quasi completo, ma Omicron ha sparigliato le carte. La variante super contagiosa del Covid-19 ha iniziato a seminare preoccupazione e incertezza, spingendo un gran numero di brand, grandi e piccoli, a dare forfait. Alla fine, il CES ha dichiarato 2.300 espositori, 40.000 visitatori in presenza e 1.800 giornalisti, ma sono numeri che andrebbero presi un po' con le molle.

Il boom di espositori, infatti, è stato raggiunto grazie al record di delegazioni nazionali che hanno sponsorizzato la partecipazione alla manifestazione delle loro start-up, ma bisogna vedere quante di queste hanno effettivamente raggiunto la città del vizio. La delegazione italiana, per esempio, doveva contare 44 startup, ma ne sono arrivate solo 22, così come alto è sembrato il tasso di assenze anche tra le altre nazioni.

Verosimile è il numero dichiarato di visitatori globale che in tre giorni (uno in meno rispetto a quanto originariamente pianificato) ha percorso i corridoi che una volta erano affollatissimi. Essendo la superficie della manifestazione così vasta, l'effetto era di avere ampi spazi a disposizione per camminare in tutta tranquillità quando nel 2020 avventurandosi nella central hall sembrava di entrare in una fittissima giungla con esseri umani al posto delle piante.

Il numero dei rappresentanti dei media, invece, mi sembra quantomeno ottimistico. Le sale stampa, sempre gremite di colleghi che lavoravano in gruppo, quest'anno erano incredibilmente vuote con ogni tipo di supporto informatico e logistico ampiamente a disposizione quando negli anni passati era utopia anche solo trovare un posto a sedere vicino a una presa ethernet. Nel 2020, le testate italiane presenti erano poco più di 20. Quest'anno ne ho contate 4.

Eppure, le novità non sono mancate. Addirittura, potremmo dire che questa è stata una delle edizioni migliori del CES dal punto di vista dei contenuti, nonostante la defezione di molti grandi. Il settore dove si è visto più movimento è sicuramente stato quello delle automobili, dove grandi nomi hanno presentato progetti davvero notevoli, ma i piccoli non sono stati da meno, anche se in settori diversi.

Stranamente un po' sotto traccia è passato tutto il movimento e-health che era invece molto meritevole. I progetti interessanti erano davvero tantissimi e alcuni di questi rischiano davvero di rivoluzionare il modo in cui i medici curano i propri pazienti. Il colosso delle simulazioni Dessault System ha creato una replica digitale di cuore e cervello in grado di riproporre perfettamente il funzionamento di ogni singola fibra. Affiancandola alla capacità di creare dei gemelli digitali tramite l'importazione dei dati che arrivano da una risonanza magnetica, il medico si ritrova tra le mani una copia fedelissima dell'organo del pazienze, da studiare prima di una operazione o che riporta esattamente la patologia per poter essere meglio studiata e arrivare a diagnosi anche in casi molto difficili.

Anche una startup italiana ha proposto qualcosa di simile, con la creazione di gemelli digitali degli organi partendo da risonanza e anche senza la parte simulativa, i benefici in fase di diagnostica sono enormi.Quello del metaverso era un altro trend molto interessante, dal quale però emergeva tutta la confusione che al momento pervade questo settore: aziende che promettono “il vero metaverso” e altre che vendevano spazi virtuali inutili erano affiancate da realtà che invece organizzavano eventi già spettacolari e sensati, mentre altri propongono tecnologie neuronali molto accattivanti in grado di ricreare sensazioni tattili incredibilmente realistiche. Un vero e proprio passo verso quanto abbiamo letto e visto in Ready Player One.

Quindi, questi e i molti altri contenuti interessanti hanno perso tempo? Incredibilmente, no. Gli espositori sono per lo più molto contenti della loro esperienza al CES 2022. La vera discriminante della soddisfazione, in realtà, sembra essere quella di agire in un settore di quelli più “in voga” del momento. “I perditempo sono rimasti a casa” è stato il commento più comune che ho raccolto. Sia per gli espositori locali statunitensi, sia per quelli internazionali il mantra è sempre stato lo stesso: “abbiamo avuto meno contatti rispetto al passato, ma di qualità mediamente molto più alta”.

Chi aveva un prodotto legato ai trend del momento non ha avuto un momento libero, mentre chi operava in settori più consolidati o meno “affascinanti” ha comunque dichiarato di aver avuto qualche grosso contatto che se dovesse andare in porto comporterebbe un salto di qualità per la propria azienda.

Quindi, questo CES è stato migliore di quello degli anni passati? Non necessariamente. Mi viene molto difficile confrontare due edizioni così diverse. Di sicuro, la mancanza di così tanti grandi marchi ha pesato molto sul risultato finale che sarebbe potuto essere epico. Lo stand vuoto di LG, popolato solo da QR code che servivano per vedere i prodotti in maniera virtuale rappresentava perfettamente il senso di incompiutezza di questa edizione, ma alla fine il CES 2022 mi è piaciuto molto. Meno affollato, più focalizzato, con temi e trend interessantissimi e un'area più ristretta che mi ha permesso di girarlo tutto. Ma speriamo che l'anno prossimo possano esserci tutti.


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