Verso le vacanze estive

Arrivi in Europa da paesi extra Ue, freno di emergenza in caso di varianti

Il Consiglio Ue ha adottato formalmente la raccomandazione della Commissione europea

di Andrea Carli

Articolo aggiornato il 20 maggio 2021, ore 20:00

Green pass dopo 1/a dose, servira' per viaggi e eventi

3' di lettura

Togliere le restrizioni ai viaggi in Europa anche da Paesi terzi, riconoscendo ai governi dei 27 paesi Ue un “freno di emergenza”, una sorta di clausola da applicare nel caso in cui la diffusione di nuove varianti dovesse mettere a rischio il contenimento dei contagi nei singoli territori. Il Consiglio Ue nella riunione di oggi, giovedì 20 maggio, ha adottato formalmente la raccomandazione della Commissione europea per riaprire ai viaggi turistici dai Paesi terzi, e per un freno d’emergenza che consenta di chiudere in caso di situazioni preoccupanti con le varianti. Una nota del Consiglio mette poi in evidenza che le raccomandazioni non sono comunque strumenti che pongono un obbligo legale.

Limitazione urgente e temporanea in caso di nuova variante

«Laddove la situazione epidemiologica di un Paese terzo o di una regione peggiora rapidamente - si legge nella nota sulla raccomandazione adottata dal Consiglio europeo, pubblicata al termine della riunione -, in particolare se è stata individuata una variante di preoccupazione o di interesse, gli Stati membri dovrebbero adottare una limitazione urgente e temporanea a tutti i viaggi nell'Ue».

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Le eccezioni

«Questo freno di emergenza - rileva ancora il documento - non dovrebbe applicarsi ai cittadini dell'Ue, ai residenti dell'Ue di lungo periodo e ad alcune categorie di viaggiatori essenziali, che dovrebbero tuttavia essere soggetti a test appropriati e misure di quarantena, anche se completamente vaccinati».

Restrizioni da rivedere almeno ogni due settimane

«Quando uno Stato membro applica tali restrizioni, gli Stati membri che si riuniscono in sede di Consiglio dovrebbero esaminare urgentemente la situazione in modo coordinato e in stretta collaborazione con la Commissione. Tali restrizioni dovrebbero essere riviste almeno ogni due settimane», conclude la nota.

I precedenti

La formula del “freno di emergenza” non è nuova. L’Ue prevede già clausole con freno di emergenza in alcuni settori: dal coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale dei lavoratori migranti, alla cooperazione giudiziaria in materia penale, alla fissazione di norme comuni per alcuni reati. Se un paese dell'Unione Europea ritiene che i principi fondamentali del suo sistema di sicurezza sociale o del suo sistema di giustizia penale siano minacciati dal progetto legislativo in corso di adozione, può chiedere che il Consiglio europeo sia investito della questione. In tale caso, la procedura viene sospesa e il Consiglio europeo può rinviare il progetto al Consiglio che porta avanti la procedura tenendo in considerazione le osservazioni formulate oppure mettere fine definitivamente alla procedura e chiedere, all'occorrenza, una nuova proposta della Commissione europea. La stessa logica si delinea ora per la riapertura ai turisti stranieri provenienti da Paesi terzi.

Via libera al green pass Ue

Per quanto riguarda invece gli spostamenti tra paesi Ue, dopo giorni di trattative, i negoziatori delle tre istituzioni europee (Parlamento, Commissione e Consiglio) hanno trovato un accordo sul certificato digitale Ue Covid. In base all'intesa raggiunta nella serata di giovedì 20 maggio, il certificato sarà disponibile sia in formato digitale che cartaceo. Attesterà se una persona è stata vaccinata contro il coronavirus o ha un risultato recente di test negativo o è guarita dall'infezione. Il fatto di aver trovato un'intesa a livello Ue permetterà agli Stati membri di emettere certificati che saranno poi riconosciuti e accettati negli altri paesi dell'Unione. L’accordo dovrà passare comunque al vaglio del Parlamento europeo prima di entrare in vigore il primo luglio. Sarà sul tavolo dei leader europei al vertice di lunedì 24 e martedì 25 maggio. Il regolamento sul Green pass Ue resterà in vigore per 12 mesi.

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