mercato dell’arte

Art Basel Hong Kong mette in dialogo Cina e Sud-est asiatico

di Sara Dolfi Agostini


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3' di lettura

La quinta edizione di Art Basel Hong Kong , di scena dal 23 al 25 marzo, è una tappa importante per la città, ormai più che lanciata nella geografia dell'arte contemporanea internazionale. Marca, infatti, anche il decimo anniversario di Art HK , la fiera acquisita – e ribattezzata - nel 2011 da Art Basel con l'obiettivo, come ricorda il direttore Marc Spiegler, “di costruire una piattaforma di dialogo tra Est e Ovest e all'interno della regione asiatica”. Una sfida lanciata a Hong Kong perché “qui non c'è una storia di censura per gli artisti” e che ha visto i visitatori della fiera crescere da 20 a 70.000 in quattro anni, e molte gallerie occidentali come Massimo De Carlo , Perrotin , Lehmann Maupin aprire nuove sedi sull'isola, nella zona di Central e Sheung Wan, a fronte tuttavia di un progressivo spostamento verso le periferie di spazi no profit storici come Parasite . Se i costi in città continuano a lievitare, al punto che un appartamento di 20 mq nelle aree più richieste costa oltre 3.500 $ al mese, le esternalità positive del mercato dell'arte hanno stimolato lo sviluppo di quartieri periferici e la nascita di artist run spaces, come Things that can happen , Holy Motors e 100 Ft Park a Sham Shui Po, quartiere a nord-est della penisola di Kowloon, dove nel 2019 aprirà il nuovo museo M+ .

La fiera. Quest'anno Art Basel Hong Kong ha messo in mostra 242 gallerie, 19 partecipanti nella nuova sezione curata Kabinett e 29 new entries, tra cui The Third Line di Dubai, König Galerie di Berlino e Kurimanzutto di Città del Messico, senza però alterare l'equilibrio tra gallerie occidentali e non, che resta al 50%. Nonostante i timori legati all'implementazione recente di una legge che complica la movimentazione di capitali tra Cina e Hong Kong, la fiera non sembra essere stata colpita, potendo contare su un bacino di collezionisti da Australia, Singapore, America, Inghilterra e Francia. Tra le vendite di rilievo una recente pittura a olio dell'artista cinese Wang Huaiqing, a 3.,5 milioni di $ da Tina Keng , e un'opera del concettuale americano Sol Lewitt, tra 500-800mila $ da Alfonso Artiaco . Sotto i riflettori anche l'artista americano Jordan Wolfson, che ha venduto un'opera VR prodotta per la Biennale del Whitney a 85mila $ nello stand di Sadie Coles HQ, e anche Wolfgang Tillmans, di cui una stampa fotografica del 2007 è passata di proprietà a 100mila $ a poco più di un mese dall'inaugurazione della sua mostra retrospettiva alla Tate Modern . A sfruttare il doppio filo tra mercato e istituzioni in loco ci ha pensato Esther Schipper di Berlino, con un'opera a circa 4.500 euro dell'artista e compositore Ari Benjamin Meyers, in residenza a Spring Workshop, che per l'occasione ha realizzato una serie di eventi musicali in alcune delle istituzioni artistiche di Hong Kong tra cui Asia Art Archive e Hong Kong Arts Centre .

Art basel Hong Kong

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Asia e diaspora. Art Basel Hong Kong è soprattutto la piattaforma di lancio e promozione dell'arte asiatica in generale, con numerose partecipazioni di rilievo della scena locale, regionale ed expat. Pace , ad esempio, che ha inaugurato uno spazio a Hong Kong nel 2014 e presto traslocherà nel nuovo grattacielo H Queens , candidato a diventare un distretto artistico, ha puntato sul pittore cinese Qiu Xiaofei, in fiera e in galleria a prezzi tra 30-150mila $ per opere che richiamano i meccanismi della memoria e strizzano l'occhio alla storia dell'arte occidentale. Paul Chan, nativo di Hong Kong, è protagonista dello stand di Greene Naftali a prezzi da 64-120mila $: spiccano un'opera su copertine di libri che richiama la commissione per documenta 13 nel 2012 poi acquistata dallo Schaulager di Basilea, e un'installazione che riflette su discriminazione e razzismo e segna per lui un superamento formale dello schermo a cercare una comunanza con la realtà. Gb Agency ha offerto le riletture concettuali di economia e sistema dell'arte del tailandese Pratchaya Phinthong, a 4-20mila euro, dove l'ironia diventa strumento critico di riflessione. Infine, STPI di Singapore, spazio ibrido a metà tra galleria e no profit che invita artisti di richiamo come Anri Sala e Tobias Rehberger a sperimentare con la carta, ha presentato a 20-35mila $ i cianotipi di Do-Ho Suh, artista coreano celebre per installazioni video e sculture.

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