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Art Basel Hong Kong, i risultati delle Online Viewing Rooms

Sulla piattaforma 233 gallerie con più di duemila opere del valore di 253 milioni di dollari: 250.000 visitatori virtuali, bene la trasparenza, meno le vendite

di Silvia Anna Barrilà

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Gilbert & George, Plane Beard, 2016, 170.000 dollari, Galleria Alfonso Artiaco, Art Basel Online Viewing Rooms

Sulla piattaforma 233 gallerie con più di duemila opere del valore di 253 milioni di dollari: 250.000 visitatori virtuali, bene la trasparenza, meno le vendite


5' di lettura

Il Coronavirus ha fermato anche il mondo dell'arte, che però sta cercando di reagire con la digitalizzazione dei contenuti e del mercato. Se le case d'aste in questo si sono portate avanti negli anni passati co gli incanti online, le gallerie e le fiere si sono finora mantenute fedeli a modelli tradizionali, basati sui rapporti personali e la stretta di mano. Ora che le fiere sono cancellate e gli spazi espositivi chiusi, anche loro si stanno organizzando con piattaforme online per mostrare e vendere le opere. Risvolto positivo di questa crisi aver reso l'accesso al mercato primario e all'informazione sugli artisti e sui prezzi delle opere più ampio e democratico, novità che si spera possa restare anche dopo l'emergenza.

L'esperienza online
Anche Art Basel ha appena annunciato il rinvio al 15 settembre dell’appuntamento di Basilea e intanto, in seguito alla cancellazione dell'edizione di Hong Kong (19-21 marzo), ha accelerato il lancio delle Online Viewing Rooms, ambienti virtuali in cui ogni galleria, dal 20 al 25 marzo con anteprima per i vip il 18-19 marzo, ha potuto esporre le opere d'arte originariamente pensate per la fiera. In totale più di duemila opere presentate da 233 gallerie da 31 paesi, per un valore complessivo di 253 milioni di dollari. I visitatori virtuali sono stati 250.000, tanti da far crollare il sito nella prima mezz'ora per una ventina di minuti, ma dopo il ripristino tutto è filato liscio. Le opere potevano essere selezionate a seconda di categorie di provenienza, anno di produzione, mezzo espressivo. Si poteva cercare per artista, per galleria, per presentazione monografica, tematica. Ogni galleria aveva una breve presentazione, così come ogni opera era corredata anche di prezzo o price range. Anche gallerie che solitamente non rivelano i prezzi, come Gagosian o neugerriemschneider , hanno mostrato i valori. In alcuni casi era segnalata anche la vendita. Sicuramente uno strumento molto utile e informativo, anche se mancava l'interazione con la galleria (una chat con il gallerista sarebbe stata utile) e l'emozione dell'esperienza dell'opera dal vivo.

Alighiero Boetti, Aerei, 1989, Galleria Ben Brown, >1 milione di dollari, Art Basel Online Viewing Rooms

L'offerta
Le opere in mostra andavano dai primi del Novecento a oggi. Per esempio, si andava da opere su carta di Egon Schiele del 1910-11 a prezzi tra 250.000 e un milione di dollari, offerte da Richard Nagy accanto a dipinti di Kees van Dongen e Georg Grosz, fino a opere della Post-Internet Generation cinese da de Sarthe Gallery con gli artisti Zhong Wei e Mak Ying Tung 2 a prezzi tra 4.000 e 10.000 dollari. Nello stesso contesto un'altra galleria, Société di Berlino, ha mostrato lavori di Timur Si-Qin tra i primi a presentare opere dell'era post-internet a Berlino (10.000-25.000 dollari). Un'altra indagine storica è stata quella della Galerie Nichido di Parigi, specializzata in opere in stile occidentale nel Giappone di inizio secolo, con prezzi tra 100.000 e un milione di dollari.
Tanti anche gli artisti italiani, come Morandi, Boetti, Pistoletto, Anselmo e Paolini, offerti a partire da 100.000 dollari sino a 2,3 milioni, mentre valori sotto i 50.000 dollari per i contemporanei da Rossella Biscotti (da Mor Charpentier price range da 10.000 a 50.000 dollari) a Giovanni Ozzola (da Continua 20.000) a Isabella Ducrot (da Gisela Capitain sotto i 10.000 dollari) a Monica Bonvicini (42.000 dollari da Galerie Krinzinger ) e Pietro Roccasalva (da Zeno X Gallery 52.000 dollari).

Alighiero Boetti, Aerei, 1989, Galleria Ben Brown, >1 milione di dollari, Art Basel Online Viewing Rooms

Gli affari
Il primo giorno di anteprima l'organizzazione della fiera ha comunicato quasi una trentina di transazioni, tra cui un dipinto di Issy Wood da Carlos/Ishikawa di Londra per 45.000 dollari, una scultura di Antony Gormley, “Slump IV”, da Galleria Continua per 482.000 dollari, un dipinto con neon di Mary Weatherford da 750.000 dollari da Gagosian , un acrilico su tela da 850.000 dollari da Carmen Herrera. “È andata abbastanza bene date le circostanze – ha dichiarato Iwan Wirth di Hauser & Wirth. – Abbiamo venduto otto opere a collezionisti sia già noti che nuovi provenienti da Asia ed Europa. Stiamo assistendo a un maggiore coinvolgimento dall'Asia sia attraverso la nostra piattaforma, che quella di Art Basel, il che mi fa essere fiducioso anche per le nostre opere di maggior valore. Un dipinto di Guston è già riservato. Si è detto tanto sul digitale, adesso è la norma. Noi lo usiamo da anni e i nostri clienti lo usano”. Tra le opere vendute dalla galleria ci sono un olio su tavola di Josef Albers, Paul McCarthy, Jenny Holzer, Luchita Hurtado, Pipilotti Rist a prezzi tra 50.000 e 600.000 dollari. David Zwirner , che già dal 2017 investe sull'online e ha organizzato finora 55 mostre virtuali, ha dedicato la sua presentazione alla pittura, vendendo un dipinto di Marlene Dumas, “Like Don Quixote” del 2002, a 2,6 milioni di dollari e uno di Luc Tuymans, “Tree” del 2019, a 2 milioni di dollari. Un dipinto di Liu Ye, ora in mostra alla Fondazione Prada, è stato venduto a 500.000 dollari, uno di Mamma Anderson del 2020 ad un collezionista asiatico a 400.000 dollari.

Alighiero Boetti, Aerei, 1989, Galleria Ben Brown, >1 milione di dollari, Art Basel Online Viewing Rooms

Per le gallerie italiane poche vendite
Per le gallerie italiane che hanno partecipato si è trattato di un'esperienza certamente utile in questo momento storico per attivare i contatti con i collezionisti e conoscerne di nuovi, ma dal punto di vista delle vendite sembra non essere stato così facile. “Gli accadimenti mondiali in corso rendono interessanti eventi su piattaforme digitali come quella di Art Basel, che incuriosiscono i collezionisti” ha commentato Franco Calarota di Galleria d'Arte Maggiore , che offriva opere da Morandi a Sissi. “Abbiamo avuto un ottimo riscontro e un concreto interesse sulle opere. A causa della difficile mobilità, il momento è favorevole: ad oggi abbiamo ricevuto molte richieste, attualmente in trattativa”. Anche la galleria Alfonso Artiaco ha ricevuto richieste, soprattutto nel fine settimana. Presentava opere di Paolini, Lawrence Weiner, Ann Veronica Janssen, Gilbert & George, con prezzi tra 50.000 e 475.000 dollari. Per Niccolò Cardi : “durante un momento così difficile la piattaforma digitale è stata un'ottima idea e un nuovo modo di proporsi al mercato, anche alla fascia medio alta.” Al suo stand virtuale c'erano due nature morte di Morandi a 1,25 e 2,3 milioni di dollari.

Alighiero Boetti, Aerei, 1989, Galleria Ben Brown, >1 milione di dollari, Art Basel Online Viewing Rooms

“Siamo contenti che ci sia stata data l'opportunità di utilizzare questa piattaforma” ha commentato Mario Cristiani di Continua . “In questo momento di difficoltà ed avendo già investito nella fiera, sicuramente è molto apprezzabile che abbiamo potuto vendere ed entrare in contatto con nuovi clienti. Crediamo che lo strumento vada perfezionato, ma aver trovato una soluzione in tempi così stretti è stata una buona opportunità. Speriamo che non sarà necessario ricorrervi ancora in futuro, nel caso sicuramente sarà sviluppata in modo sempre più efficace ed efficiente da Art Basel e dalle varie fiere nel mondo”. “Alla fine dell'esperienza delle Online Viewing Rooms di Art Basel posso dire che abbiamo ricevuto qualche richiesta e preso nuovi contatti, ma in realtà pochi rispetto alle aspettative” ha dichiarato Francesca Minini. “Non abbiamo purtroppo venduto nulla. Forse il momento non è propizio e la vendita online è ancora un mondo da indagare e scoprire, ma credo che vista l'impossibilità di muoversi e creare contatti sarà lo strumento migliore di diffusione delle idee artistiche future… almeno speriamo!”

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