economia e beni culturali

Art Bonus: la Compagnia di San Paolo è il mecenate più generoso d'Italia

di Carla La Gatta

7' di lettura

A due anni e mezzo dall'entrata in vigore dell' Art Bonus , la Compagnia di San Paolo si rivela il più generoso mecenate che ha usufruito di tale strumento, erogando 21.145.963 € a sostegno del patrimonio culturale italiano. Le donazioni hanno finanziato il restauro e la valorizzazione di 11 beni culturali e 31 fra biblioteche e teatri, richiedenti donazioni attraverso la piattaforma Artbonus.gov.it.
L'Art Bonus costituisce un nuovo incentivo per l'attività erogativa delle fondazioni bancarie, che da un lato possono usufruire della piattaforma agevolando i contatti con le istituzioni richiedenti sostegno, e dall'altro possono giovare di una consistente agevolazione fiscale che mira, a sua volta, a favorire un incremento delle erogazioni liberali. Dai bilanci trasparenti pubblicati sul sito istituzionale, si rileva che la Compagnia di San Paolo per gli anni 2014 e 2015 ha raggiunto con l'Art Bonus un credito d'imposta di circa 14,2 milioni di euro. A tale agevolazione sembra corrispondere per il 2015 un incremento del 10% delle erogazioni effettuate in arte e cultura rispetto ai due anni precedenti (un aumento di circa 3 milioni di euro).

Per comprendere l'effettiva utilità e le modalità di utilizzo dello strumento Art Bonus da parte della Compagnia di San Paolo, abbiamo intervistato Rosaria Cigliano, responsabile dell'Area Arte, Attività e Beni Culturali.
Quanto ha inciso l'Art Bonus nell'incremento delle erogazioni effettuate dalla Compagnia nel 2015? Continuerete ad usare questo strumento negli anni a venire, prospettando un ulteriore incremento delle erogazioni?
Lo strumento dell'Art Bonus in realtà non incide direttamente sulle strategie della Compagnia di San Paolo. La mission istituzionale della fondazione prevede di erogare risorse a favore di progetti in grado di favorire lo sviluppo del territorio e delle sue comunità, e pertanto, riconoscendo alla cultura un valore centrale, circa 30 milioni di euro all'anno sono destinati a tale ambito. La novità dell'Art Bonus non ha influito sulle politiche erogative della Compagnia; è uno strumento normativo che consente alla fondazione di usufruire di una detrazione fiscale. Tra l'altro è sempre bene ricordare che con la Legge di Stabilità 2015 vi è stata una pesante modifica del regime tributario degli utili percepiti dagli enti non commerciali, portando la percentuale di concorrenza alla base imponibile dell'Ires, per enti come la Compagnia di San Paolo, dal 5% al 77,74%.

Loading...

L'opportunità del credito d'imposta che deriva dall'Art Bonus è limitata al sostegno di beni culturali, teatri, biblioteche ed enti dello spettacolo pubblici. Questo limite ha influito nella scelta dei progetti da sostenere, favorendo, ad esempio, una maggior concentrazione delle vostre risorse a sostegno del settore pubblico, piuttosto che ad associazioni o istituzioni culturali private?
La presenza o meno di un beneficio fiscale non è un criterio di selezione per la Compagnia, anche se il MIBACT - nell'individuare specifiche categorie di beni e di azioni alla base delle agevolazioni fiscali - indica a coloro che si occupano di patrimonio culturale un sistema di priorità/bisogni del nostro Paese.
Per onere statutario e giuridico, le fondazioni bancarie perseguono l'utilità sociale come fine della propria attività: quali sono dunque i criteri che segue la Compagnia di Sanpaolo nella scelta di un intervento da sostenere nel settore arte e attività culturali?
Per quanto concerne l'arte e le attività culturali i criteri principali sono innanzitutto la coerenza con gli obiettivi generali della Compagnia e la rilevanza dell'iniziativa per il territorio. Particolare attenzione è posta alla qualità dell'iniziativa con riferimento all'adeguatezza e al dinamismo del processo di progettazione e all'affidabilità dell'ente oltre che alla sua idoneità al progetto. La rilevanza dei beni culturali coinvolti è un criterio importante e per ogni iniziativa naturalmente si fa particolare attenzione alla congruità del preventivo economico e alla capacità di relazionarsi con contesti pertinenti di maggiore respiro. Chiaramente a seconda del tipo di programma subentrano criteri specifici di valutazione.
Tra le fondazioni bancarie italiane la Compagnia di Sanpaolo è quella maggiormente prodiga alla tutela dei beni culturali. Da cosa deriva questa tendenza, che fa della Compagnia una delle principali paladine a sostegno della tutela dei beni storico-artistici?
Nel riconoscimento della cultura come asset strategico per il nostro territorio. Un territorio culturalmente dinamico è attrattivo e veicolo di sviluppo.
Essendo l'utilità sociale il fine della vostra attività, la reputazione e il consenso sociale sono i mezzi principali attraverso cui valutate il successo del vostro operato. A tal fine, come e quanto pubblicizza i suoi interventi la Compagnia di Sanpaolo? Avete giovato di un incremento reputazionale attraverso l'Art Bonus e il suo sistema informativo?
La CSP non pubblicizza i propri interventi ma comunica i propri progetti sia per mostrare il modo in cui vengono allocate le sue erogazioni, sia per divulgare la strategia e gli obiettivi che sono alla base dei progetti, bandi e contributi. La comunicazione avviene attraverso il sito internet, i nostri canali social, strategia stampa… Con il meccanismo di comunicazione previsto dalla normativa dell'Art Bonus la Compagnia ha acquisito un ulteriore strumento volto a divulgare la trasparenza delle proprie attività. Ogni intervento infatti è visibile sul portale dedicato.
In che modo monitorate gli effetti economici e sociali dei vostri investimenti in cultura? Avete mai fatto studi al riguardo?
Sì. Siamo con sempre maggiore frequenza committenti di studi e ricerche in grado sia di creare le basi per un monitoraggio delle attività, sia di restituire i risultati di progetti particolarmente significativi. In futuro sarà posta ancora maggiore attenzione a questi temi. L'obiettivo sarà aumentare l'efficacia delle attività della Compagnia.
Il principale beneficiario delle donazioni che avete erogato attraverso l'Art Bonus è stato il Museo Egizio di Torino, che da solo ha raccolto 16.732.660,91 €. Si tratta di un'istituzione di successo, molto conosciuta ed apprezzata, che rappresenta uno dei simboli della vita culturale torinese. Nella scelta del beneficiario cui rivolgere le erogazioni, quanto incide il ritorno di reputazione e di immagine che si può ricavare?
Per la Compagnia di San Paolo il ritorno di immagine non è una priorità, proprio perché delibera erogazioni liberali e non sponsorizzazioni. Mentre è fondamentale la reputazione, che si costruisce nel tempo attraverso la bontà delle scelte attuate. Il successo delle istituzioni che sosteniamo o delle attività che si sviluppano grazie all'intervento della Compagnia sono un indicatore dell'efficacia della nostra attività.

Per statuto le fondazioni bancarie hanno l'onere di sostenere innanzitutto le comunità in cui sono nate e si sono evolute. Nel caso della Compagnia di Sanpaolo il territorio d'azione principale è il Piemonte, ma non sono mai mancati interventi nel resto d'Italia. Come mai avete scelto Napoli e il Teatro San Carlo fra gli interventi proposti dall'Art

Bonus fuori dal territorio piemontese?

Dalla fine degli anni '90 vi è stato un rapporto privilegiato tra la Compagnia e Napoli, in virtù dei legami che vi erano precedentemente tra i due istituti di credito (San Paolo e Banco di Napoli). È un interesse che deriva dunque dall'origine storica delle banche, ma che rientra nel sostegno della Compagnia alle fondazioni lirico sinfoniche e alle istituzioni d'eccellenza nel campo della musica: sostiene infatti, accanto al Teatro San Carlo, la Fondazione lirico sinfonica di Torino. Il sostegno al Teatro San Carlo si lega, inoltre, al progetto della Fondazione per il Sud, strumento indispensabile per apportare risorse in un zona d'Italia in cui non ci sono fondazioni bancarie numerose e importanti come quelle del Nord: l'obiettivo è quello di favorire un apporto non solo di finanziamenti ma anche modi operativi innovativi.

La Compagnia ha dedicato al tema dell'innovazione culturale un'area operativa apposita. In che modo apportate “innovazione” al patrimonio culturale?
Molti dei nostri progetti racchiudono delle innovazioni: anche solo la declinazione della normativa è stata un'innovazione. La nascita di fondazioni pubblico-private e la nascita di un consorzio, quale il Consorzio di Valorizzazione Culturale “La Venaria Reale”, è indice di una gestione innovativa. Molti progetti prevedono la nascita di distretti culturali, dove l'elemento fondamentale è la messa in valore della vocazione del territorio, che si declina spesso con l'imprenditoria. Alcuni progetti, ad esempio, guardano alle residenze sabaude come beni inseriti in contesti produttivi. Stupinigi ne è una dimostrazione: la straordinaria residenza è vertice del progetto Stupinigi Fertile, sostenuto e seguito dalla Compagnia, che coinvolge associazioni e agricoltori che ruotano attorno alla residenza sabauda, creando una filiera legata all'economia del grano e del pane. Nel preoccuparsi del bene del patrimonio culturale, la Compagnia usa tutto l'alfabeto delle risorse disponibili. Un'ulteriore innovazione, su cui la Compagnia lavorerà nei prossimi anni, è la creazione di una nuova finanza: trovare nuove risorse private e nuovi strumenti finanziari, oltre l'Art Bonus, come fonti utili a salvaguardare, tutelare, valorizzare e rendere il nostro patrimonio un luogo di formazione.

Ricapitolando: quali sono i pro dell'Art Bonus per la Compagnia di Sanpaolo?
Per la Compagnia di San Paolo vi è un beneficio diretto, che è la possibilità di godere di un credito d'imposta. In generale, l'Art Bonus rappresenta uno strumento per portare alla sensibilità dei cittadini un tema fondamentale come la tutela e la valorizzazione dei beni culturali e il sostegno ai luoghi della cultura.
E quali sono i contro? Cosa migliorereste dell'Art Bonus? Quali limiti avete individuato?
Come tutte le novità normative, anche in questo caso la comprensione dei meccanismi di funzionamento all'inizio ha creato alcuni dubbi, che sono stati via via risolti nel corso del tempo, grazie alla costituzione di un gruppo interno di lavoro che, collaborando con le amministrazioni locali del MIBACT, è riuscito a individuare un iter di comportamento univoco e standardizzato. La Compagnia ha anche avuto un ruolo di facilitatore su tali temi, organizzando, ad esempio, una giornata di studi rivolta a tutte le fondazioni piemontesi di origine bancaria. Certamente, una maggiore semplificazione, così come una comunicazione più efficace da parte dei proprietari dei beni, potrebbe favorire l'impegno dei singoli cittadini. Il portale Artbonus è un ottimo strumento di rendicontazione ma, allo stesso tempo, i promotori dei progetti dovrebbero impegnarsi per dare maggiore visibilità alle proprie iniziative verso coloro che ne potrebbero consentire la realizzazione.
Nuovi progetti: come sosterrete l'arte e la cultura nel 2017?
«Un concetto articolato e moderno di patrimonio culturale, visto come risorsa per decodificare il presente e indirizzare la costruzione del futuro» è lo slogan che potrete più volte ritrovare nelle Linee Programmatiche 2017 presenti sul sito della Compagnia di San Paolo. Una conservazione e fruizione in senso integrato e reticolare, l'attenzione al sostegno per le istituzioni di eccellenza, la lettura dei beni culturali in chiave sistemica e con strumenti innovativi finalmente lontana dalla logica puntiforme e dell'emergenza, una visione dei Musei come luoghi di produzione di cultura e non soltanto di mera conservazione della memoria sono gli aspetti che guideranno l'attività nel 2017 in continuità con quanto finora svolto.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti