ginevra

Art Genève si consolida e collabora con le istituzioni

Giunta alla sua 9ª edizione, la fiera si rafforza: aumenta la fascia di prezzo delle vendite. Opportunità per conoscere l'arte contemporanea svizzera

di Silvia Anna Barrilà

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Tra le gallerie di Art Genève 2020 c'era una collezione privata svizzera di opere di David Shrigley (copyright Julien Gremaud / courtesy artgenève 2020)

Giunta alla sua 9ª edizione, la fiera si rafforza: aumenta la fascia di prezzo delle vendite. Opportunità per conoscere l'arte contemporanea svizzera


3' di lettura

Si è svolta a Ginevra la 9ª edizione di Art Genève (30 gennaio-2 febbraio), con 90 gallerie partecipanti tra cui alcune presenti per la prima volta, come Lévy Gorvy, von Bartha e l'italiana Massimo De Carlo . Come prevedibile visto il luogo, il target della fiera è medio-alto, con un'offerta di opere di qualità per lo più bidimensionali di artisti affermati. Una fiera tranquilla, senza grandi sorprese, dove, però, è anche possibile fare delle scoperte e, soprattutto, approfondire l'arte contemporanea svizzera sia emergente che established, con artisti da Max Bill a John Armleder, passando per Valentin Carron, Silvia Bächli, David Renggli, Tobias Kaspar, Fabrice Gygi. Tra i pezzi più importanti in fiera c'era un Renoir da 3 milioni da Applicat-Prazan (nella gallery gli stand di alcune delle gallerie).

Tra gli stand di Art Genève

Tra gli stand di Art Genève

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Una fiera in via di consolidamento
“Le gallerie hanno fatto buoni affari” ha commentato il direttore Thomas Hug, “anche quelle nuove, come Lévy Gorvy, Hauser & Wirth e Capitain Petzel , sono soddisfatte e ritorneranno. Ciò è molto positivo in una logica di consolidamento, perché la cosa difficile non è farle venire una volta, ma farle tornare. Pure la fascia di prezzo delle vendite è cresciuta: mentre prima si vendevano in prevalenza opere tra 30.000 e 80.000 franchi, ora si superano senza problemi i 100.000 franchi e alcune gallerie hanno registrato vendite superiori ai 500.000 franchi”. La provenienza dei collezionisti è sempre più internazionale. “All'inizio era una fiera per la Svizzera francese, che comunque ha un bacino di utenza ampio e con compratori importanti – ha proseguito il direttore della manifestazione –, poi sono arrivati i collezionisti stranieri: prima da Londra, poi da Parigi, due o tre anni fa anche dalla Svizzera tedesca. Ora arrivano anche dal nord Italia e per la prima volta quest'anno abbiamo i belgi”.

La compresenza delle istituzioni
Una caratteristica propria della fiera è la presenza massiccia, accanto alle gallerie, di stand dedicati alle istituzioni, non solo svizzere, come il Mamco di Ginevra e Plateforme 10 di Losanna, ma anche internazionali, come la Royal Academy of Arts di Londra con un'installazione di Michael Craig-Martin e l' Ica di Milano. Partecipazione italiana anche nel settore Estates, dedicato ai lasciti d'artista, con la grande installazione “Senza titolo (doppio igloo di Porto)” 1998 di Mario Merz. A bilanciare l'offerta più established delle gallerie c'erano gli spazi non-profit, come Daily Lazy di Atene e la galleria della scuola Head di Ginevra, chiamata Live In Your Head , che mostravano gli artisti emergenti. “Per noi è molto importante dare spazio a tutti i protagonisti del sistema dell'arte” ha spiegato il direttore Thomas Hug, “le istituzioni sono invitate e non pagano lo spazio espositivo, sono i nostri sponsor ad aiutarci ad ospitarle. Abbiamo anche delle collezioni, tra cui una privata che mostra una raccolta di opere di David Shrigley. È un'occasione rara, perché gli svizzeri sono molto riservati”.

Il video in collaborazione con Loop
Altro elemento sui generis è la collaborazione con la fiera di Barcellona dedicata alla video arte Loop , che era presente in fiera con una decina di gallerie. “Loop ha curato questa sezione e invitato le gallerie, la fee di partecipazione viene divisa tra la fiera di Barcellona e noi – ha detto il direttore Thomas Hug –. Già l'anno scorso abbiamo collaborato con un'altra fiera per il design, PAD . Il video è un mezzo espressivo molto raffinato che merita più spazio”. Anche in occasione della prima edizione a Mosca, da poco annunciata e prevista per il 20-24 maggio, Art Genève collaborerà con un'altra fiera, la russa con sede a Vienna Art & Jewels of the World . “La manifestazione si svolgerà allo Schusev State Museum of Architecture . Loro cureranno la parte dedicata all'arte antica e ai gioielli e noi una mostra commerciale con opere gonfiabili e al neon, due formati scelti dal curatore Francesco Stocchi”. Ma perché Mosca? “Le nostre gallerie internazionali hanno lì tanti collezionisti e ci hanno chiesto di organizzare occasioni di incontro e rafforzamento dei contatti. Lo spirito della manifestazione vuole essere flessibile e contemporaneo, non vogliamo appesantirci ed essere troppo tradizionali, ma piuttosto esplorare la città con un nuovo format”.

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