Investimenti

Art industry, la Borsa premia i fondamentali

di Maria Adelaide Marchesoni

(Afp)

3' di lettura

Quale modello di business è maggiormente profittevole nell’industria dell’arte? Dall’analisi delle performance di borsa dei titoli delle aziende che operano nei servizi per l’arte emerge che il mercato negli ultimi 12 mesi ha premiato un po’ tutto il comparto, a partire dalle piattaforme e-commerce per creativi come Etsy, alle casa d’asta tradizionali come Sotheby’s, all’editoria specializzata, Artprice e artnet. Non mancano gli andamenti negativi e per alcuni gruppi superiori al 50% come nel caso dell’inglese Stanley Gibbons che ha registrato un calo del 57% circa delle quotazioni nell’ultimo anno. La performance negativa del gruppo Stanley Gibbons riflette da un lato il rallentamento del mercato dei francobolli e di altri collectible, ma anche una strategia di acquisizioni, effettuata negli anni precedenti, poco profittevole che ha determinato un peggioramento dell’indebitamento finanziario e della struttura patrimoniale che, allo stato attuale, necessita di un’iniezione di liquidità. Soffre in borsa anche l’americana Collectors Universe, leader nell’autenticazione di monete, carte e autografi. I risultati del terzo trimestre della gestione 2017-18 hanno evidenziato la debolezza della divisione coin nel mercato americano nonostante il buon andamento dei servizi in Cina dove il marchio Collectors Universe sta guadagnando sempre maggiori consensi in presenza però di un volume d’affari ancora contenuto.

Tra le performance negative degli ultimi 12 mesi, spicca il gruppo svizzero MCH Group, titolare del più importante brand delle fiere di arte contemporanea, Art Basel. Tra i motivi che potrebbero aver determinato questo andamento i risultati della gestione 2017 che si è chiusa con una perdita di 110 milioni di franchi svizzeri dovuta all’impearment, ossia alle pesanti svalutazioni (102,3 milioni di CHF) per effetto di un adeguamento del valore degli spazi espositivi a Basilea a seguito di una revisione al ribasso di Baselworld 2018, cioè di tutte le fiere che lì si svolgono. Tale dinamica ha comportato una revisione delle attività previste nella sede di Basilea nel 2018 e negli anni successivi in relazione alle difficoltà che sono attese per il sistema fieristico nazionale e gli eventi commerciali.

Loading...

Nel comparto degli art media, gli operatori quotati sono sempre la francese Artprice e la tedesca artnet. Migliore l’andamento di Artprice che ha registrato un rialzo del 13% circa e ha chiuso il primo trimestre 2018 con un aumento del 13% del fatturato. Sul fronte strategico il gruppo francese, dopo anni di collaborazione con il gruppo cinese Artron, lo scorso marzo ha deciso di avviare anche accordi strategici finanziari e patrimoniali. Arnet ha presentato un primo trimestre 2018 con un fatturato in crescita del 3% per il buon andamento dei segmenti Gallerie e Price Database e ha confermato la guidance emessa in occasione della presentazione dei dati annuali. Sulla base delle indicazioni del management è previsto per fine 2018 un aumento dei ricavi in un intervallo compreso tra 17,7-18,5 milioni di euro. Non sono tuttavia previsti significativi utili per la gestione corrente per effetto degli investimenti indirizzati alla crescita.

È ben rappresentato il segmento delle case d’aste, tra questi operatori il peggiore in termine di performance di mercato è la cinese Poly Culture Group che oltre al segmento delle aste è attivo anche nell’intrattenimento teatrale. Continua il momento positivo per Sotheby’s che alla fine del primo trimestre 2018 ha registrato un “miglioramento” del risultato finale che, pur rimanendo negativo a causa dell’effetto stagionale, riduce il rosso a 6,5 milioni da 11,3 milioni di dollari dell’analogo periodo della gestione 2017. I numeri del primo trimestre evidenziano un dato molto importante: il balzo del 70% a 246,6 milioni delle private sale. Tale risultato è stato conseguito un anno dopo l’ingresso nell’organico, avvenuto nel febbraio 2017, dell’ex amministratore delegato di JP Morgan David Schrader, responsabile delle private sale a livello mondiale per fine art.

Infine Etsy è star della classifica. Diversi i motivi che hanno determinato il successo di questa piattaforma per imprenditori creativi che offrono oggetti d’arte e design, vintage, gioielli, idee regalo a milioni di acquirenti in tutto il mondo: in primis essere riuscita a ritagliarsi una nicchia nel mondo dell’e-commerce rivolgendosi ad aziende individuali (il 75% dei venditori di Etsy) e al genere femminile (l’87% sono donne). Dal 2013 al 2017 le vendite hanno evidenziato un tasso annuo medio di crescita composto del 37% e nel primo trimestre 2018 lo sviluppo del giro d’affari su base annua è stato del 25% favorito dal mix diversificato del flusso di entrate dei servizi a valore aggiunto. La guidance dopo il primo trimestre è stata rivista al rialzo e le attese indicano per l’intero anno una crescita delle GMS (le vendite di merci lorde sulla piattaforma, equivalenti a quelle che altre società chiamano GMV) del 18% con i ricavi che dovrebbero salire ad un tasso del 22-24%.

Quali sono i titoli dell'arte che hanno corso in Borsa nell'ultimo anno Le società che offrono servizi al comparto economico
Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti