tecnologie per automotive

“Art”, innovazione e welfare nella mini Silicon Valley umbra

L’azienda è un hub di ricerca che cresce del 35% annuo valorizzando i giovani

di Chiara Beghelli

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Giancarlo Luigetti, presidente di ART Spa, con sede a Passignano

L’azienda è un hub di ricerca che cresce del 35% annuo valorizzando i giovani


2' di lettura

Tartufi e olio, cashmere e turismo «slow»: sono questi gli elementi che quasi instintivamente si associano all’Umbria quando si pensa alla sua economia e al suo paesaggio costellato di borghi antichi. Eppure, proprio una villa del Settecento immersa fra ulivi e cipressi racconta un’altra Umbria, fatta di ricerca, innovazione, tecnologia.

Sulle sponde del lago Trasimeno, a Passignano, undici anni fa ha preso forma una sorta di mini Silicon Valley, grazie al progetto dell’imprenditore Giancarlo Luigetti: dopo aver lavorato per quarant’anni in Magneti Marelli, Luigetti aveva il sogno di tornare nella sua cittadina e portarvi ciò che lo aveva impegnato e appassionato per una vita. Così, dopo aver rilevato un ramo dell’azienda milanese, ha scelto il Borgo del Pischiello, abbandonato da 60 anni, per dar vita alla sua Art, acronimo di Advanced Research Technologies. Un’azienda dove 200 persone fra ingegneri e informatici, ma non solo, creano e producono componenti per l’automotive contemporaneo, e soprattutto del futuro, dunque sistemi elettronici per infotainment e assistenza al parcheggio, tutto ciò che renderà le nostre auto sempre più “smart” e interattive, e strumenti sui quali stanno puntando tutti i big dell’automotive di lusso made in Italy, con cui Art collabora da tempo («per questo in Umbria girano sempre una ventina di supercar, con cui facciamo i nostri test», fanno sapere dall’azienda).Oltre le auto, l’eccellenza della ricerca di Art l’ha portata a collaborare anche con l’Agenzia Spaziale Europea.

E per far fronte al crescente interesse, generatore di un fatturato che cresce in media del 35% annuo, l’azienda sta assumendo sempre più giovani: «Dal 2018 a oggi abbiamo assunto quasi 90 persone - spiega Anna Anchino, responsabile delle risorse umane e area legal di Art -. L’età media è di 34 anni, e si tratta di giovani che teniamo in Italia, in Umbria, impedendo che se ne vadano all’estero. Collaboriamo con tutto il sistema scolastico, dalle scuole medie, con cui stiamo lavorando a nuovi progetti, agli Istituti Superiori con progetti di alternanza scuola-lavoro ormai in pista da diversi anni, tirocini, stage. Fondamentale e continuativa la collaborazione con le Università, soprattutto quella di Perugia, la Sant’Anna di Pisa, ma anche la Federico II di Napoli e il Politecnico delle Marche».

Stagisti e tirocinanti sono una presenza costante in azienda, e da gennaio a oggi il 100% di loro è stato assunto. Il 95% dei contratti di apprendistato sono stati trasformati in contratti a tempo indeterminato. Agli stagisti è persino offerta la possibilità di fare formazione all’estero e di usufruire del programma di welfare di Art, che prevede anche forme di smartworking applicato: «Nell’ultimo anno abbiamo erogato duemila euro a dipendente», prosegue la manager.

Il fondatore e presidente Luigetti, oggi 81 anni, ha sottolineato che il suo modello di imprenditore è Adriano Olivetti. Ma il suo progetto, guidato dal 2013 dal giovane ad Francesco Ortix, ha in sé i tratti originali di quello che Brunello Cucinelli (il cui Borgo di Solomeo dista appena una ventina di km) chiama «capitalismo umanistico»: una peculiare formula umbra d’impresa fatta di attenzione alle persone e innovazione, che si trova anche negli abitacoli delle auto d’avanguardia.

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