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Art lending, i limiti da superare

Art lending, i limiti da superare

di Marilena Pirrelli

Art lending, i limiti da superare


2' di lettura

L’Italia con la fase 2 appena iniziata potrebbe rimettere in moto anche il sistema dell’arte (dal 18 maggio riaprono i musei). Quando sarà possibile movimentare le opere, il lavoro riprenderà, sebbene il distanziamento sociale non consentirà eventi e fiere. Si potrà ripartire, ma con prudenza. Nel periodo di lockdown il contatto tra operatori e collezionisti non si è mai interrotto e in questo momento critico la fame di liquidità si è riversata anche sull’arte con la domanda di art lending. «È un’operazione finanziaria che combina mutuo con pegno, trasformando un bene illiquido in liquido» spiega l’avvocato Luca Giacopuzzi, dello Studio Legale Giacopuzzi-Diritto d’Impresa. «Arrivano molte richieste per questa operazione, ma la possibilità di realizzarla si blocca in banca». Perché? «In Italia, a differenza da quanto accade negli Stati Uniti (nel modulo UCC-1 Financing Statement è registrato il nome del possessore del bene, ndr), non è disciplinata l’art lending, ma vi sono i negozi giuridici di mutuo e di pegno per costruire il finanziamento con collaterale l’opera d’arte» prosegue l’avvocato.

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito da tempo si propone l’art lending. Nel 2019 la stima del valore dei prestiti in essere con sottostante arte era tra 21 e 24 miliardi di dollari, con il 90% sottoscritti negli Usa. «In Italia – prosegue l’esperto – vi è un deficit culturale verso l’opera d’arte: le banche faticano a comprendere, commettendo il più classico degli autogol, in quanto l’esigenza di utilizzare l’arte quale collaterale per ottenere una linea di credito è sempre più avvertita».

Qual è il tallone d’Achille in banca? «Manca una cultura specifica capace di mettere a nudo pregi e difetti dell’opera e la sua portata economica». Così, quasi nessuno lavora su questo finanziamento. Da inizio anno Fidartis, società di consulenza nella pianificazione patrimoniale, sta lavorando a due operazioni per un finanziamento con garanzia con gruppi bancari internazionali presenti in Italia. Per far entrare l’art lending tra i servizi bancari in Italia si deve partire dall’opera: «Dalla leva del finanziamento alle criticità laterali derivanti dal necessario spossessamento dell’arte data in garanzia, a partire dalla stima – conclude l’avvocato –: è necessario che il giudizio estimativo sia ancorato a paletti di carattere oggettivo e mancano metodiche di stima condivise dagli operatori».

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