in fiera

Art Rotterdam coltiva un collezionismo democratico

di Nicola Zanella


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Opera di Maria Roosen presso la galleria Fons Welters, sold out per l'artista Olandese

3' di lettura

Un centinaio di gallerie hanno preso parte alla ventesima edizione di Art Rotterdam , diretta anche quest'anno da Fons Hof. L'evento fieristico è stato realizzato nella Van Nelle Factory, un tempo sito produttivo ed ora patrimonio UNESCO come esempio primario di architettura costruttivista. Ormai in ogni fiera al mondo che si rispetti è presente uno stuolo colorito e molto riconoscibile classificato come “i collezionisti belgi”, una sorta di brand. Da Alain Servais a Galila Barzilaï-Hollander i collezionisti belgi hanno ormai una fama che vive di vita propria, slegata persino da ciò che collezionano.

Michael Pybus alla galleria Tatjana Pieters. Opere dell'artista si trovano anche nella collezione privata di Takashi Murakami

Una manager culturale olandese, che da buona olandese preferisce non essere citata inizia da questo aneddoto la descrizione del collezionismo in Olanda, col gioco degli opposti rispetto ai vicini Belgi. Identificando il collezionismo belga come una pratica diffusa tra pochi soggetti molto visibili rispetto al collezionismo olandese come, invece, un fatto privato e molto popolare.
Simbolo di questo collezionismo democratico è il KunstKoop, uno strumento creato dal potentissimo fondo pubblico Mondrian Fund in cui un cittadino olandese è agevolato a chiedere un prestito per l'acquisto di un'opera d'arte in 125 gallerie certificate per la qualità della loro proposta, gli interessi su questo acquisto vengono coperti dal Mondrian Fund stesso. Insomma uno schiaffo all'arte come Status Symbol.

Installation view dello stand di White noise, solo show di Mar Hernandez

Data la premessa teorica, Art Rotterdam è una fiera nazional-popolare, più Arte Fiera che Artissima , focalizzata sul collezionismo locale e quindi sul gusto dominante, pittura astratta, artisti olandesi anche se erano assenti i campioni nazionali come Mark Menders o Guido van der Werve, sculture-soprammobile, opere con un range di prezzo che difficilmente supera i 15mila euro. Nonostante ciò vi sono delle Isole ben delimitate e valorizzate in cui trovavano spazio proposte internazionali e di ricerca come la sezione New Art Section curata da Tiago de Abreu Pinto, che conta tra le presenze di rilievo gallerie quali Tatjana Pieters, Dürst Britt & Mayhew e 22,48 m2 . Importante anche lo spazio dato a proposte meno commerciali come la sezione Projections dedicata alla Videoarte.

Un dipinto di Tina Adebowale esposto dalla galleria Langart. due opere dell'artista nigeriana sono state acquisite da Valeria Napoleone

Quattro le gallerie italiane presenti, due nella sezione New Art Section: Gallleriapiù con un solo show dell'artista concettuale Emilio Vavarella (prezzi dai 1.500 ai 5.500 euro), apprezzato sia da collezionisti privati che da istituzioni pubbliche, e White Noise felice per il riscontro di vendite in collezioni olandesi incontrate per la prima volta in fiera, per la galleria romana solo show dell'artista spagnola Mar Hernandez con quotazioni dai 2.200 ai 2.800 euro. Nella sezione Solo-duo show presenti invece Montoro12 con sede sia a Roma e Brussels e la galleria Matèria che ha proposto un dialogo inter-generazionale tra Giuseppe de Mattia e Mario Cresci, opere in vendita dai 1.200 ai 19.000 euro.
Tra le gallerie più rappresentative del panorama olandese grande soddisfazione per Fons Welters di Amsterdam, che come dichiarato dal suo direttore Nick Terra, ha avuto un ottimo riscontro di vendite in particolare con le opere di Maria Roosen, vero e proprio best seller della fiera. Le poetiche sculture in vetro della Roosen sono andate soldout con prezzi dai 4.000 ai 12.000 euro.

Installation View della galleria 22,48m2, con un solo show del collettivo francese Salut c'est cool. uno degli stand di maggior ricerca della fiera

La galleria olandese oltre che a connazionali ha venduto anche a collezionisti belgi, tedeschi e danesi alcuni incontrati per la prima volta e ha tenuto a sottolineare il buon lavoro fatto dalla consulente Liv Vaisberg, nell'internazionalizzazione della fiera e nella creazione di nuove opportunità di vendita e network per le gallerie.
Altro aspetto peculiare del collezionismo olandese è l'attivismo delle collezioni corporate e delle relative fondazioni, da KPMG a Menzis da AMC ad Azco Nobel hanno tutte concluso acquisizioni in fiera.

Installation view dello stand di Gallleriapiù, solo show di Emilio Vavarella

Tra i collezionisti internazionali presenti anche Valeria Napoleone, coinvolta dalla fiera in un talk: la collezionista e mecenate italiana di base a Londra ha acquisito due opere pittoriche dell'artista Tina Adebowale esposta dalla galleria di Amsterdam LangArt ; Napoleone ha tenuto a sottolineare che non acquisisce praticamente mai opere direttamente in fiera soprattutto da artisti e galleristi che non conosce, a riprova di quanto sia stata colpita dal lavoro della giovane artista nigeriana. Le opere di Adebowale erano in vendita ad un range di prezzo dai 4.500 ai 9.000 euro
Art Rotterdam festeggia quindi la ventesima edizione con vendite positive e con un'ottima partecipazione della città ricca di istituzioni pubbliche e spazi underground dedicati all'arte contemporanea; molti dei benefici arrivano anche dalla posizione geografica strategica, un paio d'ore o meno di treno separano Rotterdam da Brussels, Anversa e Colonia, o se preferite due ore in bicicletta da Amsterdam.

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