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Art Rotterdam, il Mondriaan Fund e un collezionismo democratico

Si conferma un'ottima vetrina per le gallerie olandesi con molte vendite e la possibilità di scoprire artisti locali di talento

di Nicola Zanella

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Isabel Alonso Vega, Humo II, 2018. Plexiglass su base di metallo. Galleria White Noise. Le opere in vendita andavano dai 4.000 agli 8.000 euro e la galleria romana per la seconda volta ad Art Rotterdam si dice molto soddisfatta delle vendite

Si conferma un'ottima vetrina per le gallerie olandesi con molte vendite e la possibilità di scoprire artisti locali di talento


4' di lettura

Dal 5 al 9 febbraio mentre l'Olanda era sotto l’assedio della tempesta Ciara si è svolta Art Rotterdam, la fiera d'arte contemporanea che va in scena all'interno della Van Nelle Fabriek, un'ex fabbrica riconvertita a spazio espositivo: 95 le gallerie presenti. L’evento diventa, più che altro, l’occasione per approfondire la scena artistica olandese e il sistema artistico, caratterizzato come pochi altri dalla cooperazione tra pubblico e privato

A monte di tutto sta il Mondriaan Fund , istituito nel 1994, che riceve ogni anno dal Ministero della cultura circa 30 milioni di euro di finanziamento per sostenere in vario modo il sistema dell'arte in Olanda, non solo contemporanea. In fiera occupa un'intera ala mettendo in mostra le opere di una sessantina di artisti emergenti, tra cui l'italiana, residente in Olanda, Giulia Cenci, che per merito hanno beneficiato di un assegno di 19.000 euro a fondo perduto nel 2018. L'esposizione dei loro lavori durante la fiera è un'altra forma di supporto, una vetrina a costo zero.

In Olanda l'arte è per tutti

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Come ci racconta Mirjam Beerman dirigente che lavora per il fondo, il collezionismo non è visto come un lusso privato ma come un atto di pubblica utilità a servizio della diffusione della cultura, ecco che quindi viene incentivato con il KunstKoop, ossia un privato può acquisire un'opera d'arte in una delle (molte) gallerie olandesi convenzionate tramite un prestito bancario. Il Mondriaan Fund funge da garante e si fa carico degli interessi sul prestito. Inoltre l'Iva sull'acquisto di opere d'arte in Olanda è al 9% contro il 22% in Italia.
Se non fosse abbastanza...una galleria olandese fa una fiera estera? Il Mondriaan Fund copre parte dei costi. Un museo vuole comprare un'opera di particolare pregio per la propria collezione? Il Mondriaan Fund, dopo l'approvazione del comitato scientifico, ne copre parte del costo.

La fiera
Tornando nella Van Nelle Fabriek, la main section soprattutto è un'affare quasi tutto olandese con qualche sparuta comparsa di operatori dai paesi vicini. È l'occasione per scoprire artisti locali di valore, poco conosciuti sulla scena internazionale; in particolare meritano attenzione due artisti uno emergente e uno storicizzato: Daniel van Straalen (1987) e Willem Hussem (1900-1974).

Van Straalen era presente nello stand della galleria Stigter Van Doesburg di Amsterdam con varie installazioni caratterizzate da accostamenti improbabili ma d'effetto, cactus con infilate delle siringhe, cactus in vasi borchiati, stampe con frasi enigmatiche. I lavori in vendita dai 1.500 ai 4.000 euro hanno incontrato il favore dei collezionisti così come l'acquisizione da parte di un museo.

Willem Hussem, invece, è una figura storica della cultura olandese, poeta ed artista visivo era rappresentato in fiera dalla galleria Durst Britt & Mayhew dell’Aia, con 5 opere, una diversa ogni giorno della fiera e tutte appartenenti al suo periodo di astrazione-geometrica, caratterizzata comunque da un forte slancio onirico. Le opere in fiera erano offerte ad un range di prezzo dai 20.000 ai 30.000 euro. La galleria olandese oltre a diverse vendite per Hussem ha anche beneficiato, per un'opera di Paul Beumer di un'acquisizione da parte della AkzoNobel Art Foundation , collezione corporate che fa capo al potente gruppo chimico AkzoNobel.

Più rilevante dal punto di vista internazionale la New Art Section riservata a 13 gallerie emergenti che può contare sulla curatela di Tiago de Abreu Pinto, curatore brasiliano che collabora anche con Arco Madrid e Art-O-Rama a Marsiglia. De Abreu ha concepito la sezione come uno spazio in cui possano nascere sinergie tra le varie gallerie, ogni stand è in comunicazione spaziale con gli altri, e ogni artista ha almeno un legame visivo o concettuale con i suoi compagni di sezione: Gabriella Ciancimino, rappresentata da Gilda Lavia (opere dai 3.000 ai 9.000 euro) utilizza le piante come metafora universale della migrazione e della contaminazione tra culture, molti contatti e la vendita di una grande installazione ad un noto collezionista belga per la galleria romana.

Pattern floreali ricorrono anche nelle tele giocose di B.D Graft nella galleria di Marsiglia Double V Gallery, prezzi contenuti, entro i 4,500 euro e grande successo di vendita per la galleria francese. Paesaggi post-umani per l'installazione-video di Felix Burger che occupava l'intero stand della galleria Christine Koenig di Vienna, il prezzo di 45.000 euro e si rivolge soprattutto a clienti istituzionali. Altra tematica ricorrente nella New Art section è la tematica femminile/femminista come nelle grandi tele dalle figure espressioniste di Bel Fullana che hanno come soggetto Rosalìa l'icona trash che spopola in Spagna. I prezzi delle opere sono abbordabili, in un range fino ai 4.200 euro e hanno avuto un buon riscontro tra i collezionisti locali. Nel complesso gli organizzatori della fiera si dicono molto soddisfatti delle vendite ben distribuite tra i vari espositori della fiera anche se concentrate in una fascia di prezzo entro i 12-15.000 euro, con alcune eccezioni.

Il sistema olandese funziona benissimo, talmente bene da essere in qualche modo auto-sufficiente, il collezionismo è diffuso nei vari strati della società, dal venditore di tulipani alla regina-consorte Màxima, presente in fiera senza troppo clamore; ma guardando all'elenco espositori dell'ultima Art Basel viene da pensare che forse funzioni anche troppo bene disincentivando l'internazionalizzazione delle gallerie, ne troviamo infatti una sola proveniente dall'Olanda: Annet Gelink . E pensare che ci sarebbe pure il Mondriaan Fund pronto a coprire parte delle spese.

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