Bilanci: da Parigi a Vienna

Artcurial e Dorotheum chiudono il 2021 con risultati in crescita

La casa d'aste francese chiude l’anno con un fatturato di 169 milioni di euro (+13,3%), mentre l'austriaca segna il record della sua storia grazie all'arte moderna

di Silvia Anna Barrilà

Salvador Dalí, “Machine à coudre avec parapluies dans un paysage surréaliste”, 1941, prezzo realizzato € 2.475.500, Courtesy Artcurial

3' di lettura

Il nuovo anno che sta per iniziare marcherà il 20° anniversario della casa d'aste francese Artcurial, fondata nel 2002 dall'imprenditore Nicolas Orlowski e sostenuta dalla famiglia milionaria dei Dassault. In questi 20 anni è riuscita ad affermarsi come terza casa d'aste in Francia dopo Christie's e Sotheby's, soprattutto, grazie ai settori delle automobili vintage, dell'arte moderna e contemporanea, del lusso, ma anche a settori di nicchia come i fumetti. Il fatturato del 2021 ha raggiunto i 169 milioni di euro, vale a dire il 13,3% in più rispetto al 2020 (149,2 milioni di euro), ma ancora lontano dai livelli pre-Covid, quando il fatturato ha toccato i 203,1 milioni di euro nel 2019.

Salvador Dalí, “Machine à coudre avec parapluies dans un paysage surréaliste”, 1941, prezzo realizzato € 2.475.500, Courtesy Artcurial

Record per fumetti e auto

“In un contesto che rimane difficile, la nostra casa d'aste è riuscita, attraverso l'entusiasmo del suo team e varie iniziative innovative, a proseguire il suo sviluppo” ha affermato il ceo Nicolas Orlowski. “Artcurial ha segnato a Parigi molti prezzi record e ha consolidato la sua posizione come uno dei player principali nel mercato dell'arte”. Sono 59 i record d'asta segnati dalla casa parigina nel 2021, tra cui quello per un fumetto in Europa da 3.175.400 euro per “Le Lotus Bleu” di Hergé del 1936 e il record mondiale per una Matra, un modello MS 670 del 1972 da 6.907.200 euro. Sette lotti sono stati venduti sopra il milione di euro, tra cui un Salvador Dalí, “Machine à coudre avec parapluies dans un paysage surréaliste” del 1941 da 2.475.500 euro, e 26 sopra i 500.000 euro, tra cui il “Dalai-Lama” dello street artist Invader da 468.250 euro.

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Invader, “Dalai-lama”, 2008, prezzo realizzato € 468.250, Courtesy Artcurial

Hergé, “Les Aventures de Tintin reporter en Extrême-Orient, Le Lotus Bleu”, 1936, prezzo realizzato € 3.175.400, record europeo, Courtesy Artcurial

I compratori online

Il prezzo medio dei 16.349 lotti venduti in 104 aste di cui 26 solo online si è, comunque, attestato sui 10.337 euro. La qualità dell'offerta è confermata dal numero di lotti acquistati dalle istituzioni museali o sulle quali è stato avanzato il diritto di prelazione, ben 53. I pezzi più importanti sono andati all'estero: il 73% dei compratori dei lotti sopra i 50.000 euro, infatti, era straniero. Internet ha contribuito certamente al successo, infatti, le vendite online sono cresciute del 38% e i visitatori del sito sono aumentati del 26%, arrivando a 4,3 milioni.

Albin Egger-Lienz, “Totentanz 1809”, 1916, caseina su tela, 130 x 165 cm, prezzo realizzato € 1.031.930, record mondiale, Courtesy Dorotheum

I risultati di Dorotheum

A Vienna il settore più forte, responsabile del 48% del fatturato, è l'arte del XX e XXI secolo, che include i fumetti, la fotografia e la street art, seguito dalle automobili vintage con il 21%, dal lusso (18%) e, infine, da maestri antichi, arredi antichi, arte asiatica, islamica, libri e manoscritti (13%). Anche dall'austriaca Dorotheum l'arte moderna ha superato tutti gli altri settori, stabilendo un record per la storia della casa d'aste e scavalcando anche l'arte contemporanea che negli anni passati è sempre stata responsabile per la fetta più grossa di fatturato. Il 2021 è stato l'anno migliore della sua storia, secondo dichiarazioni della stessa Dorotheum, con compratori da 90 nazioni. Purtroppo, poiché la società non ha mai pubblicato negli ultimi anni i dati consuntivi di fine anno, non è possibile appurare la veridicità delle affermazioni e fare un'analisi del bilancio. Gli unici dati pubblicati sono i migliori risultati di vendita per i singoli lotti, tra cui figurano la monumentale opera di Albin Egger-Lienz “Totentanz 1809” del 1916 da 1.031.930 euro e il dipinto di grande formato di Maria Lassnig “Gli animali selvatici sono in via di estinzione” del 1980 da 1,367 milioni di euro.

Luigi Querena, “Il Beato Doge Francesco Morosini in partenza da Venezia per il Peloponneso nel 1693 per la battaglia contro i Turchi”, 1865, olio su tela, 132 x 190 cm, prezzo realizzato € 528.000, record mondiale, Courtesy Dorotheum

Giovanni Francesco Guerrieri, “Lot e le sue figlie”, olio su tela, 147 x 197 cm, prezzo realizzato € 475.064, record mondiale, Courtesy Dorotheum

Gli italiani

Bene anche gli autori italiani: Dorotheum ha stabilito record mondiali sia per Luigi Querena con una veduta di Venezia da 528.000 euro, che per Giovanni Francesco Guerrieri con “Lot e le sue figlie” da 475.064 euro. Gli italiani si sono conquistati la posizione di punta anche tra le automobili, con la Dino 246 GT del 1971 e la Lamborghini Countach LP400 S del 1979 (495.800 €, 460.000 €).

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