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Arte digitale tra terra, mare e stelle

Carlo Gasperoni è il protagonista della mostra che fino al 26 giugno sarà possibile visitare ad Ancona presso Galleria Papin

di Marco Onnembo

I punti chiave

2' di lettura

Mettere insieme mondi lontani era forse scritto nel suo destino. Posti diversi per latitudine e cultura, ma vicini nel suo immaginario. Carlo Gasperoni è il protagonista della mostra TerraMareStelle, curata da Camilla Boemio, che fino al 26 giugno sarà possibile visitare ad Ancona presso Galleria Papini.

Sono venti le opere inedite dell'artista, in mostra nel capoluogo marchigiano, che prendendo le mosse dalla sua infanzia in Brasile ha dato vita ad un percorso fatto di “meditazione per immagini”: sulla sua terra natia, sul rapporto di chi ci vive con l'ambiente circostante, sui colori di quella terra che si fanno storia anch'essi. La natura equatoriale, nel suo racconto, si fa vita, diventando spaccato dell'esistenza degli uomini che con essa, che in essa, vivono in simbiosi.

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Digital art

Sono temi che a prima vista non sembrerebbe facile trattare con la digital art di cui Gasperoni è maestro. Ma, l'artista è riuscito a trasferire nella sua opera policromie vive, che danno forma a opere astratte che sono tappe della sua storia, che si presenta come una perfetta sintesi tra le due anime che compongono la sua identità: quella dell'artista, con il suo lato onirico e trasognato, e quella dello scienziato che ha bisogno di “prove” per compiere la sua missione.

Il tratto distintivo di Gasperoni, però, è tutto qui. Nel cogliere il meglio da entrambe le esperienze che compongono il suo vissuto, che nella sua arte diventa “missione”, atto vitale utile a condurre chi fruisce della sua arte attraverso un percorso fatto di emozioni cromatiche. Senza inizio e senza fine. Dopo la realizzazione delle singole opere con tecnica digitale, vi è la stampa su alluminio dibond ricoperto di plexiglass, elemento che rende l'opera fedele allo schermo su cui è stata dipinta e ne preserva la conservazione nel tempo.

L'arte digitale nasce negli anni '50 ad opera di due programmatori e matematici, il tedesco Manfred Frank e l'americano Ben Laposky, due sperimentatori che dimostrano una particolare sensibilità verso la grafica e che saranno i precursori dell'esplosione della digital art negli anni '80.Interessante ciò che scrive Camilla Boemio nel catalogo cartaceo, e nella versione e-book, che accompagna la mostra, quando sottolinea che “l'approccio audace al gesto di Gasperoni pone direzioni nelle quali l'utilizzo dell'astrazione diventa un linguaggio sia formale sia poetico nel quale i colori, le forme accennate, e il cosmo svelato assumono modalità personali di coinvolgimento. È un'elaborazione sostenuta di un'intera visione del mondo soffusa di curiosità, misticismo e criticità”.

Carlo Gasperoni, Ancona, Galleria Papin, fino al 26


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