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Arte e cross collecting a Frieze Master

Premiata la varietà dell'offerta alla fiera che presenta tutto ciò che non è contemporaneo. La fiera PAD focalizzata invece su design e gioielli. Buoni gli acquisti

di Giovanni Gasparini

Installazione di Moretti e Hauser&Wirth a Frieze Master

5' di lettura

Giunta alla 10ª edizione, Frieze Master si conferma un appuntamento importante per il mercato di arte ed oggetti al di fuori della contemporaneità. La fiera si è tenuta in una apposita tenda allestita nel Regent's Park a Londra dal 12 al 16 ottobre, con una forte presenza di pubblico attirato da gallerie che spaziano dai capolavori e le riscoperte dall'arte occidentale del ‘900, spesso con valori milionari in gioco, ai più abbordabili lavori su carta di artisti più o meno famosi, nonché oggetti d'arte di provenienza da ogni angolo del mondo e dal lontanissimo passato. Difficile orientarsi in questo labirinto, ma si può tentare di far emergere qualche tendenza che necessariamente riflette anche scelte personali.

Lavori su carta di Giacomo Balla (a destra) e Mino Delle Site (colonna di tre a sinistra) da Stephen Ongpin

Collezionismo eclettico

Il concetto su cui si è basata la fiera è quello del ‘Cross collecting', ovvero l'invito a chi compra già una categoria o periodo ad ‘uscire dal seminato' e interessarsi anche ad altri ambiti di collezionismo. Il primo stand presente ha fatto sua questa idea presentando fianco a fianco dipinti antichi portati da Moretti, che ha anche inaugurato un nuovo spazio in St.James's negli stessi giorni, e la mega galleria di contemporaneo Hauser & Wirth. Già nella prima parete è stato posto un dialogo interessante fra un lavoro figurativo di grandi dimensioni del ‘600 italo-olandese che ha per tema l'Africa (richiesta 250mila $) e un’opera astratta di Arshile Gorky del 1928-29 dal prezzo ben più elevato di 2,7 milioni di $. Moretti ha proposto anche un grande ritratto dell'artista Sargent dipinto da Antonio Mancini (richiesta 350mila $), mentre H&W hanno presentato lavori di Max Bill, Louise Bourgeois, Robert Gober, nonché un bronzo di Chillida omaggio a Giacometti. Robilant & Voena si è affidato, invece, ad un approccio tematico: una zona dedicata ad opere con oggetto faunistico che spaziano da quadretti in marmo delle fatture Granducali toscane di inizio ‘700, con una serie di nove tavole offerta in blocco attorno al mezzo milione di euro, fino ad un classico cavallo di bronzo di Marino Marini oltre il milione, passando per un grande quadro canino di Michelangelo di Campidoglio dipinto nel Seicento per la famiglia Chigi (richiesta 400mila €). In una seconda stanza era proposta su due pareti contrapposte arte italiana, una legata al dinamismo con opere dal Futurismo di Balla agli aerei di Boetti alle automobili di Schifano e Rotella con prezzi fra 300-500mila €, la seconda dedicata a Lucio Fontana con ceramiche e «Concetti spaziali» per un valore complessivo di 3 milioni € circa, fra le opere vendute internazionali una spirale mobile di Calder in bronzo.

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Lavori di Enzo Mari da Massimo Minini

Arte del ‘900

Ben rappresentata l'arte del ‘900 con molte presenze italiane come da Tornabuoni che ha riportato quattro vendite di lavori di Alberto Biasi e Boetti (di cui era presente anche una mappa milionaria), un lavoro di Dadamaino finito in Giappone da una richiesta di 80mila € e una tipica struttura nera di Louise Nevelson da una richiesta di 300mila €. Non sono state solo le gallerie italiane a proporre l'arte nazionale: l'inglese specialista di lavori su carta Stephen Ongpin ha messo in mostra una parete Futurista con un lavoro di Balla a 70mila £, mentre tre carte di «Aeropittura» di Mino Delle Site erano proposte a 20mila £ ciascuna, lo stesso prezzo di una coppia di illustrazioni figurative di Gnoli. La galleria riportava a fine fiera almeno 10 lavori venduti, tutti sotto la soglia delle 100mila sterline. Sempre in ambito italiano ma più recente, a cavallo fra arte e design, Massimo Minini ha proposto Enzo Mari con lavori di arte ottica attorno a 80-90mila €, fra cui una maquette per un progetto mai realizzato di un'ambiente costituito da una sfera di specchi.
L'inglese Shapero ha reso abbordabili nomi di rilievo, solitamente milionari, grazie alle proposte di lavori su carta, fra cui diversi di Frankenthaler quotati 17-125mila £, e una parete a pannelli multipli di Keith Haring, l'attualissima ‘Apocalypse Suite' del 1988 venduta per 225mila £. Prezzi all'estremo opposto per i due pannelli di nudo maschile di grandi dimensioni di Francis Bacon, che secondo le indiscrezioni sono fra i lavori più cari della fiera quotati decine di milioni, rispettivamente da Marlborough del 1982 e Skarstedt del 1959.
Un gruppo di quadri di Mirò milionari del secondo dopoguerra erano esposti dalla ricca famiglia di dealer e collezionisti Nahmad. Diverse le presenze di ambito surrealista soprattutto al femminile: la gallerista americana Wendy Norris ha offerto i nomi resi celebri anche dalla Biennale di Venezia in corso, come Eileen Agar, Dorothea Tanning, Leonora Carrington, Leonor Fini e Remedios Varo, con prezzi che superano agevolmente il milione di dollari. La galleria milanese di Tommaso Calabro opera nello stesso ambito con lavori di Matta e Leonor Fini, con un omaggio al famoso collezionista Alexander Iolas e i lavori da lui posseduto, incluso un ritratto polaroid scattato da Andy Warhol.

Hanno scelto, invece, l'approccio monografico diverse gallerie come l'inglese Lyndsey Ingramcon con una parete di incisioni di Lucian Freud con prezzi da circa 20-120mila £. Anche la toscana Continua, solitamente presente con artisti contemporanei, ha prosto una mini-retrospettiva del brasiliano Cruz-Diez con diversi dipinti ottici a partire dagli anni ‘60 offerti attorno ai 180-300mila €, una Prova d'Artista a 15mila €, nonché un curioso e modernissimo software del 1995 con cui creare autonomamente immagini geometriche, a soli 5mila €. Una menzione per la trasparenza dei prezzi va all'americana Ambrose Naumann, con lavori di pittura del ‘900 offerti fra 28-125mila $, fra cui spicca un ritratto maschile africano.

«Romany Eveleight ‘Pages'» 1976 da Richard Saltoun, comperata da Tate a Frieze Master

La sezione Spotlight

La fiera proponeva anche una ventina di stand dedicati a progetti individuali di artisti del passato riscoperti di recente. La anglo-italiana Richard Saltoun ha messo in mostra Romany Eveleight, vissuta per molto tempo a Roma. Diversi i venduti fra cui spicca un lavoro singolo comperato dalla Tate Modern attorno ai 40mila £, nonché un trittico oltre 100mila £, mentre i lavori su carta partivano da 4mila £.
L'art advisor e gallerista Stephenson ha proposto una transfuga dal realismo sociale cecoslovacco dagli anni ‘60, Daniela Vinopalova con un gruppo di sculture vendute a 20-80mila €. L'alleanza fra le gallerie Apalazzo e Frittelli ha portato a riscoprire la novantenne Lucia Marcucci, cui è dedicata anche una mostra a Bolzano. Artista dal messaggio fortemente politico e tuttora di grande attualità, con opere abbordabili come i «Collage» a 15mila € e le tele emulsionate a 20mila € (senza tasse).

«InstallaZioni di arte italiana» da Robilant&Voena; parete di lavori sulla dinamicità nell’arte: Balla - Boetti - Schifano - Rotella

Libri, lavori su carta e collezionismo

La fiera ha offerto anche l'opportunità di scoprire un collezionismo di opere storiche al di fuori dell'ambito strettamente artistico. Lo specialista di libri Peter Harrington ha spaziato da una seconda edizione delle opere di Shakespeare a 450mila £ a testimonianze della Cina di Mao con un ‘Libretto Rosso' proposto a 13.750 £, simbolo perfetto della contraddizione cinese attuale fra sistema comunista e capitalismo selvaggio. Lo specialista di mappe Daniel Crouch ha proposto un focus sulla città di Londra, con prezzi sotto 10mila £ per le mappe più recenti. Il premio per l'oggetto più insolito e fotografato va però a David Aaron con ben due scheletri fossili di dinosauri dai prezzi milionari. Lo stesso gallerista ha offerto anche un sarcofago egizio per 450mila £, per chi ama il genere.

«InstallaZioni di arte italiana» da Robilant&Voena; parete di lavori di Lucio Fontana

Design e gioielli da PAD

Frieze Master, nata dieci anni fa anche per contrastare l'espansione a Londra della fiera francese PAD, ha spinto quest'ultima a focalizzarsi sul design di alto livello, soprattutto francese degli anni ‘50-60, e sulla gioielleria. Poche le gallerie di arte rimaste, fra cui la parigina Helene Bally con un omaggio all'Informale francese del dopoguerra con artisti come Poliakoff. Molto forte il comparto gioielleria, un quarto delle gallerie presenti, fra cui spicca Elisabetta Cipriani con lavori disegnati da artisti come Penone. Archiviata la pausa dovuta alla pandemia, Londra si è ripresentata in forze con un ottimo programma complementare all’arte contemporanea presentata da Frieze, grazie anche alla sterlina debole e alla presenza di compratori extraeuropei. La presenza della nuova fiera Paris +, organizzata dalla rivale Art Basel, nella capitale francese la settimana del 19-24 ottobre rappresenta però un rivale temibile.

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