Alexandra Daisy Ginsberg, The Wilding of Mars, 2019, installation view at Better Nature, Vitra Design Museum Gallery | Foto dell'installazione Better Nature, Vitra Design Museum Gallery, 2019. Courtesy Alexandra Daisy Ginsberg © Vitra Design Museum, Bettina Matthiesen

3' di lettura

Dagli acquerelli originali sulle fasi lunari di Galielo Galilei alle trasmittenti di Guglielmo Marconi agli strumenti del “gruppo di via Panisperna” di Enrico Fermi fino ai giorni nostri al lavoro che ha fatto vincere il Nobel al fisico della Sapienza, Giorgio Parisi. Roma mette in mostra il suo originale contributo di arte e scienza. Dal 12 ottobre 2021 al 27 febbraio 2022 il Palazzo delle Esposizioni presenterà “Tre stazioni per Arte-Scienza”. L'idea nasce da una riflessione sulla Roma del nuovo millennio, candidata ufficiale all'Expo del 2030, in un racconto di storia unica nella quale la scienza è fondamentale per affrontare le sfide drammatiche del mondo contemporaneo.

Ha collaborato l’Istituto di Fisica Nucleare e l’Accademia dei Lincei

Tre i punti di vista: quello storico (La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città), quello artistico (Ti con zero), e quello della ricerca scientifica contemporanea (Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro). La rassegna, promossa da Roma Culture, è organizzata dall'Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha curato interamente la mostra “Incertezza” mentre “La scienza di Roma” è patrocinata dall'Accademia Nazionale dei Lincei e dalla Sapienza di Roma. Progetto nato dal desiderio di intervenire nel dibattito sul rapporto tra scienza e società che i cambiamenti climatici e la pandemia hanno reso di primaria importanza. Con “Tre stazioni per Arte-Scienza”, il Palazzo delle Esposizioni mette in mostra nuovi territori di esperienza ei formazione. La stessa idea di “stazione” rimanda a un luogo di incontro e socialità: dalla stazione di ricerca per osservare e sperimentare all'avamposto tecnologico nel cosmo come stazione spaziale fino alle nuove forme di “stasi” contemporanee come quarantena, lavoro da remoto e altre.

Loading...

Alexandra Daisy Ginsberg, The Wilding of Mars, 2019. Courtesy Alexandra Daisy

Dagli acquerelli di Galilei agli strumenti di via Panisperna

Da sempre Roma è un crocevia della scienza, personaggi del calibro di Galileo Galilei, Niccolò Copernico, Angelo Secchi, Enrico Fermi, Giovanni Battista Grassi, Stanislao Cannizzaro, Guglielmo Marconi, Vito Volterra, per citarne solo alcuni, nel tempo hanno dato vita ad una miriade di vicende storico-scientifiche note e meno note fatte di umanità, di curiosità e di passione per la ricerca. Aerospazio, agronomia, antropologia, astronomia, biologia, chimica, fisica, matematica, medicina, scienze della Terra. Molte le discipline che hanno trovato nella città di Roma la sede per il loro sviluppo e spesso il loro momento fondativo come l'astrofisica o la fisica nucleare.Obiettivo dell'esposizione è raccontare la storia delle idee scientifiche e il loro impatto nella società attraverso i grandi scienziati che a Roma hanno lavorato e le grandi scoperte che la capitale ha tenuto a battesimo. Il tutto attraverso una commistione di linguaggi in cui si fonderanno rigore scientifico e suggestione estetica. Una narrazione testuale sintetica e suggestiva accompagnerà il visitatore nelle nove sezioni della mostra, alternandosi alla contemplazione di reperti scientifici originali e inediti. Dagli acquarelli delle fasi lunari disegnate da Galileo Galilei al cranio originale dell'uomo di Neanderthal di Saccopastore, dagli strumenti originali dei “ragazzi di via Panisperna” alle tavole sciateriche di Athanasius Kircher. Arricchiranno l'allestimento dell'esposizione video e apparati iconografici, il tutto in una cornice tesa ad integrare soggetti di diversa tipologia (studenti, cittadini, turisti).

Tega Brain, Deep Swamp, 2018/2021, vasche di vetro, piante palustri, ghiaia, sabia, elementi elettronici, misters, luci, software, tre canali audio, dimensioni variabil. Courtesy l'artista,

Insieme alla mostra conferenze, lezioni, performance

La rotonda di Palazzo delle Esposizioni accoglierà dialoghi e visioni in cui convergeranno i temi dei singoli progetti espositivi: conferenze, lezioni, performance, insieme alle opere in mostra. Nella parte comunicazione molecolare sono in mostra processi di codificazione linguistica, di pratica da laboratorio e ricerca sperimentale sugli elementi, che rinviano ai modi di procedere della matematica, della biologia e della chimica. Nella seconda parte della mostra tre sale intitolate Palude, Eclissi e Origine Seconda dove sono visibili opere che invitano a percorrere alcune realtà spazio temporali con un più diretto coinvolgimento dei nostri corpi. Nella sala centrale gli ambienti della mostra sono scanditi da un sistema di pannelli costituito da telai in legno rivestititi in tela neutra, concepito per delineare lo spazio. Esperienze artistiche e scientifiche nei curricula dei curatori della mostra, da Paola Bonani, dottore di ricerca in Storia dell'Arte Contemporanea che ha lavorato presso il Centro Studi del Futurismo del MART di Rovereto a Francesca Rachele Oppedisano che lavora per l’Azienda Speciale Palaexpo dal 2003. Da Laura Perrone attualmente assistente curatore per il tavolo di programmazione dell'Azienda Speciale Palaexpo a Fabrizio Rufo che insegna Bioetica presso la Sapienza Università di Roma.


Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti