bologna

Arte Fiera cerca di riposizionarsi con la pittura

La 44ª edizione segna un passo verso il rinnovamento con le sezioni dedicate alla pittura del XX e XXI secolo. Nuovo trust per l'arte contemporanea

di Silvia Anna Barrilà

P420 - Adelaide Cioni (ph.C.Favero)

4' di lettura

Nel weekend delle elezioni in Emilia-Romagna si è svolta anche la 44ª edizione di Arte Fiera (24-26 gennaio), la fiera per l'arte moderna e contemporanea di Bologna che da due anni, sotto la direzione del curatore Simone Menegoi, sta tentando, con un certo successo, di riposizionarsi.
Rispetto agli altri anni le date sono state anticipate di una settimana per non coincidere con un altro appuntamento fieristico internazionale, quello di Ginevra ( Art Genève , 30 gennaio-2 febbraio), spostamento che ha reso necessario il trasferimento in altri padiglioni rispetto a quelli storici. La novità ha creato un po' di scompiglio tra i 155 espositori e i visitatori: soprattutto i galleristi del settore contemporaneo hanno lamentato che i collezionisti faticassero ad arrivare ai loro stand, dovendo prima attraversare il padiglione destinato al moderno. Nonostante ciò i nuovi spazi, dotati della giusta ampiezza e luminosità, ci sono sembrati più adatti ad una fiera d'arte di quelli precedenti.

Le opere di Arte Fiera

Le opere di Arte Fiera

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L’offerta
Gli sforzi messi in atto dalla direzione artistica per riportare ad Arte Fiera le gallerie di qualità e per migliorare l'offerta sono stati apprezzati dal pubblico (nella gallery alcune delle proposte delle gallerie). Anche le vendite, sebbene non siano quelle dei tempi d'oro della fiera, sono state soddisfacenti. Rispetto all'anno scorso, quando già c'era stato un miglioramento rispetto alla precedente edizione, si è notato un ulteriore passo avanti, anche grazie all'inserimento di nuove sezioni curate. Confermato anche quest'anno il limite del numero degli artisti a seconda delle dimensioni dello stand: fino a tre per gli stand di medie dimensioni e sei per quelli di grandi dimensioni, con ulteriori agevolazioni per gli stand monografici. Unica eccezione per gli stand dedicati ad un movimento artistico.

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La pittura al centro
Oltre alla sezione dedicata alla fotografia curata dal collettivo Fantom, che già nel 2019 ha ottenuto grande successo, tant'è che quest'anno ha trovato in Mercedes un nuovo sostenitore, sono state introdotte quest'anno due nuove sezioni: Focus nel moderno, curata da Laura Cherubini, e Pittura XXI nel contemporaneo, curata da Davide Ferri, che insieme hanno costruito una narrazione della storia della pittura dalla seconda metà del Novecento a oggi, seguendo un'inclinazione che è tipica della fiera bolognese.
In particolare, la sezione Focus si è ispirata ad una frase dell'artista Gino De Dominicis, “La pittura è una storia italiana”, che sottolinea come in Italia la pittura non sia mai scomparsa, anche quando si è parlato di morte della pittura, negli anni ’60-’70, per poi celebrarne il ritorno, negli anni ’80. La curatrice lo ha dimostrato attraverso dieci artisti suddivisi in otto gallerie, alcuni già forti sul mercato, come Dorazio da Tornabuoni o Nigro da A Arte Invernizzi , altri da scoprire o riscoprire, come Bice Lazzari dall'inglese Richard Saltoun o Saverio Rampin da Michela Rizzo , di cui è da poco uscito il catalogo ragionato, oppure altri ancora da rileggere, come Franco Angeli da Ronchini , che viene sempre associato alla Pop Art americana, mentre per una vita ha cercato di scollarsi questa etichetta.
Nella sezione dedicata alla pittura contemporanea, invece, il curatore Davide Ferri ha puntato su artisti mid-career, perché in un mezzo espressivo così carico di storia la maturità artistica è più lenta ad arrivare, sia italiani che internazionali, con l'intenzione di costruire un dialogo e contestualizzare meglio gli italiani invitati. Le gallerie scelte per questa sezione non sono state quelle che hanno un rapporto una tantum con la pittura, bensì una relazione continuativa. I prezzi andavano all'incirca da 5-7.000 euro a 25-35.000 euro. Si tratta di una sezione unica nel panorama delle fiere internazionali, molto tempestiva in un momento in cui c'è grande attenzione nei confronti di questo mezzo espressivo. Benché non si è trattato di una mostra, il curatore è riuscito a individuare alcune tendenze all'interno delle presentazioni dei 30 artisti proposti dalle 19 gallerie partecipanti, e cioè da un lato c'è quella che Ferri, già in occasione di una mostra passata al Pecci , ha definito una “figurazione inevitabile”, cioè una permanenza insistente della figura umana che nasce dal magma astratto; dall'altra una figurazione più analitica, più prudente, maggiormente legata al segno; infine una tendenza più legata a modelli ottocenteschi, che quasi salta le avanguardie, ma con un'impronta pop. In ogni caso figurazione e astrazione sono oggi categorie non più nette come un tempo, ma porose e intercambiabili.

Un trust per l’arte contemporanea
Altra novità annunciata in fiera è stata l'istituzione di un trust per l'arte contemporanea a Bologna da parte di BolognaFiere , Fondazione del Monte di Bologna e Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna , alle quali si sono aggiunti altri soggetti privati. Lo scopo è di contribuire in maniera concreta alla promozione dell'arte contemporanea a Bologna, consapevoli del fatto che la cultura già rappresenta un importante motore del turismo in città. Per raggiungere tale obiettivo il trust si è prefissato di acquistare opere di giovani artisti in occasione di Arte Fiera e di promuovere residenze di artisti, mostre e progetti speciali. Per fare ciò il trust avrà al suo interno due comitati scientifici e una dotazione di partenza di 300.000 euro. Attualmente tra disponenti e donatori questa cifra è già stata raggiunta con un impegno triennale per molti di essi. La costituzione avverrà con atto notarile nelle prossime settimane. Su indicazione dei comitati scientifici che verranno quindi nominati, è possibile che si proceda con l'acquisto di un'opera esposta nell'edizione appena conclusa di Arte Fiera.

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