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Ritratti di democrazie in crisi

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Ritratti di democrazie in crisi

La vita democratica non riguarda soltanto il voto nell'urna; nella complessità del mondo attuale prende forme diverse e richiede una riflessione permanente. Come spazio di riflessione e di vigilanza critica si propone la mostra «Declining democracy». Ripensare la democrazia tra utopia e partecipazione, in corso presso il Centro di Cultura Contemporanea Strozzina di Firenze.
«Declining democracy» assembla opere in cui emergono tematiche come lo scontro tra individuo e collettività, la crescente distanza tra cittadini e classe politica, il potere e l'influenza delle lobby economiche e dei mass media, il problema dell'immigrazione, dei diritti civili e politici. Siamo nell'era del disincanto, della disaffezione e della sfiducia. Da un lato un solco sempre più profondo pare essersi aperto tra la società e coloro che detengono il potere politico; e così, mentre Thomas Hirschhorn con i suoi notebook rielaborati con disegni, scritti e collage si chiede Where do I stand? What do I want? Michael Bielicky e Kamila Richter, in un gigantesco videogioco, invitano il pubblico a "sparare" sulle immagini in movimento del loro Garden of Error and Decay, un film interattivo generato in tempo reale sulla base di dati tratti da Twitter e dagli indici di Borsa. L'opera si traduce dunque in un attacco, seppur virtuale, ai centri del potere.
Alla disgregazione populista del tessuto democratico si possono contrapporre una recuperata consapevolezza e una "controdemocrazia" critica ma positiva. La possibilità di mettere in discussione le forme correnti di gestione del potere e di individuare sguardi e metodologie alternative e non convenzionali è indagata da Cesare Pietroiusti, che ha proposto un workshop di quattro giorni rivolto a persone che svolgono attività politica professionale; mentre la necessità di una democrazia dei comportamenti prende la forma di una serie di distributori cilidrici, realizzati da Lucy Kimbell, dai quali i visitatori possono estrarre piccole spille che riportano frasi e slogan rispondenti al quesito: cosa hai fatto la scorsa settimana che ti ha reso buon cittadino? Fra le risposte contemplate ci sono "mi sono tenuto informato", "ho osservato le leggi", "ho aiutato qualcuno".
Alle possibilità che si aprono grazie alle nuove forme di partecipazione diffusa fa riferimento anche Francis Alÿs con il suo When Faith Moves Mountains. Nel film si documenta l'azione svoltasi in Perù nel 2002, quando l'artista chiamò a raccolta cinquecento volontari per spostare di dieci centimetri la cima di una grande duna di sabbia: un'azione epica, paradossale, utopica, di forte valore metaforico.
Ma la mostra affronta anche la questione dei diritti umani: una questione alla cui retorica nessuno si sottrae; non per questo la possibilità di vivere risulta garantita per chiunque; tutt'altro. Ne fa fede il progetto di Juan Manuel Echavarría: una serie di video in cui alcuni contadini afro-colombiani, ripresi in grandi primi piani, raccontano le proprie storie in canzoni semplici, da loro stessi composte; cantano quello che non riescono a esprimere parlando; riportano terribili esperienze vissute e mettono in relazione le umiliazioni e le sofferenze patite con storie di deportazione, saccheggio e uccisione di cittadini nella guerra tra lo stato colombiano e le Farc. I loro coinvolgenti recitativi equivalgono a preghiere di redenzione dai traumi subiti. L'artista fa così emergere storie che la società tende a mettere a tacere, dando voce a figure altrimenti relegate nell'invisibilità. La democrazia non può contemplare scarti ed esclusioni.
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Declining Democracy. Ripensare la democrazia tra utopia e partecipazione, Firenze, Strozzina di Palazzo Strozzi, fino al 22 gennaio

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