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Mint, antiquariato accessibile

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In Primo Piano

Mint, antiquariato accessibile

La forza della nuova edizione di «Mint - Collezioni d'Arte» sta in una formula che cerca la qualità, ma la declina per tutti, anche per chi non ha una preparazione storico artistica specialistica. Al primo piano sarà, perciò, allestita una sorta di antica biblioteca dove consultare le pubblicazioni d'arte e poter fare una sosta immersi in un silenzio carico di saperi. «Ci si riposerà per un tè o uno spuntino, sentendosi come in una sala da pranzo di un palazzo nobiliare del Settecento, fra servizi di Limoges e di Capodimonte, immersi in una scenografia d'altri tempi» anticipa Roberto Casiraghi, direttore di Revolution (l'ente organizzatore). In un allestimento teatrale, firmato dal fotografo Massimo Listri, si snoderanno le proposte d'arte e d'antiquariato di 45 espositori, tra italiani e stranieri, che offriranno oggetti curiosi, facili da comprendere e dai prezzi accessibili. Seguendo questo criterio vi proponiamo una visita guidata tra gli stand dove spiccano collezioni a tema, messe insieme in anni di ricerca e di passione.
La prima sosta è da «Antik Arte e Scienza», una boutique di antiquariato scientifico che da oltre trent'anni va alla ricerca di strumenti di misurazione del cielo e delle rotte nautiche, di modelli di navi o di aerei d'epoca, di carrillon, automi o di manichini anatomici per lo studio della medicina. I prezzi vanno da 500 euro, quanto costa ad esempio un Souvenir degli anni 50 con orologio incorporato in un piccolo veliero a tre alberi, illuminato e funzionante, a 1.000 euro, chiesti per un Modello anatomico di occhio di due secoli fa, realizzato a Lipsia in gesso dipinto e vetro e firmato Bock Steger. Mappamondi e sfere armillari possono quotare da 3mila a 300mila euro, mentre nello stand di Domenico e Tomaso Piva sono in vendita alcuni globi terresti del XIX secolo, manufatti in Francia e molto apprezzati dai collezionisti di tutto il mondo per il loro valore scientifico oltre che estetico.
Un altro stand da non perdere, interamente dedicato al pittore livornese Giovanni Fattori (1825-1908) protagonista del movimento dei Macchiaioli toscani, è quello allestito dalla Società di Belle Arti: in mostra una ventina di capolavori degli anni 1850-1906 con i temi più cari all'artista: paesaggi, soggetti militari e soprattutto ritratti. Tra le sorprese in mostra I nipoti dell'artista (1850 circa), una delle prime opere note di Fattori; il piccolo ritratto-ricordo dell'allieva Anita Brunelli, dipinto nello studio del pittore (1906) e quello della cognata Carlotta Scali, già in collezione Ottavio De Piccolellis di Firenze, capolavoro della prima maturità.
Davvero originale è la proposta di Sabina Anrep, che presenta un'eccezionale raccolta privata milanese di cento bozzetti, firmati dai disegnatori di punta delle riviste dei grandi Music Hall parigini del '900. All'argomento è dedicato anche un incontro sabato 12 maggio alle ore 19: «Non solo Erté. Una collezione di bozzetti per i costumi dei Music Hall a Parigi tra il 1918 ed il 1940» con il collezionista Angelo Luerti e lo scrittore Miro Silvera. Tra i tanti fogli dipinti a gouache spiccano quelli dell'ungherese Ladislas Czettel (1904-1949), allievo di Max Reinhardt a Vienna e disegnatore di fastosi costumi per il festival di Salisburgo, per le Folies Bergère a Parigi e per il Metropolitan Opera House di New York; di Marco Montedoro (1887-1947) erede di una nota famiglia milanese di musicisti; dell'inglese Hugh Willoughby (1891-1973) a Parigi nel 1920 e del francese Louis Gaudin, in arte Zig, autore tra l'altro delle cover degli spettacoli di Mistinguett e Joséphine Baker. Il catalogo di questa incredibile raccolta è stato presentato in anteprima all'Art Decò Society di New York nel dicembre 2011.
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