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I segreti di casa Trivulzio

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In Primo Piano

I segreti di casa Trivulzio

All'epoca in cui, nel 1977, frequento per il master in legge la Columbia University di New York, mi capita un giorno d'avere un paio d'ore libere da corsi. Casualmente mi trovo vicino alla biblioteca della Scuola di Giornalismo. Spinto da curiosità, mi avvio a un primo piano dove si trovano microfilmati tutti i quotidiani degli anni Venti e Trenta del Novecento, tra i quali il «Corriere della Sera» e il «Giornale d'Italia». Improvvisamente sullo schermo, nel «Corriere» del 14 aprile 1935, mi appare il titolo: «La Trivulziana resta a Milano». Il nome mi è familiare, la vicenda anche… Il bisnonno, Luigi Alberico Trivulzio, infatti, aveva intenzione di cedere le celebri raccolte di famiglia – Biblioteca, Pinacoteca, collezione degli arazzi dei Mesi Trivulzio, altre opere d'arte –, al Comune di Torino.
La trattativa, avviata riservatamente con il podestà, era però giunta all'orecchio di Marcello Visconti di Modrone, podestà di Milano. Questi s'era opposto alla migrazione delle raccolte in Piemonte. Risultato, il collega torinese aveva rinunziato all'acquisto (a preliminare già firmato…): in cambio, aveva ottenuto il Ritratto di Antonello da Messina, che tuttora si ammira al Museo Civico di Torino. Qualcosa, tuttavia, ci era rimasto, il non meno celebre archivio. Ospitato, un tempo, in dimore di famiglia – castello di Vigevano, palazzi di via Rugabella e piazza Sant'Alessandro a Milano –, "sfollato" in Brianza per porlo al riparo dai bombardamenti alleati nell'agosto 1943, è tornato nel dopoguerra in via San Damiano, trovando collocazione definitiva in via Morone 8. Formatosi nei secoli, a partire da pergamene medievali, ha infatti registrato, come altre raccolte di importanti casati, eventi che travalicano le vicende private e i casi della città nella quale è collocato.
Sono circa quattrocento i faldoni e i codici scorporati, nel 1806, dal vasto lascito archivistico del Pio Albergo Trivulzio (istituito nel 1767 dal lascito di Antonio Tolomeo Gallio Trivulzio, con documenti di natura economica, amministrativa e successoria) per andare a costituire un fondo privato. Oggetto di selezione e riordino dal 1808 al 1813, d'inventariazione dal 1861 al 1869, di continue integrazioni con copie di carteggi concernenti il casato depositati in enti di stato, la raccolta conserva la fisionomia data dall'archivista Giovanni Tommaso Cossali e dal successore, lo svizzero-italiano Emilio Motta, fra il 1889 e il 1920. Otto le categorie nelle quali le carte restano suddivise: Araldica, Beneficenza, Crediti, Culto, Debiti, Eredità, Fondi e Matrimoni. A loro volta ripartite in sottoserie, per una ventina di sezioni: Feudi, Genealogia e Titoli, Uffici, Testamenti e Donazioni…
Decine di fascicoli moderni e camicie ottocentesche custodiscono atti che, in alcuni casi, rimontano al Trecento e si fanno innumerevoli tra Quattrocento e Novecento. In misura prevalente riguardano, com'è naturale, affari del casato, ma, poiché esso dominava su vasti possedimenti – non solo in Italia, ma pure in Svizzera e Francia – e contava relazioni di carattere patrimoniale e matrimoniale dovunque, l'archivio finisce in realtà per documentare parti e periodi più che considerevoli di storia lombarda, italiana, europea, oltre gli stretti limiti di una famiglia, una regione, un paese. Non meno interessanti i codici membranacei e gli altri manoscritti già nella Biblioteca Trivulziana, ma esclusi dalla vendita di quest'ultima alle Raccolte Civiche della città di Milano nel 1935. Più nettamente connessi a vicende e figure trivulziane, anch'essi si estendono nondimeno a una varietà di temi, dal panegirico alla biografia, dai vari addentellati sia storiografici, sia letterari.
L'inventario di dettaglio, concluso quest'anno mediante un programma di digitalizzazione aggiornato, ha permesso di meglio apprezzare estensione e valore del lascito di manoscritti e carteggi. E la famiglia vi emerge con le figure di spicco: il cardinale Gian Giacomo Teodoro (Milano 1597 - Pavia 1656), i collezionisti Alessandro Teodoro (Milano 1694 - Milano 1763) e Carlo Trivulzio (Milano 1715 - Milano 1789), Cristina Trivulzio di Belgiojoso (Milano 1808 - Milano 1871), protagonista del Risorgimento; sovrastati, naturalmente, da Gian Giacomo Trivulzio (Crema 1442 - Chartres 1518), condottiere, maresciallo di Francia, governatore di Milano, il più noto e controverso degli antenati.
Dispacci di Gian Galeazzo Sforza e di Ludovico il Moro, infeudazioni di Ferdinando I re di Napoli, diplomi di Federico III e di Massimiliano I "re dei Romani", nomine di Carlo VIII, Luigi XII, Francesco I di Francia, patenti da Carlo V imperatore a Carlo II di Spagna, lettere da Carlo VI a Francesco Giuseppe d'Austria, e da Vittorio Emanuele II a Umberto II d'Italia, compaiono così, accanto a bolle pontifice e a rogiti notarili, atti d'acquisizione delle terre di Mesolcina, Rheinwald, Safiental e di donazione e successione a Vigevano, Galliate, Melzo, Chiavenna, corrispondenze, livelli sui coltivi, atti di acquisto di opere d'arte, confluite nella già accennata Pinacoteca Trivulziana.
Racchiusi nelle scatole originali decorate di armi e insegne, queste migliaia di testimoni muti di eventi plurisecolari hanno ripreso di recente a dialogare coi ricercatori. Conferiti, infatti, alla Fondazione Trivulzio, costituita a Milano nel giugno 2011, sono oggi disponibili per indagini storiografiche sulle fonti. Avendo per scopi statutari di promuovere, sviluppare e gestire iniziative e attività culturali, collegate, direttamente o indirettamente, a vicende e ruolo dei Trivulzio in ambito nazionale e internazionale, dal tardo medioevo all'età contemporanea, la Fondazione stessa promuove e sostiene ricerche e pubblicazioni, fra le quali l'imminente Stemmi e imprese di Casa Trivulzio. E nel programma della Fondazione Trivulzio di patrocinio e sostegno a studiosi e a ricercatori italiani e non, nel collaborare con altre fondazioni, associazioni, enti italiani e stranieri in un periodo meno prodigo di mezzi destinati a tali fini, intende anche onorare la responsabilità che consegue al privilegio di conservare la Storia in casa.
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la nuova istituzione
Martedì 30 ottobre la Fondazione Truvulzio apre al pubblico la propria sede in Via Morone 8 a Milano. L'istituzione ha lo scopo di promuovere ricerche per conservare e valorizzare il patrimonio archivistico, librario e artistico della famiglia e di studiare e divulgare la storia del casato e dei beni artistici e culturali a esso collegati. www.fondazionetrivulzio.it

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