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Brafa buone le vendite per l'arte etnica e il fumetto

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Brafa buone le vendite per l'arte etnica e il fumetto

  • –di Silvia Anna Barrilà

Gli occhi dei collezionisti d'antiquariato in questi giorni sono stati puntati su New York per la "Old Masters Week", ma anche da questa parte dell'oceano non sono mancati gli appuntamenti importanti. A Bruxelles si è appena conclusa la fiera Brussels Antiques & Fine Arts (detta anche BRAFA) che, giunta alla 58ª edizione, è la più antica manifestazione del settore.
Benché si temesse una flessione, i visitatori in dieci giorni (dal 19 al 27 gennaio) sono stati 47mila, un migliaio in più rispetto all'anno scorso.

"È un dato confortante - commentano gli organizzatori - che se anche non si traduce tout-court in un aumento delle vendite lascia ben sperare i 128 professionisti del mondo dell'arte che hanno preso parte all'edizione".
Le 128 gallerie partecipanti provenivano da 12 paesi di Europa, Stati Uniti e Canada, e hanno esposto più di 2mila opere d'arte dall'archeologia all'arte contemporanea. Una novità di quest'anno è il cambio al vertice dell'evento: al posto di Bernard De Leye, è subentrato alla presidenza Harold t'Kint de Roodenbeke.

Il segmento più forte del BRAFA, per cui la fiera è maggiormente nota, è sicuramente quello dell'arte africana, ed è anche il segmento in cui si sono registrati i risultati migliori. Il più importante rappresentante del comparto presente in fiera era Patric Didier Claes della Galerie Claes di Bruxelles. Giunto alla sua decima partecipazione e ora anche vice-presidente dell'evento, Didier Claes ha venduto oltre un terzo delle sue opere nelle serate di anteprima.
Un altro settore caratteristico del BRAFA è il fumetto. La Galerie Petit Papiers, con sede a Bruxelles e a Parigi, ha venduto quattro esemplari del fumettista Philippe Geluck a 14.500 euro l'uno, mentre la Galerie 9eme Art di Parigi ha venduto la copertina di "Sin City Hell & Back n°6" per 12.500 euro.

Accostando questi due settori, emerge un'altra peculiarità del BRAFA: mentre il TEFAF a Maastricht spicca soprattutto per l'alta qualità dei suoi dipinti, e la Biennale des Antiquaires di Parigi per settori come i mobili o il gioiello, il BRAFA mira a offrire una commistione di settori molto diversi tra loro, mischiando l'antico, il moderno e il contemporaneo di qualità. Il modello è quello affermato da Axel Vervoordt, che il pubblico italiano conosce bene dalle mostre organizzate durante la Biennale di Venezia (l'ultima del 2011 a Palazzo Fortuny con il titolo "Tra").

Le gallerie italiane presenti in fiera erano quattro. Due già presenti nelle precedenti edizioni, Helena Markus di Milano, specializzata in arte orientale, e Copetti Antiquari di Udine; e due nuovi arrivi da Milano, Caiati&Gallo e Il Quadrifoglio.
"È un'ottima manifestazione, con un pubblico numeroso e informato e molte vendite" ha dichiarato ad ArtEconomy24 Copetti. La galleria ha portato in fiera opere dai 100mila ai 500mila euro ed è in trattativa per pezzi importanti. Tra le opere esposte c'erano un tavolo di Giacomo Manzù e una scultura in porfido dello stesso della fine degli anni 40 e una serie di 43 disegni delle moschee di Istanbul dello studio di Architettura Burelli, presentati alla Biennale di architettura di Venezia del 1982 e già esposti in numerosi musei internazionali.

Per chiudere una curiosità: in fiera era esposta una fotografia di Giuseppe Verdi, di cui quest'anno ricorre il bicentenario dalla nascita. Realizzata da Achille Ferrario intorno al 1890, riporta dedica e firma del compositore. Era esposta dalla Librairie Signatures di Parigi con un prezzo di 11mila euro, ma non è stata venduta.

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