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La Francia restituisce 2.000 opere

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La Francia restituisce 2.000 opere

  • –Silvia Anna Barrilà

Il tema delle restituzioni continua ad essere attuale. Questa volta è la Francia che cerca i legittimi proprietari di 2.000 opere d'arte depredate dai nazisti che ora si trovano nei musei statali come il Louvre e il Musée d'Orsay, ma anche in musei minori di provincia. A promuovere questo sforzo è il governo di François Hollande, che da marzo metterà in moto un'unità di ricerca delle famiglie ebree coinvolgendo storici, archivisti, curatori e legali.
La spinta in questa direzione è stata data da un rapporto del Senato firmato da Corinne Bouchoux, membro del gruppo ecologista, che chiede sulle restituzioni maggiore trasparenza e iniziativa da parte del governo francese. L'argomento è importante, ha detto, perché "parlare di queste opere d'arte è parlare di esseri umani che talvolta non sono tornati indietro".

L'ultima azione intrapresa dal governo è stata quella del 1997, chiamata "Missione Matteoli", promossa in seguito al famoso discorso di Jacques Chirac del 1995 in cui l'ex-presidente riconosceva le colpe della Francia nell'aver permesso le deportazioni degli ebrei durante l'occupazione tedesca. L'operazione è durata, però, solo due anni. Nel complesso il bilancio dell'azione francese in questo senso è positivo. Già nel 1944 la Francia creò una commissione (Commission de récupération artistique) per le opere d'arte recuperate in Germania e spedite in Francia, giacché gli indizi provavano quella provenienza. Entro il 1949 l'attività aveva portato alla restituzione del 74% delle opere, vale a dire 45mila su 61mila. Delle 15.792 opere rimaste senza proprietario, 2.143 vennero selezionate per essere conservate sotto la tutela dei musei nazionali (sono definite MNR "Musées nationaux récupération" . Le altre sono state vendute e ciò conferma il fatto che esistono sul mercato opere dal passato dubbio.

Le MNR conservate in 57 musei, ma al di fuori delle loro collezioni, sono trattenute provvisoriamente dallo Stato finché non si manifestano i proprietari. Non è detto che tutte queste opere MNR siano state frutto di spoliazioni, ma un lavoro di ricerca ha identificato 163 opere che certamente lo sono e non è stato fatto niente per cercare i proprietari.
Ora la Francia vuole rinnovare l'impulso e aumentare gli sforzi partiti negli anni 90 con l'istituzione della Commissione Matteoli e di una serie di istituti come il CIVS, Commissione d'indennizzo delle vittime delle spoliazioni (1999). Internet in questo senso è uno strumento fondamentale. "Con internet e i suoi nuovi strumenti, il nostro ritardo equivale alla negazione", ha detto la senatrice Corinne Bouchoux". E infatti sul sito del Ministero della cultura si trova un elenco delle opere MNR con la loro immagine e la locazione attuale.

Intanto, le prossime restituzioni in Francia riguardano sette opere di cui una di Pieter van Asch appartenuta a Josef Wiener, un banchiere cecoslovacco, e sei di pittori italiani tra cui Alessandro Longhi e Gaspare Diziani che sono appartenute al viennese Richard Neumann.

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