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La collezione Thyssen-Bornemisza in società offshore

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La collezione Thyssen-Bornemisza in società offshore

  • –di Marilena Pirrelli

La baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza, una delle maggiori collezioniste d'arte della Spagna, ha comprato diversi quadri attraverso società situate in paradisi fiscali. Tra cui il "Mulino ad acqua a Gennep" del 1884 di Vincent Van Gogh è stato acquistato il 24 giugno 1996 da Sotheby's per 500mila sterline (589.000 euro) dalla Nautilus Trustee Limited delle Isole Cook e prestato poi al Museo Thyssen-Bornemisza ed esposto nella sala c. A rivelarlo sono parte dell'enorme mole di 2,5 milioni di documenti su dieci paradisi fiscali giunti in possesso dell'International Consortium of investigative journalists (Icij), pubblicati da 38 testate di tutto il mondo.
Jaime Rotondo Russo, avvocato della baronessa, ha ammesso che la sua cliente ha comprato da Sotheby's e Christie's mantenendo l'anonimato e godendo di benefici fiscali grazie al fatto che i suoi quadri sono di proprietà di società offshore.

Ma al quotidiano online "El Confidential", che ha diffuso oggi la notizia, ha detto che il principale motivo di questa scelta è che consente "la massima flessibilità" per trasferire le opere d'arte da un paese all'altro e per evitare tasse di successione. La baronessa ha pagato le tasse sulle opere, ma solo al momento del loro acquisto, ha spiegato il legale. La proprietà della collezione d'arte, raccolta in gran parte dal defunto marito della baronessa, lo svizzero Hans Heinrich Thyssen-Bornemisza, era intestata alla Favorita Trustees Limited con sede alle Bermude. Nel 1988, lo stato spagnolo firmò con questa società un contratto per ottenere il prestito della collezione, di cui comprò poi la metà nel 1993 (775 quadri per 350 milioni di dollari).
La spagnola Carmen Cervera sposò il barone nel 1985 e lo convinse a trasferire la sua collezione a Madrid, dove nel 1992 aprì il museo Thyssen-Bornemisza. La baronessa, che compirà 70 anni questo mese, vive in Spagna gran parte dell'anno ma paga le imposte sul reddito in Svizzera, dove i beni dei trust non vengono tassati.

Nell'ultima pubblicazione della Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE) di martedì scorso è registrato che le 484 opere concesse in prestito nel 2013 dalla baronessa al Museo sono valutate 364.922.552 euro, è il valore massimo da versare in caso di incidente a tutta la collezione. Basta pensare che il prezzo del "Mulino ad acqua a Gennep" di Van Gogh, acquistato per 589.000 euro nel 1996, dal 2004 è valutato nel BOE 3,5 milioni di dollari (circa 2,7 milioni di euro).
Alla fine del 2010, quando si è trattato di rinnovare il contratto di cessione, la baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza e il suo avvocato hanno cercato di chiudere l'accordo di locazione per le opere con l'allora ministro della Cultura, Ángeles González Sinde per 13.500.000 euro per tre anni (4,5 l'anno), mentre il ministero ha offerto solo 4,5 in totale (1,5 milioni l'anno).

L'affare non si è mai chiuso ed è continuato il trasferimento delle opere dal museo, con alcune differenze, come la cessione de La esclusa de John Constable aggiudicata da Christie's per 22,4 milioni sterline (€ 26.500.000) nel luglio 2012.
Il Museo di Madrid ha subito il maggior calo di opere nel 2012, quando l'importo dei prestiti è stato ridotto del 35% rispetto al contratto originale del 2000. Secondo la Thyssen-Bornemisza Collection Foundation questo è dovuto al trasferimento di opere al Museo Carmen Thyssen di Malaga, inaugurato nel marzo 2011, e al MNAC di Barcellona. Naturalmente ovunque si trovino i lavori, i legittimi proprietari rimangono società offshore.


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