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Londra, Phillips e le aste minori concludono positivamente a settimana…

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Londra, Phillips e le aste minori concludono positivamente a settimana dell'arte contemporanea - Foto

  • –Giovanni Gasparini


Phillips ha avuto l'onere di chiudere la settimana d'aste d'arte contemporanea con un ridotto catalogo serale di 27 lotti (due ritirati prima dell'inizio), di cui 23 venduti per un ricavo 9,9 milioni di sterline, 2,4 milioni in meno del ricavo del giugno 2013, entro la stima di 7,8-11,2 milioni di £ una volta aggiunte le commissioni, assenti dalle stime.
Il 30% del ricavo è merito di un solo lotto, l'unico ad aver superato la barriera del milione di sterline, un autoritratto di Andy Warhol del 1986 di 56 centimetri in colore violaceo, passato di mano dopo un solo rilancio al telefono alla stima bassa di 2,5 milioni, che con le commissioni è salito a quasi 2,9 milioni di £.
Solo altri cinque lavori proposti risalivano a prima del 1990, con risultati mediocri: due rimasti invenduti e uno passato sotto la stima bassa, a conferma della particolare vocazione di Phillips per l'arte contemporanea, con lotti che si potrebbe quasi dire freschi di vernice poiché passano sul mercato secondario dopo appena pochi mesi dalla creazione.
I risultati più importanti in termini di aggiudicato sono da attribuire a firme contemporanee già ampiamente affermate, come Rudolf Stingel e Anish Kapoor, rispettivamente con un lavoro su superfice in rame dorato passato di mano oltre la stima alta a 842mila £ e un classico grande specchio sfaccettato di oltre 2 metri di diametro a 812mila £; oltre al lavoro di Kapoor sono andate vendute tre altre opere tridimensionali, con valori entro le stime, a conferma del favore del mercato per le opere bidimensionali.
Solo una sedia di Ai Wei Wei ha suscitato una serie di rilanci superando la stima alta, inseguita anche dalla galleria Lisson (che lavora con l'artista) e da un consulente privato italiano basato a Londra.
Complessivamente metà dei lotti hanno trovato un compratore per prezzi finali al di sopra della stima alta, mentre sette lotti sono andati aggiudicati dopo un solo rilancio contro la riserva.
Da segnalare la performance inflazionata di David Ostrowski, oggetto della speculazione del momento, giovane trentenne i cui lavori questa settimana sono stati inseguiti in tutte e tre le case d'asta per valori enormi rispetto alle stime e alla pressoché totale mancanza di validazione del suo mercato: il lavoro proposto da Phillips è passato di mano a 170mila £ da una stima di 30-50mila.
Sembra essere, invece, già finita l'ascesa di Oscar Murillo, ‘di moda' solo qualche mese fa... Phillips è forse la casa d'aste che più delle altre asseconda questo pericoloso gioco speculativo, essenzialmente basato sulla ‘greater fool theory', cioè la speranza che qualcuno finisca per comperare lo stesso lavoro a prezzi ancora più improbabili.
A fini comparative, i primi 23 lotti per ricavo dell'asta giornaliera di Christie's del 2 luglio hanno aggiudicato 7,7 milioni di £; complessivamente i 183 lotti venduti (su 326) nell'asta giornaliera di Christie's hanno portato 17,3 milioni di £, guidati da un lavoro di David Hockney di buone dimensioni e dai colori accesi, ‘Conversation', passato di mano a 1,650 milioni di £, ben oltre la stima di 500-700mila £.
Il giorno prima, Sotheby's nell'asta diurna ha ricavato 15,3 milioni di £, grazie a 220 lotti venduti su 321 proposti, guidati da Rudol Stingel con un lavoro fermatosi a 900mila £ da un stima di 400-600mila, e Gunther Uecher con un classico lavoro di chiodi su tela venduto a 675mila £ da una stima di 250-350mila £, mentre fra gli invenduti spicca un Fontana del 1961 su fondo oro, stimato 350-450mila £.
Complessivamente in settimana sono andati venduti circa 235 milioni di sterline di opere d'arte del dopoguerra e contemporanea, un volume importante che permette agli operatori una lunga ma operosa ‘pausa' prima delle aste ‘di riscaldamento' di fine settembre e ottobre, in vista di possibili nuovi record a New York a novembre.

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