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Londra, una collezione di cammei e intagli antichi triplica le stime e…

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Londra, una collezione di cammei e intagli antichi triplica le stime e viene dispersa per 300.000 sterline

  • –Silvia Anna Barrilà

L'eccezionale collezione di 101 cammei e intagli montati su anelli messa all'asta da Bonhams https://www.bonhams.com/ il 17 settembre a Londra ha portato risultati straordinari: tutti i lotti sono stati venduti e il totale ha superato le 300.000 sterline, il triplo della stima. Un successo che riflette l'importanza della collezione e fa rimpiangere il fatto che sia stata dispersa, ma non ci sono state offerte da parte dei musei. Sebbene i prezzi dei camei vadano di solito da qualche centinaia di sterline a qualche migliaia, si è arrivati a valori ben superiori: la maggior parte dei pezzi ha raddoppiato le stime, e alcuni sono stati venduti per valori venti-trenta volta superiori alle aspettative. Il lotto più caro della vendita, per esempio, è stato un anello ottagonale rosso granato del XVIII-XIX secolo con intagliato il busto dell'imperatore romano Marco Aurelio montato in oro che, rispetto ad una stima di 1.000-1.500 sterline, è stato venduto per 31.250 sterline. Un altro anello dello stesso periodo con Medusa intagliata nell'agata è arrivato a 27.500 sterline da una stima di sole 600-800 sterline. Il frammento di un cammeo romano in onice del I-II secolo a.C. con il profilo di una donna è passato di mano per 25.000 sterline da una stima di 1.500-2.000 sterline.

"È probabilmente la più importante collezione di cammei e intagli vista sul mercato da diverse generazioni," ha commentato la direttrice del dipartimento di gioielli di Bonhams, Emily Barber. "La vendita ha suscitato interesse a livello internazionale tra collezionisti e conoscitori di gemme incise, ma anche tra acquirenti nuovi in questo ambito. Gli alti prezzi raggiunti dimostrano quanto sia raro che collezioni di questo tipo arrivino sul mercato".

La collezione - detta The Ceres Collection - proveniva da una famiglia americana che l'ha messa insieme nell'arco di 60 anni, dagli anni '30 agli anni '90. Raccontava tutta la storia del cammeo, dal IV secolo a.C., attraverso il Rinascimento, fino al XIX secolo. Le origini della pratica del cammeo risalgono al V secolo a.C. (la pratica dell'intaglio è ancora più antica); fiorì durante l'Ellenismo tanto che i motivi ellenistici furono ripresi anche successivamente rendendo in molti casi difficile la datazione. Tra i romani i camei erano diffusi per mostrare il gusto e la ricchezza, ma anche per professare la religione o il credo politico. Nel Medioevo prevalsero i temi religiosi e i camei furono usati come oggetti liturgici o devozionali all'interno di chiese e monasteri. Nel Quattrocento si affermò il collezionismo dei camei antichi e contemporanei. Quest'arte riscosse particolare successo perché richiedeva l'utilizzo di materiali preziosi e grande maestria nella realizzazione e perché ai cammei si attribuivano virtù magiche a seconda della pietra e del soggetto. Inoltre, i cammei erano anche facili da trasportare e rappresentavano un regalo ideale per personaggi illustri e un'ottima forma di investimento al quale attingere in momenti di difficoltà. Una collezione eccezionale fu quella di Pietro Barbo (Papa Paolo II), acquisita poi da Lorenzo de' Medici. Si trattava di 243 cammei e 578 intagli provenienti in parte da cimiteri romani, in parte dai tesori imperiali di Costantinopoli. Alla morte di Lorenzo il Magnifico le sue gemme furono valutate di più dei suoi quadri di Botticelli; parti di questa collezione si trovano oggi al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, al Museo Archeologico di Firenze e a quello di Napoli.

Nel Cinquecento e Seicento proseguì la produzione di cammei e intagli, ma i collezionisti continuarono a preferire le gemme antiche. Con il Neoclassicismo e la rivisitazione dell'antico attraverso forme semplici ed eleganti si arrivò all'apice della produzione contemporanea e, grazie al Grand Tour, si diffuse il collezionismo anche tra i ricchi del Nord Europa, così come lo studio delle gemme antiche (sebbene ciò portò anche all'aumento dei falsi). La collezione più famosa del Settecento fu quella di George Spencer, VI duca di Marlborough (1739-1817), messa in vendita da Christie's a Londra nel 1899. Includeva 800 gemme tra cui alcune provenienti dalle collezioni dei Medici e dai Gonzaga e il famoso cameo rappresentante il matrimonio di Cupido e Psiche (circa 1773), già appartenuto a Rubens e oggi al Museum of Fine Arts di Boston. Tuttora i cammei più richiesti sul mercato sono quelli romani, rinascimentali e del VXIII-XIX secolo - come dimostrano anche i risultati della Collezione Ceres da Bonhams. Dal punto di vista stilistico, i cammei particolarmente apprezzati sono quelli il cui gli strati di pietra sono utilizzati all'interno del disegno per aumentare l'effetto di profondità.

Tra le collezioni più famose del Novecento, ci sono quella del banchiere inglese Henry Oppenheimer (1859-1932), dispersa nel 1936, e dell'inglese Sir Francis Cook (1817-1901) dispersa nel 1925. Entrambe contenevano molti pezzi della collezione Marlborough. Parti della Josef Bard Collection, invece, dispersa nel 1977, si trovano ora al British Museum. La collezione del finanziere newyorkese Milton Weil, infine, è oggi al Metropolitan. Quando vendette il suo posto al New York Stock Exchange con un profitto di 125.000 dollari commentò: "Sono un sacco di cammei!"

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