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Drouot, i commissaires priseurs battono 374 milioni. Nuovo presidente…

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Drouot, i commissaires priseurs battono 374 milioni. Nuovo presidente Alexandre Giquello

  • –di Stefano Cosenz


Drouot è una meta imperdibile a Parigi per il collezionismo internazionale. Con sede sull'omonima strada nel centralissimo e affollato quartiere dell'Opèra, Drouot è “l'Hôtel de ventes” più importante al mondo dove nel corso dell'anno, quasi ogni giorno, si tengono aste organizzate da 72 case di vendita affiliate parigine, dirette dai cosiddetti “commissaires priseurs”, nei diversi settori del collezionismo (più di 20), dall'archeologia all'arte contemporanea. Le 18 sale distribuite in due sedi, 16 a Drouot Richelieu (9 rue Drouot) per vendite classiche e di prestigio e 2 a Drouot Montmartre (64 rue Doudeauville) per vendite meno importanti, accolgono i visitatori per la preview dell'asta con l'assistenza degli esperti e per la vendita stessa che si tiene il giorno successivo alla preview. Facilmente in mezzo al pubblico è facile notare molti collezionisti italiani. Accanto alle due sedi dedicate alle vendite, la sede del 12 Drouot è dedicata alla creatività contemporanea, e nel 2014 si sono tenute cinque esposizioni, di arte contemporanea, di fotografie contemporanee e di design (ci sono comunque altri “commissaires priseurs” operativi in tutta la Francia).
Il 19 febbraio scorso il Consiglio di Sorvegliana di Drouot Enchère (che fa capo a Drouot Patrimoine, la Holding che definisce gli orientamenti del Gruppo) ha eletto il nuovo presidente, il Maître Alexandre Giquello, commissaire priseur dal 2002 e associato in seno alla nota Casa di vendita Binoche et Giquello, in sostituzione del dimissionario Claude Aguttes che torna a occuparsi a tempo pieno della sua omonima casa di vendita con sedi a Parigi e Lione.
Il fatturato di vendita di Drouot nel 2014 ammonta a 374 milioni di euro (senza contare le vendite post-sale) grazie all'organizzazione di 1.300 aste che hanno disperso 500.000 oggetti. Dodici aste hanno superato il milione di euro, e tra queste ben sei erano dedicate all'arte asiatica. Vi sono stati nello scorso anno 44 record tra cui 28 mondiali (il top, 528.695 euro da parte della casa Millon www.millon.associes.com, per un'opera di Ousmane Sow, artista senegalese che vive a Dakar, Zoulous, un insieme di sette sculture monumentali del 1990 in materia applicata su un'ossatura di ferro, paglia e juta) e 16 record in Francia (il top, 3.755.500 euro da parte della casa Pierre Bergé & Associés un olio su tela del Settecento di Giambattista Tiepolo, Figura d'uomo nel suo mantello impellicciato, proveniente dalla collezione di un canonico della cattedrale di Wüezburg, seguito da un olio su tela dell'artista cinese Zao Wu Ki scomparso nel 2013, 24.10.68, venduta per 2.691.800 euro dalla casa Aponem. Vi sono state nel corso dell'anno 37 prelazioni da parte delle istituzioni pubbliche francesi, di cui ben 14 in occasione della vendita “La Bibliothèque de Philippe Zoummerof” da parte di Pierre Bergé & Associés (quattro effettuate dalla Bibliothèque Nationale de France), per due guache di Giovanni Francesco Romanelli da parte del Museo del Louvre e per un abito di cerimonia di epoca Impero da parte del Musée de Château de Fointainebleau. La casa Vincent Wapler ha tenuto lo scorso anno la prima vendita di video art, la Digard Auction ha organizzato una competizione tra graffitisti francesi e britannici, la Kapandji Morhange ha dedicato due vendite alla fotografia del cinema.

“Drouot è una struttura che presenta differenze sostanziali dalle due major, Christie's e Sotheby's, puntando sulla buona salute del Gruppo e fornendo un servizio più friendly alla propria clientela” spiega Alexandre Giquello ad ArtEconomy24. “Vogliamo tenerci fuori dalla guerra combattuta tra le due major a colpi di stime sempre più alte, di garanzie promesse ai venditori con il rischio di produrre utili scarsi se non nulli, anche se questo ci ha fatto perdere il monopolio in Francia, ma il nostro primo obiettivo è continuare ad esistere nei prossimi decenni. Avvicinarsi alle nostre sale durante la preview di una vendita è come entrare in una galleria in cui i nostri esperti sono là per trasferire il proprio bagaglio culturale e il fascino per l'opera d'arte ai collezionisti. Drouot vuole continuare ad essere un luogo mitico, vivace, e non un luogo di alta finanzia internazionale” conclude Giquello.L'impegno di Drouot verso la possibilità di partecipare online alle vendite ha allargato la popolazione dei compratori verso un pubblico giovane e internazionale, con un 30% di crescita, 40.000 fan in Facebook e 3.000 followers in Twitter.
Oltre ai due top lot nei settori dei dipinti antichi (tela di Giambattista Tiepolo) e di post war e arte contemporanea (tela di Zao Wou Ki) già prima riportate, qui segnaliamo i top lot aggiudicati a Drouot nel 2014 nelle diverse e più significative specialità (vedi immagini nella photogallery). Per l'archeologia, una figura in marmo bianco che ritrae l'imperatore Adriano del II secolo d.C., alta 59 cm, acquisita nel 1947 nella collezione della Baronessa Clément de Givry, è stata venduta da Tessier Sarrou & Associés per 1.116.000 euro. Per l'arte asiatica, una statua in bronzo dorato raffigurante Amitayus seduto in dhyanasana e con le mani giunte in dhyanamudra, Cina periodo Kangxi (1662-1722) venduta da Jeron-Derem per 2.691.800 euro. Nel settore degli arredi e degli oggetti antichi di arte decorativa, un paio di vasi in terracotta del 1710, con un decoro circolare di una allegoria marittima, animata da Tritoni e delfini, attribuiti a Massimiliano Soldani Benzi (73x42 cm), sono stati aggiudicati da Blanchet & Associès per 1.033.200 euro, record mondiale. Per l'arte moderna, un bronzo a patina verde di Auguste Rodin, Faunesse à genoux, 54,2x21,8x29,6 cm, modello concepito nel 1887, prova realizzata verso il 1910-1912 dalla Fonderia Alexis Rudier, proveniente dalla collezione del dr. Joseph Ripert di Marsiglia, acquisita dall'artista nel 1912, è stata venduta da Millon per 742.000 euro. Nel settore delle arti tribali, che vede Parigi capitale del mercato internazionale, una maschera di danza, rappresentante un bel viso, sormontata da una coppia teneramente allacciata, in legno policromo, della Costa d'Avorio, popolo Gouro, stile del “maestro di Bouaflé”, alta 57,3 cm, proveniente originalmente dalla collezione di André Breton, è stata venduta da Tajan per 1.375.000 euro. Nel settore dei libri e mappe antiche, una rarissima serie di 12 volumi, Le Grand Atlas, ou Cosmographie blaviane, en laquelle est exactement décrite la terre, la mer, et le ciel, di Johannes Blaeu, edizione francese del capolavoro della cartografia olandese, dedicata al re Luigi XIV, Amsterdam 1663, con 598 tra carte e vedute, è stata venduta da Pierre Bergé & Associés per 488.356 euro. Per i gioielli, un anello in platino con importante diamante a taglio pera di 21,13 carati, colore G, purezza VS1, con certificato gemmologico LFG è stato venduto da Jean-Marc Delvaux a 1.026.640 euro. Nel popolare settore della numismatica, una moneta in oro a 10 Luigi coniata nel 1640 per ordine di Luigi XIII che riforma il sistema monetario sostituendo il franco, con al dritto il busto drappeggiato e al rovescio il capo cinto d'alloro, peso 67,55 grammi, venduto da Rieunier & Associés per 298.750 euro.
In questi mesi si assiste a una forte opposizione dei “commissaires priseurs” nei confronti di un progetto di legge di Emmanuel Macron che propone una fusione delle professioni degli ufficiali giudiziari e dei “commissaires priseurs” giudiziari. Questa legge nega la specificità del mestiere dei “commissaires priseurs” giudiziari che ricongiunge nello stesso tempo le competenze in ambito giudiziario, ma soprattutto le competenze nell'ambito della storia dell'arte. Come hanno dichiarato i “commissaires priseurs”, la Francia e Parigi rappresentano uno dei mercati più importanti dell'arte mondiale. La riforma rischia di annullare questo dinamismo, largamente alimentato dai “commissaires priseurs”. Questa riforma provocherà la creazione di monopoli, ucciderà la concorrenza e porterà sia alla scomparsa di numerosi “Hôtel de Ventes” nelle varie province francesi che all'indebolimento di Drouot (per un totale di 110 “commissaires priseurs” giudiziari).

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