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Non si placa la protesta alla National Gallery: dieci giorni di sciopero

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Non si placa la protesta alla National Gallery: dieci giorni di sciopero

  • –di Maria Adelaide Marchesoni

Gli addetti ai servizi ai visitatori e il personale di sicurezza presso The National Gallery di Londra hanno iniziato una nuova ondata di scioperi della durata di 10 giorni per protestare contro la privatizzazione. I membri del sindacato dei servizi al pubblico e commerciali (PCS) hanno già effettuato 24 giorni di sciopero in seguito alla proposta di privatizzare tutti i servizi per i visitatori del museo, una manovra che interesserà 400 dei 600 dipendenti del museo londinese. Quest'ultimo sciopero è iniziato il 27 maggio durerà fino al 4 giugno e una manifestazione è stata programmata a Trafalgar Square per il 30 maggio. Lo sciopero coincide con il cosiddetto half term holiday, una vacanza utilizzata per le gite scolastiche.
I funzionari del museo hanno dichiarato che lo sciopero potrebbe limitare l'accesso ad alcune gallerie e quindi ad alcune opere, agli eventi educativi e formativi pianificati. Inventing Impressionism la mostra temporanea attualmente in corso non sarà interessata dalla protesta.
Circa 200 dipendenti hanno partecipato attivamente allo sciopero, secondo il sindacato che rappresenta i lavoratori addetti al servizio di sicurezza. Il malcontento dei lavoratori scaturisce dal programma di modernizzazione della National Gallery, una strategia volta a modificare l'orario di apertura per attirare un pubblico più ampio e più giovane con l'aggiunta di aperture in tarda serate e manifestazioni che richiedono una modifica dell'orario di lavoro dei dipendenti.
I rappresentanti sindacali accusano il management del museo di voler contrastare i tagli dei finanziamenti spostando le mansioni al settore privato. La protesta vuole richiamare l'attenzione in vista dell'arrivo del nuovo direttore in sostituzione di Nicholas Penny, che ha avviato il programma di modernizzazione. A metà agosto, Gabriele Finaldi, attualmente vice direttore per le collezioni presso il Prado di Madrid , assumerà la direzione del museo.
I “numeri” della National Gallery della gestione 2013-14 hanno evidenziato un'affluenza in crescita a 5,9 milioni di visitatori rispetto a 5,4 milioni dell'anno precedente in seguito a una ripresa significativa del turismo a Londra nel primo e secondo trimestre con un'importante presenza di pubblico straniero nel corso di tutto l'anno.
In calo i proventi che nella gestione 2013-14 si sono attestati a 51,9 milioni di sterline rispetto a 57,5 milioni di sterline di un anno prima. Le risorse proprie sono state pari a 26,3 milioni di sterline, in riduzione rispetto ai 31 milioni della gestione precedente, di cui 1,4 milioni relativi ai ricavi da biglietteria per le mostre temporanee (0,9 milioni nel 2013) e 21,1 milioni derivanti dall'attività di fundraising, rispetto a 26,8 milioni dell'anno precedente.
I contributi governativi si sono ridotti leggermente a 25,5 milioni da 26,3 milioni confermando la tendenza in atto da qualche anno. Nell'anno passato la National Gallery ha beneficiato di un'importante donazione pari a 15,5 milioni che ha permesso di finanziare l'acquisto di Men of the Docks di George Bellows. In aumento i costi operativi che raggiungono 33,3 milioni di sterline da 31,7 milioni in seguito alle maggiori spese per le mostre che hanno determinato un aumento dei costi di trasporto, delle spese di assicurazione connesse anche al prestito delle opere.
A fine esercizio il saldo netto destinato al rafforzamento patrimoniale è ammontato a 43,2 milioni di sterline (2013: 37,3 milioni) e comprende anche un surplus di rivalutazione per 24 milioni (2013: 10,5 milioni). Il patrimonio del museo ammonta a 543 milioni di sterline, circa 500 milioni nel 2013, di cui 534 milioni di riserve vincolate.

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