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Dipinto sequestrato dai nazisti finito in una collezione italiana

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Dipinto sequestrato dai nazisti finito in una collezione italiana

  • –Silvia Anna Barrilà

Si è conclusa grazie alla mediazione dell'Art Recovery Group una disputa riguardante un dipinto di Vincenzo Chilone (1758-1839) con raffigurata una regata a Venezia. Faceva parte della raffinata collezione di John Jaffé, un famoso mercante tessile, e di sua moglie Anna. La collezione includeva più di 200 dipinti di artisti come Goya, Fragonard, Rembrandt, John Constable e Turner, ed era stata sottratta a Nizza nel 1943 ai nipoti della coppia in seguito alla morte di Anna Jaffé, nel 1942, su suggerimento di Karl Haberstock, un mercante d'arte nazista. Era stata depositata all'Hotel Savoy e poi dispersa tramite una vendita forzata.

L'opera di Chilone, oggi stimata 80 mila euro, era sparita insieme alle altre ed è rimasta nella collezione di un privato fino al 1985, quando è stata messa in vendita all'asta da Sotheby's a Londra e acquistata in buona fede da un ignaro collezionista italiano. Nel momento in cui il collezionista italiano è venuto a conoscenza delle origini del dipinto, ha contattato l'Art Recovery Group che a sua volta si è messo in contatto con Alain Monteagle, pronipote di Anna Jaffé e rappresentante degli 11 eredi della collezione. Insieme hanno trovato un accordo; l'opera verrà messa all'asta da Christie's nel prossimo futuro, ma sui dettagli dell'accordo è stato mantenuto il riserbo.

Così ha commentato il fatto Alain Monteagle: “Spesso mi viene chiesto perché continuiamo a cercare le opere d'arte rubate per così tanto tempo dopo la fine della guerra. In primo luogo, rinunciare vorrebbe dire che Hitler e i suoi complici hanno raggiunto uno dei loro obiettivi. I nazisti cercarono di distruggere un'intera civiltà, un tesoro culturale dell'umanità, ma la ricerca di queste opere saccheggiate ci aiuta a capire il nostro passato e la vita delle nostre famiglie, alcune delle quali sono state distrutte per sempre. E poi, che è ancora più importante, se non facciamo nulla, che cosa dovrebbe fare da deterrente oggi per i saccheggiatori d'arte in molti luoghi del mondo? Perché dovrebbero fermarsi? O anche musei e i mercanti - perché dovrebbero curarsi del fatto che ci sono ancora macchie di sangue sui dipinti che acquistano?”

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