ArtEconomy24

Paris Photo: la qualità paga

  • Abbonati
  • Accedi
Collezionare

Paris Photo: la qualità paga

Penelope Umbrico. Signals Still, 2011, installazione unica di 66 stampe. © Penelope Umbrico, courtesy of Bruce Silverstein Gallery, NY
Penelope Umbrico. Signals Still, 2011, installazione unica di 66 stampe. © Penelope Umbrico, courtesy of Bruce Silverstein Gallery, NY

È il 20° compleanno di Paris Photo, la fiera più importante dedicata alla fotografia d'autore, e Florence Bourgeois e Christoph Wiesner, rispettivamente direttrice e curatore, hanno messo insieme un'edizione degna dell'anniversario firmando la loro prima vera presentazione, dopo la chiusura in seguito agli eventi terroristici dell'anno passato. Dal 10 al 13 novembre, hanno portato al Grand Palais oltre 150 gallerie francesi e internazionali, 62mila visitatori (+ 3mila rispetto al 2014) e 30 editori da cui sono stati selezionati i prestigiosi premi per i libri, ormai capaci di lanciare la carriera di un fotografo anche in campo commerciale.

In particolare, il First Photobook Award, 10.000 dollari, è andato a Michael Christopher Brown (1978), figura controversa del panorama fotografico per l'uso dell'Iphone anche in progetti di guerra, come appunto Lybian Sugar che ha vinto il premio, e soprattutto per essere entrato nell'Olimpo del fotogiornalismo attraverso la nomina a Magnum Photos nel 2013. Invece, il premio per il libro dell'anno è andato, senza troppe sorprese, a Zzyzx di Gregory Halpern, nuova pubblicazione della casa editrice cult MACK .
“Tra le gallerie le new entries erano 21, e molte hanno avuto uno sguardo trasversale sulla fotografia rappresentando artisti che sperimentano con diversi strumenti e linguaggi” spiegano Bourgeois e Wiesner. Come Mor Charpentier di Parigi, che ha scelto di partecipare in virtù del ricco programma dell'anniversario, offrendo una collettiva dove la fotografia si innesta come testimone, strumento della memoria e paradigma identitario. Gli artisti sono tutti sudamericani - Alexander Apóstol (1969), Fredi Casco (1967), Teresa Margolles (1963) e Rosangela Rennó (1962) – e i prezzi per le loro opere andavano da 3.500 a 27.000 euro.

Digitale. Inoltre “Paris Photo segue le vocazioni della fotografia in questi anni in cui il digitale sollecita approcci trasversali alla costruzione di un'immagine ed è pronta ad affrancare archivi e materiali anonimi nel mercato del collezionismo” aggiungono. L'esempio è Lumière des Roses, galleria di Montreuil che ha presentato oltre 30 piccole stampe dal 1840 agli anni '60 del Novecento a prezzi da 1000-3500 euro, suscitando l'interesse del Musée d'Orsay per l'immagine di due ballerine dell'Opèra parigina con la loro insegnante, un dejà vu à la Degas.

Con l'attenzione sulle fotografie anonime si nota anche un ritrovato interesse per le tecniche, a volte come per Lumière des Roses, rivolto a materiali per lo più storici, a volte in combinazione con il gusto tutto contemporaneo per l'archivio, come nel caso dell'artista e curatore francese Tomas Mailaender (1979), che ai Rencontres d'Arles l'estate scorsa aveva co-curato una splendida mostra sugli archivi della rivista satirica vintage Hara-Kiri. In fiera, invece, ha portato cianotipi tratti dal suo “fun archive” e la documentazione di Illustrated People, performance durante la quale ha applicato immagini dell'Archive of Modern Conflicts su corpi umani con una lampada a raggi ultravioletti. Le stampe, di dimensioni murali e a prezzi di 7-20mila £, erano esposte nello stand di Roman Road, galleria londinese aperta tre anni fa.

I classici. Tra i classici, invece, da Thomas Zander di Colonia spiccavano, a 10-30mila euro, opere di Lewis Baltz (1945-2014) della serie Rule Without Exception, che presto vedremo nella sua attesa personale alla Fondazione spagnola Mapfre: stampe prodotte negli anni '80 e scattate in periferie anonime illuminate da luci artificiali, di cui una è appena entrata nella collezione dell'Art Institute of Chicago. A fare da controaltare alla contaminazione cromatica di Baltz, c'erano i drammatici banchi e neri della serie Beach (1969-79) di Anthony Hernandez (1947) realizzate subito dopo il suo impegno in Vietnam. L'installazione, di 22 fotografie, costa 49mila euro ed è stata stampata interamente per la prima volta in occasione della sua prima mostra personale al rinnovato San Francisco MoMA.

E la storia. Infine, c'era lo stand del newyorkese Bruce Silverstein), in cui le anime di Paris Photo si rincontravano in una straordinaria reinterpretazione della storia della fotografia: dai ritratti performativi nelle vesti di Cristo di Fred Holland Day (1964-1933), probabilmente l'opera più costosa in fiera a 3,2 milioni di dollari, alle nuvole / equivalenti di Alfred Stieglitz (1864-1946), dalle interpretazioni di Cindy Sherman (1954) alle immagini stock di Penelope Umbrico (1957), dagli scatti surreali nei treni giapponesi di Michael Wolf (1954) ai film still intagliati nel granito di Mishka Henner (1976), a 10mila dollari. Silverstein, una presenza fissa in fiera, ha dichiarato di aver partecipato quest'anno alla sua migliore edizione: la qualità paga, era evidente.

© Riproduzione riservata