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Potsdam, il fondatore di SAP inaugura il Museum Barberini

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Musei e biennali

Potsdam, il fondatore di SAP inaugura il Museum Barberini

È aperto da oggi al pubblico nella città di Potsdam il museo privato di Hasso Plattner, imprenditore tedesco, 73 anni compiuti questo fine settimana, cofondatore di SAP, la più grande compagnia di software in Europa e la quarta al mondo. Con 9,8 miliardi di dollari di patrimonio netto è, secondo Forbes, il 20° uomo più ricco al mondo nel campo della tecnologia, il 113° miliardario e il 10° in Germania (dati 2016).

Tale ricchezza si rispecchia nel suo nuovo museo, Museum Barberini, che la cancelliera Angela Merkel ha visitato venerdì sera, invece, di seguire l'inaugurazione di Trump in televisione. Ospitato all'interno di una villa settecentesca ispirata ai palazzi italiani e distrutta nella II guerra mondiale,

l'edificio è stato ricostruito negli ultimi tre anni dallo studio berlinese Hilmer & Sattler und Albrecht, che ha mantenuto fede all'originale nella facciata, mentre all'interno ha realizzato tre piani di ambienti museali lussuosi e funzionali, con 17 gallerie, auditorium, spazi educativi, bookshop e caffetteria per un totale di 3.450 m2. L'investimento non è stato rivelato, ma la stampa parla di 60 milioni di euro.

La collezione. Ma ancora più sbalorditivo del contenitore è il contenuto del museo: una serie di capolavori dell'Impressionismo e dell'arte moderna suddivisi in due mostre, una dedicata al paesaggio nell'Impressionismo (”The Art of Landscape”) e l'altra ai classici dell'arte moderna (”Modern Art Classics: Liebermann, Munch, Nolde, Kandinsky”), entrambe fino al 28 maggio. In totale 170 opere di Monet, Renoir, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Signac, Manet, Morisot dedicate alla rappresentazione del mare, dei campi, delle foreste, dei giardini, accanto a capolavori dell'arte moderna da Max Liebermann a Gerhard Richter che mostrano la strada percorsa dal modernismo all'arte astratta.
Non è chiaro quali di queste opere provengano dalla collezione di Plattner, poiché la Fondazione Hasso Plattner, che sta dietro al museo ed è finanziata con fondi unicamente privati, dichiara che le mostre sono composte da opere provenienti dalla raccolta del fondatore, ma anche da prestiti di musei internazionali e di altre collezioni private. Per esempio una grande sala è dedicata a Rodin con 14 sculture dal Musée Rodin di Parigi.

Shopping in asta. Non si può dire con certezza, quindi, se sia veramente Hasso Plattner l'acquirente del dipinto di Munch “Girls on the Bridge”, venduto da Sotheby's a New York per 54,5 milioni di $ e ora esposto a sorpresa in una sala dedicata all'artista norvegese del nuovo museo di Potsdam (nella stessa sala è esposto il dipinto “Summer Night by the Beach”, che il governo austriaco ha restituito a Marina Mahler, nipote di Gustav Mahler e Alma Mahler-Werfel, nel 2006). Così come non è certo se appartengano tutti a lui i ben 42 dipinti di Monet in mostra, tra cui una grande ninfea di 2 x 2 metri dipinta tra il 1914 e il 1917 (nel 2008 una ninfea del 1919 di 1 x 2 metri è arrivata da Christie's a 80,5 milioni di $) e sei dipinti della serie dei covoni di grano (lo scorso novembre sempre da Christie's un dipinto della stessa serie è arrivato a 81,4 milioni di $).

Fa di sicuro parte della collezione, invece, il dipinto astratto di Gerhard Richter “A B Still” del 1986, esposto nella mostra dedicata ai classici moderni del museo di Potsdam e venduto da Sotheby's lo scorso novembre per 34 milioni di $. Proveniva dalla collezione di Steven e Ann Ames ed era stato venduto al telefono da Gallus Pesendorfer, specialista della sede di Monaco, il che aveva già fatto intendere che il quadro sarebbe ritornato in Germania.
In totale sono più di 70 le opere della collezione di Hasso Plattner che ora sono proprietà della fondazione che gestisce il museo. La collezione - dalla quale mai è stata rivenduta un'opera - spazia dai maestri antichi al contemporaneo, con un focus sull'impressionismo francese e sull'arte della ex-Germania dell'Est, a cui pure è dedicata una stanza al piano terra del museo. Le mostre che verranno allestite e che partiranno dalla collezione per poi includere altri prestiti saranno tre all'anno e certamente attireranno un grande pubblico.

Già durante l'apertura straordinaria di sabato 21 gennaio sono state visitate da 1.800 persone. L'impatto economico e culturale sulla città di Potsdam sarà rilevante e, infatti, aveva tremato il sindaco nel 2015 quando Plattner aveva minacciato di spostare il suo museo a Palo Alto, in California, come segno di protesta nei confronti della legge per la tutela del patrimonio artistico del Ministro della Cultura Monika Grütter. Fortunatamente è rimasta solo una provocazione.

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