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Londra, da Christie’s ottimo avvio per il moderno e il surrealismo

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mercato dell’arte

Londra, da Christie’s ottimo avvio per il moderno e il surrealismo

Henri Matisse (1869-1954), Jeune fille aux anémones sur fond violet. Painted in 1944.
Henri Matisse (1869-1954), Jeune fille aux anémones sur fond violet. Painted in 1944.

I due cataloghi d'asta presentati da Christie's la sera del 28 febbraio a Londra, rispettivamente quello generale d'arte impressionista e moderna, e quello specializzato in Surrealismo, hanno ottenuto un'accoglienza estremamente positiva, ben riflessa dai risultati numerici: il ricavo totale di 136,9 milioni di sterline supera quello dell'anno precedente e solo sette lotti non hanno trovato compratori sui ben 84 offerti (due ritirati, uno per ciascun catalogo).
Lo spostamento delle aste dall'inizio di febbraio alla fine del mese, legato al rispetto delle festività cinesi, ha pagato: la presenza di compratori asiatici al telefono con il personale della casa d'aste è stata costante e continua per le due ore e mezza necessarie per gestire una serie di rilanci che spesso hanno visto coinvolti oltre cinque diversi pretendenti per lotto, sintomo di una vera profondità di mercato con percentuali di venduto migliori in assoluto: 92% per lotto e 96% per valore.

Paracadute. E tutto ciò senza dover ricorrere a troppe garanzie: il catalogo generale non ne prevedeva alcuna, e ha realizzato 94,3 milioni di £, sfiorando la stima alta pre-asta di 97,6 milioni (65,8 la stima bassa) per 50 lotti offerti, mentre il catalogo dedicato al Surrealismo, appuntamento annuale per il settore di cui Christie's è leader di mercato indiscusso da diversi anni, riportava tre garanzie su 34 lotti, di cui almeno due sicuramente inutili poiché i rispettivi lotti sono andati aggiudicati ben oltre le stime alte. Le garanzie (tutte di parte terza) coprivano 22,2-29 milioni di stima rispetto ai 32,8-44,9 milioni del totale pre-asta dei 34 lotti, che hanno realizzato 43,3 milioni di £ dopo l'aggiunta delle commissioni.

Magritte record e Surrealismo. I due più importanti lotti di Magritte proposti, entrambi garantiti, hanno superato il precedente record in asta per l'artista: «Le domaine d'Arnheim» del 1938, la prima versione del tema del paesaggio con l'aquila che l'artista belga riproporrà diverse volte in seguito, contesa fra due collezionisti ha superato agilmente la stima di 6,5-8,5 milioni per fermarsi a 10,2 milioni di £, mentre la tela più tarda ma di maggiori dimensioni «La corde sensible» del 1960, raffigurante un altro paesaggio questa volta caratterizzato da una nuvola ‘sostenuta' da un calice di cristallo si è fermata sotto la stima bassa di 14 milioni di £, pari a 14,4 milioni con le commissioni.
Max Ernst era rappresentato da ben otto lavori, tutti venduti con prezzi variabili dai 2,3 milioni pagati per la tela di grandi dimensioni «Portrait erotique voile» ai ben più abbordabili 80mila £ per un piccolo olio «Product of France» del 1935; uno dei lotti è finito ad un anziano collezionista giapponese in sala, protagonista di diverse contese e rilanci.
A battere la soglia del milione di sterline, oltre ai già detti Magritte, una tela caratteristica di Delvaux che ha superato la stima alta e si ferma a 3 milioni, un paesaggio metafisico di Tanguy inseguito anche dalla famiglia Nahmad fino a sfiorare 1,6 milioni di £, oltre il doppio della stima alta, un nudo femminile di Magritte passato di mano a 1,6 milioni entro la stima e una tela di Picabia finita in Asia per 2 milioni di £. Circa un terzo dei lotti è andato però venduto dopo un solo rilancio contro la riserva, sotto la stima bassa prima dell'aggiunta delle commissioni.

I lotti di Rybolovlev. La tela di Magritte del 1938 secondo indiscrezioni faceva parte di un gruppo di quattro lavori messi in asta da Dimitri Rybolovlev, protagonista di una serie di acquisti a prezzi incauti nel corso dell'ultimo decennio, oggetto di cause giudiziarie tuttora pendenti con il suo art advisor (Yves Bouvier). Il gruppo era guidato dal lotto principale del catalogo generale, che è andato battuto appena prima di quello surrealista: «Ta Fare» (la casa) paesaggio Tahitiano del 1892 di Paul Gauguin è finito in mani cinesi a 20,3 milioni, superando ampiamente la stima di 12-18 milioni di £ ma realizzando una perdita di ben 60 milioni di dollari per il venditore russo.
È rimasta giustamente invenduta una copia di bronzo fuso nel 2010 di un lavoro di Rodin dalle dimensioni monumentali (stima 4-6 milioni di £), evidente sintomo di un compratore il cui portafoglio è inversamente proporzionale alla conoscenza dell'arte e del suo mercato, nella speranza che sia d'esempio per tutti i miliardari faciloni e speculatori mordi e fuggi che infestano e intorbidiscono le acque del mercato.
Per finire, un mediocre Picasso del 1970, dipinto dell'artista quasi novantenne, si è fermato ben sotto la stima di 6,5-8,5 milioni realizzando 4,6 milioni di £, con una perdita di quasi 30 milioni di dollari rispetto al prezzo che lo sventurato venditore russo avrebbe pagato per lo stesso lavoro nel 2010.

Il catalogo generale d'arte impressionista e moderna. Solo cinque i Picasso proposti, tutti venduti, fra cui il primo lotto della serata e dei 12 facenti parte della collezione Lambrecht, venduta per beneficiare il Museo d'arte di Siegen, tutti venduti al di sopra delle stime alte prima dell'aggiunta delle commissioni per un totale di quasi 16 milioni di £, ben oltre le aspettative.
La qualità ed eleganza della collezione, ben diversa dal gruppo di Rybolovlev, ammasso irragionevole e scoordinato di opere accomunate solo dal fatto di essere costose, è stata giustamente premiata: spiccano due lavori con soggetti femminili di Berthe Morisot che sono passati di mano a 2 e 4 milioni di £ rispettivamente e un classico paesaggio del primo impressionismo di Monet del 1874 conteso fino a 3,5 milioni di £.
Al di là della collezione, spicca la lunga contesa fra telefoni collegati con clienti asiatici per un ritratto femminile a sfondo floreale di Matisse del 1944, conteso fino a 8,5 milioni di £ da una stima di 5-7 milioni; va in Asia anche un altro ritratto femminile, questa volta di Cezanne del 1879, per 4,5 milioni contro una stima di 2-3 milioni di £, mentre dei tre lavori di Renoir proposti, i due ritratti femminili hanno lasciato il passo a un paesaggio di Bougival del 1881 aggiudicato verso la stima bassa a 4,2 milioni di £.
Degna di nota la presenza di tre inusuali dipinti di Le Corbusier, più noto come architetto, tutti aggiudicati ben oltre le stime grazie anche alla provenienza museale dei lavori di grandi dimensioni, rispettivamente a 3,3 milioni, 3,2 milioni e 2,8 milioni di £.

Ventidue lotti hanno superato le stime alte prima dell'aggiunta delle commissioni, mentre 12 le hanno confermate ed altrettanti non hanno raggiunto le stime basse; ben 19 lotto sembrerebbero andati aggiudicati dopo un solo rilancio contro la riserva, fra cui 4 delle 7 opere di scultura vendute.
Il test per il mercato prosegue la sera del 1 marzo da Sotheby's con un catalogo più ridotto per lotti, soprattutto per la componente Surrealista, ma caratterizzato da molti lavori milionari protetti da garanzie dirette e di parte terza.

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