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8/10 Site Specific porta il contemporaneo nella provincia di Ragusa

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    Dieci spazi indipendenti dell’arte in Italia. Chi sono e come si sostengono

    Inaugura durante Miart 2017 (31-marzo-2 aprile) una mostra intitolata “Outer Space”, dedicata agli spazi non-profit per l'arte contemporanea in Italia e curata da Ginevra Bria (28 marzo-15 aprile). All'interno di FuturDome, un palazzo liberty che negli anni 40 è stato il ritrovo degli artisti del Secondo futurismo e ora è sede dell'Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Atto Belloli Ardessi, si ritroveranno dieci giovani iniziative che rappresentano un'alternativa sia alle gallerie che ai musei e si pongono come luoghi di scoperta di talenti emergenti per collezionisti (saranno organizzate visite guidate a cura del collezionista Diego Bergamaschi) e curatori. Ecco chi sono e come trovano i fondi per sostenersi

    8/10 Site Specific porta il contemporaneo nella provincia di Ragusa

    Fondato dall'artista siciliano Sasha Vinci, Site Specific è un progetto avviato nel 2007, che all'epoca si chiamava “pass/o - piattaforma art sicilia sudorientale”. Negli anni il progetto ha cambiato forma fino ad assumere l'attuale nome nel 2012-13, quando si è stabilito a Scicli. «È un luogo straordinario dove i linguaggi dell'arte contemporanea sono, però, poco presenti, quindi si rischia di farsi inghiottire dalla periferia e dalla ricerca provinciale» spiega Vinci, che dirige il progetto insieme a Francesca Vinci Mortillaro e Maria Grazia Galesi. «Abbiamo cercato di evitare ciò pensando a Scicli come fosse il centro di Manhattan». Come dice il nome, Site Specific lavora su progetti concepiti per un luogo, «spesso spazi dimenticati e inaccessibili che noi ristrutturiamo prima di allestire il progetto» spiega Vinci. Per esempio la Chiesa della Consolazione, chiusa da 50 anni, o il Mulino di San Niccolò, chiuso da 60 anni.

    Gli artisti invitati sono sia emergenti che affermati, italiani o internazionali. Tra questi anche Bill Viola, Adrian Paci, Giovanni Ozzola. Fondamentale è il coinvolgimento del pubblico non specialista. «Riusciamo a coinvolgere anche 4-5.000 persone. Per noi è importantissimo rendere Scicli un “teatro vivo”, un luogo per il pubblico in cui tutti i linguaggi dell'arte coesistono».

    E come vi sostenete? «Abbiamo creato un bacino di collezionisti educati al contemporaneo e all'acquisto di giovani artisti italiani» risponde Vinci, «e poi lavoriamo con aziende sponsor a seconda del progetto, e partecipiamo a bandi pubblici. Fino al 2010 riuscivamo ad avere 10-15.000 euro all'anno per l'associazione, che in Sicilia sono come 40.000 euro a Milano, perché costa tutto molto meno e si può fare molto di più grazie ai contatti locali. Poi il comune è stato commissionato per mafia, ma ora c'è un nuovo sindaco e speriamo di avere di nuovo serenità economica».

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