ArtEconomy24

6/10 Ultrastudio ravviva la scena artistica di Pescara

  • Abbonati
  • Accedi
    collezionare

    Dieci spazi indipendenti dell’arte in Italia. Chi sono e come si sostengono

    Inaugura durante Miart 2017 (31-marzo-2 aprile) una mostra intitolata “Outer Space”, dedicata agli spazi non-profit per l'arte contemporanea in Italia e curata da Ginevra Bria (28 marzo-15 aprile). All'interno di FuturDome, un palazzo liberty che negli anni 40 è stato il ritrovo degli artisti del Secondo futurismo e ora è sede dell'Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Atto Belloli Ardessi, si ritroveranno dieci giovani iniziative che rappresentano un'alternativa sia alle gallerie che ai musei e si pongono come luoghi di scoperta di talenti emergenti per collezionisti (saranno organizzate visite guidate a cura del collezionista Diego Bergamaschi) e curatori. Ecco chi sono e come trovano i fondi per sostenersi

    6/10 Ultrastudio ravviva la scena artistica di Pescara

    Ultrastudio nasce a Pescara nel 2012 quando l'artista Rashid Uri crea in una vecchia tipografia uno studio condiviso di cui hanno fatto parte diversi artisti. Nel 2015 diventa un artist run space per decisione degli artisti Gioia Di Girolamo, Ivan Divanto, Matteo Liberi, Rashid Uri (poi uscito) e Maurizio Viceré. Il nome viene dall'unione di “ultra” inteso come “oltre” e studio perché, appunto, nello stesso stabile sono presenti gli studi dei quattro artisti. La programmazione artistica è iniziata nel 2016 con il nome di “Guest”. «Il programma “Guest” è il format principale di Ultrastudio» spiega Ivan Divanto. «Durante l'anno ospitiamo alcuni artisti per mini-residenze e mostre personali. Per noi è come avere ogni volta un artista, appunto, ospite, che rimane con noi per un po' di tempo, lavora con noi e condivide tutte le esperienze, anche le più banali». Gli artisti che sono stati ospitati l'anno scorso sono i giovani italiani Jonathan Vivacqua (1986) e Vincenzo Simone (1980), il francese Pierre Clement (1981) e il portoghese Ricardo Passaporte (1987). Anche a FuturDome gli artisti saranno un solo italiano e altri sette stranieri di varie nazionalità, dal Canada al Giappone.

    Ma come vi sostenete? «Autofinanziamento e qualche collaborazione con brand, aziende e club» risponde Divanto. «Preferiamo la prima opzione per non subire pressioni e mantenere integra la nostra libertà d'espressione. Gli artisti che invitiamo lo capiscono e lo apprezzano».

    Il budget annuale ammonta a circa 10.000 euro. Le opere non vengono vendute, «purtroppo non possiamo - dice Divanto, - non siamo una galleria, ma stiamo riflettendo sulla possibilità di aprire una seconda realtà dedicata al mercato».

    Sarebbe un ulteriore arricchimento per una città, Pescara, che in questo momento, secondo i promotori di Ultrastudio, sta rinascendo grazie ad una nuova generazione di artisti e spazi interessanti. «Noi ce la stiamo mettendo tutta per essere un punto nodale del sistema - dichiara Divanto. - Abbiamo tante armi, a volte anche un brodetto di pesce può essere convincente nella trattativa con un artista».

    © Riproduzione riservata