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Arte online: il mercato non si converte

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Mercato dell'arte

Arte online: il mercato non si converte

(Afp)
(Afp)

Se il mercato dell’arte globale decresce, non sappiamo quanto felicemente – per Clare McAndrew dell’11% a 56,6 miliardi di dollari e per Rachel A.J. Pownall a 45 miliardi con un piccolo incremento dell’1,7% –, «The Hiscox Online Art Trade Report 2017 A market yet to awaken?», prodotto dalla compagnia inglese con gli analisti di ArtTactic, fotografa lo stato di salute del mercato dell’arte online 2016 considerando – come per gli anni passati – le stime di vendita d’arte e collectible sul web insieme ai dati di vendita delle aste pubbliche in rete.

A differenza degli scambi d’arte tradizionali il mercato online è in crescita nonostante il rallentamento generale: nel raffronto gli analisti hanno utilizzato il report Tefaf 2017 (+1,7%) di Rachel Pownall. Hiscox stima che nel 2016 il volume d’affari online ha raggiunto i 3,75 miliardi di dollari con un balzo del 15% sul 2015 e una market share dell’8,4% sul mercato globale dell’arte, in crescita rispetto al 7,4% del 2015. Per elaborare le stime future, al fine di considerare le difficoltà dello scorso anno, gli esperti hanno rivisto al ribasso il tasso di crescita: se nel 2015 era il 24%, nel 2016 si attesta al 20-21%, considerando come parametro il livello di crescita atteso del segmento del lusso online. La revisione al ribasso si è riflessa nel volume d’affari atteso entro il 2021 pari a 9,14 miliardi di dollari rispetto ai 9,58 stimati nel 2016 per il 2020. La stima però potrebbe crescere a un ritmo più sostenuto se si amplierà l’uso delle tecnologie per le transazioni e se verranno inclusi i dati del mercato cinese, oggi esclusi. Secondo China Association of Auctioneers infatti, le aste in rete hanno generato nel 2014 3,2 miliardi di dollari.

Chi sono gli attori online? Nel 2016 le case d’asta tradizionali hanno investito nello sviluppo del web, tale dinamica ha portato Sotheby’s, Christie’s ed Heritage Auctions a generare vendite online aggregate per 720 milioni di dollari, pari al 19% del mercato online. La crescita è stata particolarmente sostenuta per Christie’s, (+84%), il player Heritage Auction ha riferito che il 41% delle sue vendite in asta è attualmente online, con 348,5 milioni di dollari di vendite nel 2016 (+1,3% rispetto al 2015). Nella classifica delle prime 25 piattaforme online, nelle prime dieci posizioni ci sono ben quattro case d’asta con piattaforme per gli acquisti: prima Christie’s, seconda Sotheby’s, terza Artsy, quarta 1stdibs, quinta Artnet, sesta Phillips, settima Auctionata & Paddle8, ottava Saatchi Art, nona Bohnams e decima Invaluable. Insomma gli operatori tradizionali si sono velocemente attrezzati per contrastare l’avanzata dei rivali online, anche attraverso accordi con altri player quali Invaluable, LiveAuctioneer o The-Saleroom. Inoltre il recente fallimento della casa d’aste online Auctionata (annunciato a gennaio) ha messo in dubbio la capacità dei nuovi attori web di crescere rapidamente.

Le valutazioni degli operatori

Gli analisti di Hiscox e ArtTactic hanno lanciato un sondaggio in febbraio presso i diversi attori del mercato dell’arte online – su un campione di 758 art buyers, 132 galleristi e 42 operatori di piattaforme online – per comprendere comportamenti e attese: cosa emerge?

Per il terzo anno consecutivo la tanto sperata migrazione degli acquirenti d’arte verso la modalità online non si è verificata. Le ragioni? Circa il 58% degli intervistati è ancora preoccupato d’incorrere in falsi a causa dell’assenza della verifica materiale dell’oggetto: temono che l’immagine digitale o lo stato di salute dell’opera possano essere diverse da quanto dichiarato online. La trasparenza dei prezzi diventerà la norma piuttosto che l’eccezione: sebbene il mercato sia ancora opaco, l’88% degli acquirenti d’arte online considera la dichiarazione dei prezzi e la possibilità di verificare quelli passati per un confronto, ingredienti essenziali per l’acquisto online. Il 67% dei potenziali acquirenti ha dichiarato di voler leggere report di valutazione indipendente (dal 51% nel 2015 e dal 68% del 2016) e, poiché l’interazione umana è molto importante, il 73% vorrebbe poter dialogare con un esperto prima di decidere l’acquisto di un’opera online: era il 69% nel 2015. La grande maggioranza (l’80%) ritiene che la refund policy e maggiori informazioni sulle opzioni di spedizione sono elementi importanti per intraprendere un acquisto online. Poi una quota significativa degli intervistati, (79% rispetto al 76% nel 2016) vorrebbe ulteriori informazioni sul background dell’artista e dell’opera. Per il 52% degli acquirenti l’offerta di contenuti e più informazioni sulla scarsa trasparenza del mercato dell’arte sono importanti per la scelta della piattaforma online (dal 42% nel 2016), in pratica chi si fida della rete per comprare ha bisogno d’informazione di qualità e di una formazione ad hoc per scegliere la piattaforma. A incoraggiare un’ulteriore crescita di questo segmento di mercato è l’aumento di coloro che ha acquistato arte online negli ultimi 12 mesi: il numero di chi ha comprato più di una singola opera sul web è salito al 65% nel 2017, rispetto al 63% del 2016.

La variabile prezzi

È il futuro campo di battaglia degli scambi sul web che poggia solidamente su una fascia più bassa fungendo da incubatore per nuovi collezionisti. Il 92% dei nuovi acquirenti – coloro che collezionano da meno di tre anni – ha pagato un prezzo medio inferiore a 5mila dollari e il 71% acquisterebbe sul web anche per meno di mille dollari.

Che tipo di arte si acquista online? L’85% dei new buyer acquista stampe e lavori in edizione con un prezzo medio relativamente basso. Il 60% ha acquistato dipinti e il 59% fotografia. Un ruolo sempre più importante lo giocano i social media. Il 54% ha scoperto il mercato dell’arte online leggendo articoli, il 51% col passa parola, mentre il 45% ha dichiarato di aver trovato nuove piattaforme online attraverso i social media. Instagram supera Facebook come canale preferito per il mondo dell’arte (57% degli acquirenti) diventando la piattaforma più diffusa tra i social media (dal 48% nel 2016 e del 34% nel 2015), sempre più importanti per gallerie e dealer. Il 91% dei galleristi intervistati li utilizza attivamente per promuovere la galleria, le opere e gli artisti. Se nel 2016 Facebook e Twitter erano i due canali dominanti, ora è Instagram il preferito e il più efficace in termini di sensibilizzazione, preferenza condivisa anche dalle case d’asta. Sotheby’s ha dichiarato che il suo account Instagram è cresciuto del 102% tra marzo 2016- marzo 2017 e oggi conta più di 430mila follower, Christie’s ne ha oltre 267mila (+78% sul marzo 2016) e Phillips ne ha più di 98mila (+83%).

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