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+25% di fatturato da Bertolami Fine Arts grazie ai segmenti di nicchia…

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Mercato dell'arte

+25% di fatturato da Bertolami Fine Arts grazie ai segmenti di nicchia del collezionismo

Salvator Rosa. Pesca miracolosa. Olio su tela, 75,5x131,5 cm. (Lotto 229 asta 34 – Arte antica, Roma - € 15.000)
Salvator Rosa. Pesca miracolosa. Olio su tela, 75,5x131,5 cm. (Lotto 229 asta 34 – Arte antica, Roma - € 15.000)

Bertolami Fine Arts ha chiuso il primo semestre 2017 con un fatturato pari a 4.044.070 euro (+25% sullo stesso periodo del 2016), che arriva a 4.836.366 euro se si includono le vendite a trattativa privata. Le aste battute sono state 14, di cui 10 fisiche e quattro elettroniche. Il totale dei lotti aggiudicati è stato pari a 2.173, con un prezzo medio pari a 5.000 euro per le aste fisiche e 300 euro per le aste online. Le percentuali di venduto sono stati del 54% per lotto e 58% per valore.
Come da Bolaffi, anche da Bertolami il settore a più alto aggiudicato è stato la Numismatica, con un risultato totale di 1.366.000 euro. Il top lot, però, è stato segnato nel segmento nuovo, di nicchia, ma molto promettente delle ceramiche rinascimentali, con un piatto del 1535-40 che rappresenta il mito di Ippolito e proviene dalla bottega di Guido Durantino di Urbino, venduto per 56.250 euro.
Ecco il commento di Giuseppe Bertolami.

Com’è andato il primo semestre del 2017 rispetto al primo semestre 2016?
Rispetto al primo semestre del 2016 registriamo un soddisfacente incremento delle vendite. Stiamo cominciando a raccogliere i frutti del lavoro impostato nei due anni precedenti: i dipartimenti aperti nel biennio 2015-16 possono ora contare su una clientela in via di fidelizzazione e, tra quelli introdotti nel 2017, il dipartimento di ceramiche antiche ha già esordito con un'asta di grande importanza. In aumento il numero delle aste esitate, che passa da otto a quattordici. Va precisato che un importante contributo al conseguimento dell'ottimo risultato arriva dalle tre aste battute a Londra nel mese di marzo con una percentuale di lotti venduti dell'82% e di venduto su valore del 120%. Londra si conferma un mercato arduo da conquistare ma estremamente vivace, è qui che intercettiamo il grosso della nostra clientela internazionale, ma anche una vasta e selezionata clientela italiana.

Avete segnato dei record?
No, le transazioni più importanti del primo semestre sono state effettuate fuori asta, nella forma della vendita a trattativa privata, un servizio cui solitamente ricorrono i clienti che desiderano porre sul mercato oggetti o intere collezioni, spesso di valore elevato, in assenza di ogni forma di pubblicità. Il crescente successo delle “private sales” è un fenomeno distintivo di questi ultimi anni, così come quello di una tendenza alla sistematizzazione del mercato degli invenduti. La caccia ai lotti invenduti in asta, un tempo riservata ai commercianti e ai collezionisti più scaltri, comincia a essere oggetto dell'attività di aziende specializzate.

Quali sono i segmenti più forti?
Bertolami Fine Arts è forte sulle nicchie di mercato, a partire dalla numismatica, un settore in cui siamo conosciuti a livello internazionale e che ci dà grandi soddisfazioni. Le specializzazioni, anche le più complicate, ci interessano e nel nostro futuro acquisiranno una crescente importanza. Quest'anno abbiamo ottenuto un sorprendente successo a Londra con una vendita di avori e coralli antichi e esordito nell'elitario bacino del collezionismo di ceramica antica con un'asta di primaria importanza battuta in Italia. L'esito è stato nel complesso positivo e ci invita ad insistere. Naturalmente siamo consapevoli che il trend delle quotazioni di ceramiche, maioliche e porcellane antiche non è quello, in irrefrenabile ascesa, della numismatica classica, ma esiste uno zoccolo duro di fini conoscitori che continua a comprare, anche dall'estero, e che l'anno prossimo cercheremo di intercettare a Londra. Salgono invece le quotazioni di design e arti decorative del ‘900, un segmento che quest'anno è andato benissimo. Nell'ultima asta di arte moderna e contemporanea, la sezione dedicata a vetri e ceramiche ha sfiorato il 100% del venduto, l'interesse del pubblico si sta dimostrando talmente alto da indurci ad aprire un dipartimento dedicato.

Quali sono i periodi storici e gli artisti più richiesti?
Nel campo della numismatica le monete classiche, greche e romane, sono più che mai al top e oggetto di un collezionismo di respiro ampiamente internazionale. Molto bene anche il Rinascimento.
Il collezionismo di archeologia in questo momento predilige i marmi, ma la ceramica è in netta ripresa.
Nell'arte antica trionfa la qualità, magari anche in assenza di grandi firme. Molto ricercati i fondi oro e i dipinti su tavola del ‘400 e ‘500. Bene se la qualità si abbina a rarità e curiosità, come ad esempio quando l'opera è eseguita su supporti di materie preziose o particolari. Piacciono i caravaggeschi e, in generale, la pittura di figura, meglio se non religiosa. In ribasso paesaggi e nature morte e in grande crisi il genere delle battaglie.
Il campo dell'arte moderna e contemporanea è forse quello che maggiormente patisce il fenomeno delle mode, con conseguente omologazione della proposta. Gli osservatori più attenti avranno notato che le aste italiane tenutesi nella primavera 2017 si somigliavano un po' tutte: oramai il rischio omologazione è alto e bisognerebbe impegnarsi per introdurre elementi di discontinuità. Noi ad esempio abbiamo scommesso da subito su pittura e scultura italiane tra le due guerre, divenendo un punto di riferimento per un collezionismo serio e competente per niente incline a farsi soggiogare da tendenze e miraggi speculativi, una scelta che oggi sta pagando anche sul piano del fatturato. Le tendenze ancora in auge vedono comunque costantemente al top l'arte povera di Boetti, Calzolari, Merz e Penone, tanto per citare alcuni nomi, e molto bene continua ad andare l'arte cinetica e programmata, anche se sembrano in assestamento le quotazioni di alcuni grandi protagonisti delle contrattazioni degli ultimi anni: Castellani, Manzoni e Bonalumi. Negli ultimi due anni si è inoltre visto un buon inserimento della pittura analitica anni '70, una ricerca in effetti di grande interesse nelle prove di artisti come Claudio Verna, Paolo Cotani, Carmengloria Gorales, Pino Pinelli.
Il collezionismo internazionale di ceramica antica cerca in prima battuta gli ineguagliati vertici di qualità raggiunti dai maiolicari italiani tra 1300 e 1700.
Nel campo del gioiello è la firma a fare la differenza: design e storia incidono sul valore del gioiello più dei materiali utilizzati, a meno che non si parli di pietre di eccezionale importanza.

Quali quelli sottovalutati su cui consigliereste di investire?
Nel campo della numismatica rinnovo il consiglio, già dato su queste pagine, di investire sulla monetazione papale antica, un campo in cui il rapporto qualità prezzo è ancora molto favorevole per chi compra. Le monete greche, romane e rinascimentali di alta qualità non sono certo sottovalutate, anzi negli Usa hanno raggiunto prezzi inauditi, per questa ragione è il momento di approfittare dei prezzi, tendenzialmente ragionevoli, ancora applicati in Europa.
Nel collezionismo di archeologia sarà sempre più premiante la qualità. La bussola del compratore di reperti archeologici deve puntare verso la ricerca della conservazione eccezionale e poco importa se i materiali costitutivi dell'oggetto non sono pregiati.
Le odierne quotazioni dell'arte antica sono le più basse viste negli ultimi settant'anni e investire su un comparto in difficoltà consente sempre interessanti margini di manovra. Credo che gli Old Masters, anche di elevata qualità, rappresentino il segnento del mercato dell'arte che oggi consente gli affari migliori. Un dato su cui riflettere? Tra gli acquirenti della nostra ultima asta di settore c'erano alcuni importanti collezionisti di arte moderna e contemporanea…
Il mercato dell'arte italiana della prima metà del ‘900 è in ripresa, ma siamo ancora lontani dalle quotazioni di venti, venticinque anni fa, il che ne fa un settore di investimento estremamente appetibile. Per quanto invece concerne la seconda metà del secolo, vale il principio di una circospetta e preparata esplorazione, magari condotta anche tra le pieghe dei movimenti che oggi godono di maggior fortuna. Tra i protagonisti della ricercatissima arte cinetica e programmata sono, ad esempio, ancora sottostimati gli artisti del Gruppo N di Padova.

Cresce la partecipazione straniera? Con quale percentuale sul totale dei buyers? Da quali nazioni?
L'arte italiana moderna e contemporanea, ad eccezione di una ristretta rosa di autori, è ancora appannaggio di un collezionismo interno, mentre è quasi totalmente straniera la clientela dei dipartimenti di numismatica e archeologia, che arriva soprattutto dagli Usa, seguiti da Gran Bretagna e Giappone. Importante e in costante crescita la partecipazione straniera nei comparti del gioiello (60% - 70%), della ceramica antica, del design e delle arti decorative del ‘900.

Qual è il prezzo medio delle opere aggiudicate nelle aste fisiche?
Ogni asta è un progetto che ha una storia a sé, quindi parliamo di valori estremamente variabili. Volendo comunque fare una media dei prezzi di aggiudicazione spuntati nel primo semestre 2017, direi che ci aggiriamo intorno ai 5.000 euro

Cresce il mercato online? Qual è la percentuale di fatturato online sul totale? Qual è il top lot online? E qual è il prezzo medio delle opere vendute nelle aste online?
Sì, la crescita del mercato online è un fenomeno oramai consolidato. Delle 14 aste effettuate nei primi sei mesi dell'anno in corso quattro erano elettroniche e hanno prodotto il 10% del fatturato complessivo con un prezzo medio per lotto di circa 300 euro. Da tenere inoltre presente che nelle aste battute la partecipazione in modalità on line supera oramai largamente quella in sala.
Il top lot delle aste elettroniche è un aureo di Augusto coniato nell'8 a.C. dalla zecca di Lugdunum, l'attuale città di Lione. La moneta è stata aggiudicata a 3.550 euro.

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