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A Berlino l’arte contemporanea entra in chiesa con Chiharu Shiota

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musei e biennali

A Berlino l’arte contemporanea entra in chiesa con Chiharu Shiota

Una spettacolare installazione della giapponese Chiharu Shiota è stata inaugurata nella chiesa Nikolaikirche di Berlino, il più antico edificio della città (risale al 1230, è stata distrutta e ricostruita). È formata da un groviglio di 750 km di filo nero che occupa in 10 metri d'altezza e 26 di lunghezza la navata centrale della piccola chiesa protestante, già sede del parlamento cittadino all'inizio del XIX secolo. Tra i fili sono sospese 4.000 pagine della Bibbia in più di 100 lingue diverse. L'idea dell'opera - in mostra fino al 19 novembre - trae spunto dalla storia della cristianizzazione del Giappone, che risale al Cinquecento, ad opera di cristiani portoghesi. Allora il credo cristiano fu abbracciato da ampie parti della popolazione, ma sotto il dominio del principe Hideyoshi fu proibito e perseguitato. Le pagine della Bibbia furono bruciate, ma i loro contenuti furono tramandati oralmente per più di 250 anni, benché in parte travisati e adattati alla cultura locale. Da qui il titolo dell'installazione, “Lost Words”, che rimanda anche al tema attualissimo dell'immigrazione (la stessa artista ha lasciato la sua patria per Berlino), in particolare nella sua componente mentale, il trasferimento della cultura e dell'identità.

L'opera è stata voluta in occasione del cinquecentenario della Riforma luterana dal nuovo direttore dello Stadtmuseum Berlin, il museo della città di Berlino di cui fa parte la chiesa, Paul Spies, già direttore del museo della città di Amsterdam e prima ancora curatore indipendente con una lunga esperienza di mostre d'arte contemporanea all'interno delle chiese. «Al di là della funzione religiosa sono luoghi magici - ha detto Spies -. L'installazione di Shiota è la prima di una serie a cui stiamo già lavorando. Siamo in contatto con Christian Boltanski e ospiteremo anche l'artista vincitrice dell'Hannah Höch Preis l'anno prossimo, ma ancora non possiamo rivelare chi è». Il progetto di Shiota è nato dalla cooperazione tra il museo e due fondazioni: la Guardini Stiftung, che dal 1987 stimola lo scambio tra scienza, arte e fede, e la Stiftung St. Matthäus, la fondazione per l'arte e la cultura della Chiesa evangelica di Berlino. È costato più di 200.000 euro ed è stato finanziato dal Governo federale.
A livello di mercato, Chiharu Shiota è già un'artista riconosciuta, soprattutto in seguito alla sua partecipazione alla Biennale del 2015 dove ha rappresentato il Giappone con un'installazione simile, questa volta fatta di 400 km di filo rosso e 180.000 di chiavi che rappresentavano le memorie dell'umanità. La presenza in Biennale ha certamente contribuito al suo riconoscimento internazionale, anche se non ha direttamente influito sui prezzi. Da allora l'interesse nei confronti del suo lavoro è cresciuto notevolmente. L'anno dopo la Biennale è entrata nella scuderia diBlain & Southerne ha avuto una personale da Mimmo Scognamiglio a Milano, l'unica in Italia. Scognamiglio l'aveva già inclusa in una collettiva nel 2010 (dopo averla scoperta in una mostra curata da James Putnam) e ora è nella mostra a Domodossola in occasione dei 20 anni della galleria. I suoi prezzi vanno da 2.000 a 4.500 euro per i disegni a 30-40.000 euro per le sculture. Le grandi installazioni hanno prezzi a sei cifre; per esempio l'installazione “Follow the Line” ora a Domodossola quota 130.000 euro.
Al 2001 risale, invece, la sua prima personale alla Kenji Taki Gallery di Tokyo, ma più che in galleria i suoi progetti trovano posto in istituzioni o anche in luogo pubblico, per esempio all'inizio di quest'anno ha realizzato una spettacolare installazione di filo bianco intitolata “Where Are We Going” al Le Bon Marché di Parigi.
È presente in molte collezioni in Giappone, ma anche in diverse collezioni europee private e istituzionali, come quella diAntoine de Galbert a Parigi, del Centre PasquArt di Biel/Bienne in Svizzera, del Kiasmadi Helsinki, di Alison e Peter W. Klein di Nussdorf in Germania, del museoLeopolda Vienna, del Museum für Neue Kunstdi Friburgo in Germania, di Ömer Koc a Istanbul e di Erika Hoffmann di Berlino. Per l'anno prossimo è in programma la mostra personali al Kode Art Museum di Bergen in Norvegia.
Quella di Chiharu Shiota non è stata l'unica mostra d'arte contemporanea per celebrare il cinquecentenario della Riforma. In un'altra chiesa di Berlino, la St. Matthäus Kirche, è stata installata un'opera del duo inglese Gilbert & George. Era legata ad una più ampia esposizione nelle vecchie prigioni di Wittenberg intitolata “Luther & die Avantgarde” ancora in corso (è stata prolungata fino al primo novembre). Include 66 artisti tra cui Stephan Balkenhol, Monica Bonvicini, Maurizio Cattelan, Olafur Eliasson, Marzia Migliora, Ai Weiwei, Piotr Pawlenski e altri ancora.

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