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Nuovi record per l'arte del dopoguerra e contemporanea da Christie’s New York

Il catalogo presentato da Christie's la sera del 15 novembre a New York portava il solito titolo ‘Post War & Contemporary', ma verrà ricordato nella storia del mercato dell'arte per un ‘ospite speciale': una tavola di Leonardo da Vinci (lotto numero 9) aggiudicata per il prezzo record di sempre di 450 milioni di dollari.
Questo realizzo da solo supera di 115 milioni il totale degli altri 48 lotti venduti (su 57 proposti, escludendo il Leonardo): ma per una corretta visione della categoria, vale la pena scorporare il dipinto cinquecentesco (oggetto di un articolo specifico) e focalizzare l'attenzione sul restante catalogo.

Il realizzo per la categoria dei lavori dal 1945 a oggi è pertanto di 335,6 milioni di dollari, con nove lotti invenduti e moltissimi record sia per artisti viventi che storicizzati.

Warhol leonardesco
Al netto del lavoro di Leonardo, il lotto più caro della serata risulta essere un altro lavoro di Leonardo, o meglio 60 riproduzioni dell' “Ultima Cena” del Cenacolo milanese di Leonardo spettacolarmente presentate da Andy Warhol nel 1986, per una dimensione totale di quasi 10 metri per 3. “Sixty Last Suppers” partiva da una stima a richiesta attorno ai 50 milioni di dollari, che è stata sostanzialmente confermata, finendo aggiudicata a 60,9 milioni. Stranamente, si trattava dell'unico lavoro di Warhol in catalogo, e uno dei pochi lotti di Pop Art presenti, di solito movimento molto ben rappresentato nei cataloghi newyorkesi, mentre in questo caso ha decisamente prevalso l'ambito della pittura astratta americana.

Andy Warhol, “Sisty Last Suppers”

Pittura astratta americana e scultura
L'offerta di dipinti di questo ambito ha caratterizzato i principali realizzi: due lavori di Cy Twombly prodotti a quasi 50 anni di distanza e distintisi per la monumentalità delle tele hanno portato un totale di 73,7 milioni di $: un acrilico su tela del 2005 di circa 5 metri per 3 dai colori rossi accesi ha confermato la stima a richiesta di circa 40 milioni fermandosi a 46,4 milioni di $, mentre la più piccola (140x180 cm) tela titolata “Sunset' del 1957 dai caratteristici segni a matita su olio ha superato la stima a richiesta di 20 milioni portando 27,3 milioni

Cy Twombly, Untitled

di $.
Un'altra coppia di lavori, questa volta del maestro del colore Mark Rothko, ha fatturato 43,4 milioni di dollari: 32,4 milioni per “Saffron', tela del 1957 (175 x 136 cm) dai caratteristici toni giallo zafferano, e 11 milioni per un lavoro più piccolo (140x103 cm.) e tardo (del 1969), giocato sul contrasto fra gialli e rossi e prodotto su carta, che ha confermato la stima di 10-15 milioni, una volta aggiunte le commissioni, divenendo così il lavoro su carta più caro per l'artista.

Mark Rothko, Untitled

Ha confermato la stima a richiesta di 20 milioni una grande tela (234 x 172 cm) di Franz Kline del 1960 “Light Mechanic” dai classici tratti neri su bianco.
Nuovo record assoluto per Hans Hofmann con la tela “Lava” del 1960, che ha superato la stima di 4-6 milioni per finire aggiudicata a 8,9 milioni di $, nonché per Lee Krasner (moglie e vedova di Pollock) con una composizione a olio e collage “Shattered Light” del 1954 che ha stracciato la stima di 1,8-2,5 milioni passando di mano a 5,5 milioni di $. Sono rimasti, invece, al palo un piccolo lavoro monocromatico di Pollock del 1951 (stima 3,5-4,5 milioni di $), nonché un lavoro degli anni ‘70 di Brice Marden “Summer Painting” dalla stima di 6-8 milioni di $.
Fra i record di artisti storici si registrano anche quello per William Baziotes con una tela a toni verdi del 1951 “Phantasm” aggiudicata a 1,3 milioni di $, nonché una scultura di Isamu Noguchi del 1985 in basalto che ha stracciato la stima di 600-800mila $ per fiorare i 5 milioni di dollari.

Isamu Noguchi, “Olmec & Muse”

Si aggiungono alla lista dei record un dipinto di Calder del 1947 aggiudicato a 3,4 milioni, un multiplo della stima alta di 1,2 milioni di $, e una statua di Dubuffet del 1954 passata di mano entro la stima a 1,3 milioni di $, rispettivi record per i medium degli artisti, più noti il primo per le sculture mobili ed il secondo per le tele informali, di cui però una del 1961 è rimasta invenduta da una stima di 2,5-3,5 milioni di $.
In generale le 13 opere tridimensionali offerte hanno trovato buona accoglienza, con un solo invenduto (un lavoro di Carl Andre) e ottimi risultati per i 4 “Mobile” di Calder, nonché la conferma della stima (10-15 milioni) per un gigantesco e minaccioso “Spider”, ragno da parete in bronzo di Louise Bourgeois aggiudicato a 11 milioni di $.

Record contemporanei
Sebbene il catalogo fosse prevalentemente focalizzato su artisti storicizzati e opere precedenti gli anni '90, con solo 18 lotti di artisti viventi contro i 30 di artisti storici, l'asta ha preso avvio nel migliore dei modi con un terzetto di lavori contemporanei, che hanno tutti superato ampiamente le stime e portato a tre nuovi record per altrettanti artisti viventi, ad iniziare da un lavoro tridimensionale di Philippe Parreno “My Room is Another Fish Bowl” composto da vari elementi e passato di mano a 516.500 $, da una stima di 250-350mila $, seguito dal nuovo record per Kerry James Marshall, sessantenne artista promotore dell'arte afro-americana recentemente omaggiato da diverse retrospettive, con un lavoro del 2015 “Still Life with Wedding Portrait” conteso fino a 5 milioni di dollari, da una stima di 1-1,5 milioni.

Kerry James Marshall, “Still Life with Wedding Portrait”

Prezzi record anche per il giovane 33enne Adam Pendleton a 225 mila $, ma anche per due artisti già affermati come Vija Celmins, 79enne artista americano di origine Lettone, con “Lead Sea 2”, grafite su carta del 1969 che ha realizzato 4,2 milioni, e Julian Schnabel, 65enne artista protagonista degli anni '80, grazie proprio ad una tela del 1984 di grandi dimensioni (quasi 3 x 3 metri) che ha raddoppiato la stima alta fermandosi a 1,4 milioni di $.
Ha ottenuto un record per il medium anche un lavoro su carta di Richard Serra, più noto per le grandi composizioni tridimensionali in acciaio: un quadrato di carta di 2 metri per lato ricoperto da una densa e lavorata superficie nera ha realizzato 2,2 milioni di $.
Ma in termini di realizzo è stato difficile insidiare i 10,4 milioni di dollari ottenuti per una tela di 2 metri per 3 di Peter Doig del 2000, “Almost Grown” si è fermata sotto la stima bassa di 10 milioni e l’ha superata solo grazie alle commissioni.
Sono rimasti, invece, invenduti alcuni lavori con stime multimilionarie, come un consueto nudo di Currin (6-8 milioni di $), un lavoro di Ed Ruscha del 1985 “Dixie Red Seville” (stima 3-5 milioni) e, soprattutto, un ritratto ‘italiano' di Basquiat, “Il Duce” dipinto a Modena nel 1982, tela quadrata di 152 cm per lato rimasta invenduta da una stima di 25-35 milioni di $, forse anche a causa del non felice posizionamento in catalogo appena dopo il record di Leonardo.
Le aste del dopoguerra e contemporanea continuano il 16 novembre con un catalogo pomeridiano da Phillipse un'asta serale di Sotheby's; quest'ultima comprende anch'essa un lotto ‘ospite': una Ferrari già vincitrice del campionato mondiale di F1 con Schumacher.

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