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Biennali e musei

Venezia, le Gallerie dell'Accademia presentano le nuove acquisizioni. Parla la direttrice Paola Marini

Giorgio Vasari (1511-1574), La Speranza, dipinto su tavola, 1542
Giorgio Vasari (1511-1574), La Speranza, dipinto su tavola, 1542

Sono passati due secoli dalla prima apertura pubblica delle collezioni del museo delle Gallerie dell'Accademia di Venezia il 13 agosto 1817. Per la ricorrenza il museo ha presentato oggi 26 gennaio per la prima volta al pubblico le nuove acquisizioni in occasione della celebrazione del loro bicentenario (1817- 2017), grazie all'intervento Ministero dei Beni e delle Attivit Culturali e del Turismo con la collaborazione di Venetian Heritagee Venice in Peril Fund (Londra).
Nel 2017, infatti, le raccolte delle Gallerie dell'Accademia di Venezia sono state arricchite attraverso l'acquisizione di importanti disegni e dipinti che integrano la gi straordinaria collezione di capolavori conservata come un prezioso diamante nel cuore di Venezia, nel complesso di Santa Maria della Carit.

Si tratta di dipinti di Giorgio Vasari (“La Speranza”), Bernardo Strozzi (frammento della “Parabola del banchetto di nozze”), Pietro Bellotti (“Autoritratto come allegoria dello Stupore”) e 18 disegni preparatori di Francesco Hayez per il dipinto “La distruzione del tempio di Gerusalemme” inviato in dono all'Accademia veneziana dall'artista stesso nel 1868.

ArtEconomy24 ha intervistato Paola Marini, direttrice delle Gallerie dell'Accademia di Venezia e tra i direttori nominati dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, gi coordinatrice del sistema dei Civici Musei d'Arte e Monumenti del Comune di Verona, tra cui il Museo di Castelvecchio.
Sono trascorsi poco pi di due anni dalla sua nomina alla direzione del museo. Davanti a s aveva molti progetti impegnativi da affrontare e realizzare, tra i quali l'organizzazione delle celebrazioni per il bicentenario della prima apertura del museo. Quale bilancio pu fare della sua esperienza e quali sono le sue aspettative e gli obiettivi futuri per le Gallerie?
Un bilancio di grande impegno - non solo mio ma del CdA, del Comitato Scientifico e di tutto il personale - viste le enormi carenze strutturali che ci siamo trovati ad affrontare insieme, ma abbastanza soddisfacente. Ottima l'accoglienza della citt e del pubblico: adeguare i musei italiani a standard internazionali difficile ma si pu fare.

Oltre a creare una base organizzativa e logistica per il lavoro - del tutto mancante - l'attesa dell'avvio dei restauri del primo piano ha sconsigliato dall'intervenire sull'allestimento permanente, come ad esempio hanno fatto Brera e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Ci siamo cos concentrati sull'apertura di nuove sei sale al pianterreno (dalla pittura del Settecento ad Antonio Canova) e su una serie di mostre di alta qualit progettate dal museo e strettamente legate alle proprie collezioni: “Aldo Manuzio, Michele Giambono e Canova, Hayez, Cicognara. L'ultima gloria di Venezia”, affiancate da piccole esposizioni dossier intese a rinnovare anche l'interesse del contesto locale. Nel frattempo abbiamo gestito due mostre in Giappone e due negli Stati Uniti. La Biennale Artedel 2017 ci ha indotto a rafforzare un'apertura mirata al contemporaneo con la mostra “Philip Guston & The Poets” che stata insieme una grande scoperta per i non specialisti e un lusinghiero successo.
Stanno ora finalmente cominciando ad arrivare nuove forze nello staff e sono iniziati i restauri del primo piano, destinati ad impegnarci per i prossimi tre anni, insieme con progetti di ricerca e valorizzazione dedicati a Tintoretto (settembre 2018), Leonardo e di nuovo ad un grande artista
contemporaneo per Biennale 2019.

L'aggiornamento del sito e di tutta la comunicazione, il rafforzamento del rapporto con le istituzioni locali in una platea del rilievo di Venezia, lo sviluppo del nostro posizionamento internazionale sono tra i principali obiettivi. Ma il primo rimane quello di imparare a lavorare insieme a servizio della comunit di riferimento, a Venezia, in Italia, nel mondo.

Le Gallerie dell'Accademia di Venezia si sono arricchite di nuove importanti opere. Quali criteri hanno guidato la selezione e la scelta dei dipinti e dei disegni acquistati per integrare le raccolte museali?
Le nuove acquisizioni hanno due canali di provenienza: l'esercizio dell'acquisto coattivo all'esportazione, che fa capo alla Direzione Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Mibact (le opere di Strozzi e Bellotti) e la proposta d'acquisto che il Museo sottopone alla Direzione Musei (l'opera di Vasari). Entrambe si avvalgono del parere del Comitato tecnico-scientifico per le belle arti. In tutti i casi si tratta di opere strettamente legate al contesto artistico veneziano: la tela di Bernardo Strozzi proviene dal soffitto della chiesa degli Incurabili, mentre di un pittore come Bellotti, che trascorre a Venezia gran parte della sua carriera, le Gallerie dell'Accademia non possedevano neppure una tela e l'arrivo di questo singolare autoritratto colma una lacuna.
Il soffitto di Palazzo Corner Spinelli di Vasari segna un punto di svolta della pittura in laguna con l'arrivo della Maniera centroitaliana a cui rispondono tutti i principali protagonisti, da Tiziano a Tintoretto a Veronese. La Direzione del Museo inseguiva la ricostruzione del soffitto, sulla scorta degli studi di Rodolfo Pallucchini, dal 1987: la “Speranza” l'ultimo pezzo mancante. I disegni di Hayez acquistati con i fondi di bilancio del museo autonomo testimoniano la nascita di uno dei capolavori, appartenente alla collezione delle Gallerie, del pi grande pittore italiano dell'Ottocento che a Venezia nacque e all'Accademia si form.

Il Mibact tra il 2016 e il 2017 ha speso 4 milioni di euro per arricchire le raccolte di diversi musei italiani, piccoli e grandi, e altri 4 milioni sono previsti nella nuova legge di bilancio. Forse poco, ma gi qualcosa. Le acquisizioni di nuove opere d'arte, analizzando gli acquisti del 2017 delle istituzioni museali internazionali come il Louvre di Parigi, il Rijksmuseum di Amsterdam o la National Gallery di Londra, appare rivestire un'importanza centrale e vitale per i musei stranieri. cos anche per i musei italiani ?
Certamente. Gli investimenti recenti del Mibact in quest'ambito si sono rivelati vincenti e di grande soddisfazione e mi auguro che abbiano a proseguire e a svilupparsi. Voglio altres testimoniare la pi profonda gratitudine ai comitati privati che ci hanno affiancato in questa occasione nell'acquisto del Vasari – mentre altri stanno rendendo possibili ulteriori importanti iniziative – : Venetian Heritage, che sta sostenendo anche il restauro dell'intera serie di tavole che costituiscono il soffitto di Palazzo Corner Spinelli, e Venice in Peril Fund. Sattis- Artera srl ha offerto il trasporto della Speranza da Londra, dove stata acquistata da Christie's.

I musei italiani, stando all'affluenza di pubblico registrata quest'anno, sembrano vivere un momento favorevole. Secondo la sua esperienza, come si possono avvicinare maggiormente visitatori?
Sicuramente intendiamo riattivare le relazioni con le istituzioni e il pubblico locale - che nel nostro caso possiamo identificare con l'intera regione -, rinnovando le occasioni d'incontro, studio e diletto. Ci proponiamo di ampliare l'offerta didattica e culturale e di migliorare l'accessibilit, l'accoglienza e la comunicazione. Nel 2016 siamo cresciuti del 9%, nel 2017 solo dell'1,7%. Venezia una situazione complessa; la citt stessa un museo e i competitors sono bravissimi, ma i margini sono ampi e la strada, ancorch ardua, tracciata.

La Gallerie dell'Accademia di Venezia. La mostra che celebra i 200 anni di storia delle Gallerie dell'Accademia di Venezia in corso sino al prossimo 2 aprile “Canova , Hayez, Cicognara. L'ultima gloria di Venezia”, a cura di Fernando Mazzocca, Paola Marini e Roberto De Feo, con oltre 100 opere traccia la storia della celebre istituzione veneziana. “Quando verrete a Venezia vedrete un salone immenso di grandissime opere antiche di pennello della nostra scuola che vi far stordire, e ardisco di crederlo il pi bello che sia in Europa” scrisse il conte Leopoldo Cicognara (1767-1834), presidente dell'Accademia di Belle Arti, all'amico Antonio Canova per annunciargli la fondazione del primo museo della citt. Le Gallerie dell'Accademia di Venezia vantano la pi ricca raccolta di dipinti veneziani e veneti, dal Trecento agli artisti del Rinascimento, sino ai grandi vedutisti del XVIII secolo. Tra i capolavori spiccano il ciclo di nove grandi tele con le “Storie di Sant'Orsola” di Vittore Carpaccio, l'ermetica ed enigmatica “Tempesta” di Giorgione, le tele di Paolo Veronese, Tintoretto, accanto alla suggestiva “Piet” di Tiziano, dipinta nell'ultimo anno della sua vita utilizzando i polpastrelli per la fatica di tenere il pennello fra le dita. I nuovi acquisti andranno ad integrare questa meravigliosa raccolta.

Le nuove opere acquistate. Il dipinto su tavola di Giorgio Vasari (1511-1574), “La Speranza”, 1542, faceva parte del soffitto a cassettoni che decorava una sala di Palazzo Corner Spinelli, composto da nove comparti eseguito da Vasari per Giovanni Corner durante il suo breve soggiorno veneziano. La vendita stata intermediata privatamente dalla casa d'aste Christie's per conto degli eredi di Lord Weidenfeld. L'opera stata acquistata per 400.000 sterline di cui 319.000 stanziate dal ministero. L'importo rimanente stato diviso fra Venice in Peril e Venetian Heritage. Il comitato Venetian Heritage sta inoltre supportando anche il restauro dell'intero insieme di tavole che costituivano il soffitto di Palazzo Corner Spinelli, in vista della definitiva esposizione permanente nel museo.
La tela di Bernardo Strozzi (Genova 1581/82- Venezia 1644), “La parabola dell'invitato a nozze”, olio su tela, del 1636, un frammento di formato ovale di una tela di dimensioni pi importanti, realizzata originariamente per essere collocata sopra l'altra maggiore della chiesa veneziana dell'Ospedale degli Incurabili. La collocazione della tela sopra l'altare spiega la visione fortemente scorciata dal basso. L'opera proveniva dalla Galleria Giamblanco di Genova ed stata acquisita dallo Stato attraverso acquisto coattivo per un importo di 150.000 euro.
“L'Autoritratto in forma di stupore” di Pietro Bellotti (1625 - 1700), dipinto su tela tra il 1654 e il 1655 riflette la specializzazione del pittore nella produzione di realistiche mezze figure che restituiscono attraverso la raffigurazione quasi caricaturale del proprio volto i moti dell'animo umano. L'opera stata acquisita anch'essa attraverso acquisto coattivo da parte dello Stato per un valore di 60.000 euro.
I 18 studi preparatori per la “Distruzione del Tempio di Gerusalemme” a matita su carta di Francesco Hayez (1791-1882) rivestono invece un'altissima importanza per le raccolte delle Gallerie dell'Accademia di Venezia in quanto propedeutici al capolavoro della maturit dell'artista, conservato nelle sale del museo.

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