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Miart 2018: un’offerta artistica che soddisfa tutti i livelli di collezionismo

Miart, edizione numero 23, chiude con un'affluenza in linea con l'anno passato (circa 45 mila visitatori) e, come sottolinea l'ente fiera nel comunicato stampa un aumento della presenza di collezionisti provenienti da 25 paesi: 11.396 sono state le presenze di Vip internazionali registrate tra collezionisti, consulenti d'arte, curatori e direttori di museo e fondazioni private. «Con questa edizione - dichiara l'ente Fiera - miart si è confermata l'appuntamento fieristico di riferimento in Italia e con l'offerta cronologica di opere più completa, registrando un alto grado di apprezzamento da parte dei collezionisti, degli operatori del settore e della stampa. L'edizione del 2018 - prosegue l'ente Fiera - ha registrato un incremento delle vendite in tutte le sette sezioni della fiera già a partire dalle prime ore della preview di giovedì 12 aprile, creando da subito un clima positivo e di grande fermento».
Giudizi positivi da parte dei galleristi che, oltre a premiare l'organizzazione che ha saputo realizzare una fiera «ordinata, ben allestita e con una qualità di elevato livello», hanno apprezzato l'affluenza molto diversificata. «Miart negli ultimi anni è decisamente migliorata nel panorama delle fiere italiane con un pubblico sempre più interessante e, anche nel fine settimana, non si è risentito del calo dell'affluenza stimolata dalla ricchezza degli eventi in città» commenta Fabrizio Padovani di P420. Un‘opinione che non è stata condivisa da tutti i galleristi. Alcuni infatti avrebbero preferito ridurre il programma degli eventi esterni dedicato ai Vip per dare più spazio alla permanenza in fiera.
L'offerta proposta dalle 184 gallerie presenti provenienti da 19 paesi era molto variegata considerando non solo l'aspetto artistico, ma anche quello commerciale.

L'analisi di Arteconomy24 del dopo miart 2018 vuole focalizzarsi su alcuni artisti che pur avendo un riconoscimento da parte delle istituzioni presentano ancora un range di prezzo compreso tra 5mila e 30mila euro, un livello che può essere interessante per diverse tipologie di collezionisti.
La sezione Generations curata da Lorenzo Benedetti, curatore per l'Arte Contemporanea, Kunstmuseum St. Gallen, presentava le fotografie dell'artista tedesco Jochem Lempert (Galeria ProjectSDcon prezzi da 2mila a 30mila euro), in dialogo con Linda Fregni Nagler (De Cardenas e Vistamare Studio con prezzi da 10mila a 30mila euro). Il dialogo tra i due artisti partiva da una mostra, curata dalla stessa Linda Fregni Nagler e Cristiano Raimondi che presentava una ricerca di cinque anni sul lavoro dell'inventore e artista monegasco-brasiliano Hercule Florence (1804-79) con circa 400 opere per la maggior parte disegni e manoscritti e accanto le opere di artisti internazionali come Lucia Koch, Jochen Lempert, Leticia Ramos e Daniel Steegmann Mangrané, tra gli altri, hanno prodotto opere site specific. Jochem Lempert che si è aggiudicato lo scorso anno il Camera Austria Award for Contemporary Photography, storico premio assegnato a fotografi e artisti che hanno pubblicato un loro contributo sulla rivista «Camera Austria International» e dato un contributo significativo alla fotografia contemporanea, è laureato in biologia e sin dai primi anni '90 ha dedicato il suo lavoro alla rappresentazione fotografica del sistema della flora e della fauna coniugando l'aspetto scientifico a uno sguardo poetico.
Sempre nella sezione interessante il lavoro di Jarbas Lopes (A gentil Carioca, San Paolo Brasile, prezzi da mille a 30 mila euro) in dialogo con Tomás Saraceno (Andersen's Contemporary).
Dell'artista brasiliano Jarbas Lopes erano esposte opere formali ed interattive, della serie “Pitture elastiche” nelle quali la pittura tradizionale si mescola all'atto di creare una trama geometrica di elastici e all'esperienza multisensoriale che la manipolazione delle opere permette, e quelle della serie di disegni della “Vila abstrata”. In questi lavori Jarbas ha realizzato il progetto utopico di un Hotel-Favela, sognando una collaborazione collettiva che coinvolga gli abitanti dei villaggi limitrofi al museo d'arte contemporanea e parco botanico di Inhotim.
Lutz & Guggisberg (De Cardenas prezzi da 3mila a 20mila euro) sono un duo di artisti svizzeri che nella loro pratica artistica utilizzano una grande varietà di media: pittura, scultura, installazioni, video, fotografia, perfomance, oltre ad aver prodotto una propria biblioteca di libri immaginari in costante crescita. Le opere saranno in mostra per la prima volta in una istituzione italiana alla Fondazione Maramotti (22 aprile al 30 dicembre)
Le opere di Patrick Tuttofuoco (Federica Schiavo Gallery, prezzi da 15mila a 40mila euro) hanno incontrato il gusto di diversi collezionisti. In fiera erano esposte un’opera composta da due sculture «The Power Napper (white Rio)» , 2017, marmo bianco di Carrara venato e acciaio. Patrick Tuttofuoco ha dato il via alla rassegna che vede coinvolti gli artisti italiani contemporanei nella realizzazione, tre volte l'anno, di interventi site-specific destinati alle lunette che sovrastano le vetrine del ristorante di Cracco, all'interno della storica Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.
Pittura figurativa nello stand di Monitor (Roma e Lisbona) che presentava, tra gli altri, Nicola Samorì, attualmente in mostra con una doppia personale aCasa Testori a Novate Milanese ma con un interessante curriculum (56a Biennale di Venezia, 2015; MOCAK, Kraków; 16a Quadriennale d'arte, Roma; Kunsthalle, Tübingen; TRAFO Centre for Contemporary Art, Szczecin; Palazzo Reale, Milano) e Thomas Braida, coinvolto in numerose mostre presso istituzioni culturali italiane e straniere tra cui 'De Prospettiva Pingendi' che si terrà a Palazzo del Vignola (Todi) e 'Contemporary Chao's presso il Vestfossen Kunstlaboratorium in Norvegia.
Entrambi gli artisti sono stati apprezzati e i loro lavori sono andati a collezionisti italiani e stranieri. Un dipinto di Nicola Samorì (200 x 150) che preferisce valutare i suoi lavori applicando il coefficiente, raggiunge i 35mila euro, mentre quelli di dimensione 100x100 presentano una valutazione di 10.400 euro. Per Thomas Braida il prezzo di un dipinto (260 x 220) come quello esposto in fiera è pari a 16mila euro.
Fotografia, sculture, dipinti nello stand della galleria SpazioAcon prezzi che oscillavano da 4mila a 35mila euro. Ecco qualche esempio. Le foto di Katarina Zdjelar (Belgrado,1979), che nel corso della sua carriera ha rappresentato la Serbia alla Biennale di Venezia del 2009, finalista al Prix de Rome, sono in edizione di 3 e hanno un prezzo di 5.500 euro. Le sculture in argento di Chiara Camoni realizzate di recente hanno un prezzo pari a 7.500 euro, mentre le sculture di Giulia Cenci, presenti anche nella sezione OnDemand oscillavano da 4mila a 7mila euro.
Loom ha proposto le opere di Paul Gees artista belga realizza sculture con tre materiali diversi, pietra, ferro e legno combinandoli per trovare soluzioni in equilibrio che rimandano all'Arte Povera, a quella Minimalista e alla Land Art. Poco conosciuto in Italia le sue opere, sculture e e disegni su carta che riproducono le sculture stesse, presentano un range di prezzo compreso tra 7mila e 15mila euro (tutti pezzi unici).
Nella sezione Emergent solo show di Sebastian Moldovan presentato dalla galleria di Bucarest Eastward Prospectus tornata per la seconda volta al miart nello stessa sezione. L'artista (1982) utilizza come media artistici il video e le installazioni site specific entrambi esposti nello stand con un range di prezzo compreso tra 3mila 8mila euro.
Klára Honsnedlová (1990) giovane artista della galleria ungherese Horizont aperta nel 2015 presente per la prima volta al miart. Il suo lavoro comprende una varietà di media tra cui fotografia, scultura, mobili, ricamo e installazioni site specific. In esposizione le tele ricamate che riproducono ritratti di persone che presentavano un range di prezzo compreso da 3.200 a 3.900 euro e sono state realizzate tutte nel 2018. Le opere dell'artista sono presenti nella collezione del Museum of Applied Art di Praga e in collezioni private di Valeria Napoletano, Robert Runtak e Mark Sanders.
Angelika Loderer (1984) artista austriaca nata nel 1984, allieva di Erwin Wurm, presentata daSophie Tappeiner, giovane gallerista alla sua prima partecipazione ad una fiera (ha aperto la galleria a maggio 2017), vincitrice del premio LCA come migliore stand nella sezione Emergent. Nonostante sia giovane, ha già ricevuto riconoscimenti ed ha già avuto mostre personali in istituzioni importanti tra cui la Secession di Vienna (2017), il Kunstverein di Salisburgo (2016) e di Dortmund (2015). “È un'artista già nota nei paesi di lingua tedesca, per cui ci sembrava importante presentarla a livello internazionale” ha dichiarato la gallerista. “Abbiamo scelto miart perché è una fiera che migliora di anno in anno, perché in Italia ci sono ottimi collezionisti e per gli aspetti formali dell'opera dell'artista”. L'artista produce sculture che intendono rendere visibile ciò che solitamente non lo è. Lavora con materiali come il bronzo - proviene da una famiglia che possiede una delle ultime fonderie in Austria - e la sabbia, che è un materiale di sostegno nella lavorazione del bronzo. I lavori sono tutti del 2018 e arrivano a 9.800 euro.
Betty Danon (1927-2002) è una riscoperta portata al miart da Tiziana Di Caro. Attiva negli anni 70-80, Danon si è ritirata a vita privata perché non sopportava il mondo dell'arte, ma ha continuato a lavorare ma senza fare mostre. Prima di ritirarsi ha partecipato alla prima mostra importante sulla Sound Art al PS1 di New York. I lavori - rari sul mercato - hanno prezzi accessibili pur essendo lavori storici proprio per la decisione dell'artista di ritirarsi dal mercato dell'arte. I dipinti venivano offerti in stand a 10.000 euro e i collage a 5.000. Nei dipinti, che saranno circa 50, realizzati tra il 1971 e il 1973, affronta la relazione tra la geometria e la psicologia jungana partendo dal cerchio, origine del mondo. La galleria Tiziana Di Caro lavora con la figlia dell'artista al riordino del catalogo e è in programma il catalogo ragionato.

Gli acquisti della Fondazione Fiera Milano. Le opere acquisite a miart 2018 da Fondazione Fiera Milano, con i 100mila euro del Fondo di Acquisizione, e selezionate dalla giuria composta dal presidente di Fondazione Fiera Milano e presidente della Giuria, Giovanni Gorno Tempini e da Martin Clark, Lorenzo Giusti ed Eva Wittocx. Queste le opere acquisite: «Il Malatino» di Diego Marcon, presentato da Ermes Ermes di Vienna e prodotto MiBACT e AMACI nell'ambito del progetto Museo Chiama Artista; «Untitled (Blattschneiderameisen)» di Jochen Lempert, presentatao da Projectesd di Barcellona; «The same heat (poppy)» di June Crespo, della P420 di Bologna; «Forging Fears: Fast Lines, Stripes Again and Whatever» di Luca Monterastelli, della Deweer di Otegem; «Untitled (Signs)» di Matt Mullican, della Mai 36 di Zurigo; Ο l’opera di Lisa Dalfino e Sacha Kanah, di Clima di Milano; «Golden Leaf» di Torbjørn Rødland, della Rodolphe Janssen di Bruxelles e «Senza Titolo» del 1989 di Paolo Icaro, di Francesca Minini di Milano.

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