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Photo London convince pubblico e collezionisti con un'offerta internazionale

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Photo London convince pubblico e collezionisti con un'offerta internazionale

L’opera di Chloé Jafé  in mostra a Photo London
L’opera di Chloé Jafé in mostra a Photo London

Giunta alla quarta edizione, la fiera per la fotografia di Londra Photo London si è decisamente espansa rispetto alla prima edizione, passando da una settantina di espositori a circa 120, tanto che per ospitarli è stato necessario installare due tendoni all'interno della Somerset House. “Le richieste di partecipazione sono state anche di più, circa 200 – hanno riferito ad ArtEconomy24 i direttori Michael Benson e Fariba Farshad, – ma abbiamo raggiunto la grandezza massima per il luogo. Dopo questi anni di sviluppo speriamo per l'anno prossimo di poterci fermare e concentrarci sulla qualità, che comunque è già alta. D'altro canto siamo una delle poche fiere la cui commissione selezionatrice è composta unicamente da curatori ed esperti di fotografia e non da galleristi.”

La storia. Per arrivare a questo livello di qualità i direttori della fiera hanno dovuto prima conquistarsi la fiducia dei maggiori dealer di fotografia. La fiera, infatti, era già partita nel 2004 sotto un'altra organizzazione, ma era fallita nel 2007. “I tempi non erano maturi per una fiera di fotografia a Londra – ha spiegato Michael Benson – perché Londra fino ad allora si era concentrata sull'arte contemporanea, diventando un punto di riferimento in questo ambito, mentre la fotografia era stata trascurata. Negli ultimi anni, però, ci sono state importanti mostre museali dedicate alla fotografia alla Tate, alVictoria & Albert Museume al Barbican Centree, inoltre, i giovani (19-30 anni) hanno mostrato un entusiasmo crescente per questa forma d'arte, per cui noi abbiamo colto questo interesse e abbiamo rilevato e rilanciato la fiera”. I risultati danno loro ragione, sia dal punto di vista dell'apprezzamento del pubblico (i visitatori di questa edizione sono stati 38.000, in linea con quelli dell'anno scorso), che dei collezionisti. Le gallerie, infatti, si sono dette soddisfatte delle vendite, agevolate dai prezzi accessibili. “Il price range va da 250 a 250.000 sterline” ha detto il direttore.

I trend. All'interno dell'offerta della fiera, ampia e diversificata, il direttore ha individuato due tendenze. Una è quella verso l'astrazione, rappresentata, per esempio, da Michael Flomen (Duran Mashaal Gallery), canadese, autodidatta, che unisce fotografia, meditazione e performance: di notte, si sdraia sulla carta fotografica posata sul bagnasciuga (il luogo dov'è nata la vita sulla terra) e si avvolge con il supporto fotografico che poi illumina con una pila. In altri lavori lascia che il negativo venga impressionato dalle lucciole dopo averlo esposto all'acqua piovana, in un tentativo di cogliere la casualità (4.000-75.000 $).
L'altra tendenza è quella del recupero di tecniche antiche nella pratica contemporanea, com'è il caso di Thomas Mailaender (Michael Hoppen Gallery), che nella serie “Skin Memories” ha recuperato antichi processi fotografici per sperimentarli sui pellami in occasione di una residenza promossa dalla società del lusso LVMH (10.000 sterline).

I giapponesi. Lo stand certamente più audace era quello della galleria Hamiltons di Londra, specialista della fotografia moderna, che ha ricostruito il “Lip Bar” di Daido Moriyama, da lui creato a Tokyo nel 2005 quando un'eccentrica padrona di un piccolo bar lo ha invitato a trasformare il suo locale per qualche mese, e lo vendeva come installazione (ed. di 3) a 60.000 sterline. Chi non poteva permettersi l'installazione, poteva consolarsi con la fotografia del bar originale a 2.200 sterline allo stand della galleria giapponeseAkio Nagasawa. La stessa galleria, che rappresenta Moriyama, ha dedicato la parete centrale del suo stand al maestro giapponese, molto influente soprattutto per la cultura dello snapshot. “Il suo mercato sta crescendo – ha riferito Satoko Okawa della galleria – soprattutto dopo la doppia personale allaTate Moderninsieme a William Klein, che ha elevato la sua reputazione”. I prezzi allo stand della galleria giapponese ammontavano a 6.500 sterline per le fotografie degli anni 70, 5.500 per quelle degli anni 80 e 4.500 per quelle degli anni 90, mentre allo stand di Hamiltons si arrivava anche a 100.000 sterline per una serigrafia unica di grandi dimensioni.
Per chi, invece, era alla ricerca dei nuovi talenti della fotografia giapponese, c'era una giovane francese che vive a Tokyo, Chloé Jafé, che ha fotografato le donne della mafia giapponese dopo un lungo processo di conquista della loro fiducia durato circa quattro anni (1.800 sterline in ed. di 5).

La nuova fotografia cinese. Rimandando in Asia, particolarmente interessanti erano le proposte dalla Cina, con artisti diversi ma legati da una preoccupazione comune: venire a capo dello sviluppo incredibilmente veloce vissuto dalla Cina negli ultimi anni a discapito delle tradizioni, dell'identità cinese e del rapporto con la natura. “La maggior parte dei fotografi cinesi che presentiamo ha una formazione artistica tradizionale – ha spiegato Hua'er, direttrice artistica della galleria See+di Pechino, – che emerge nelle loro opere”. Per esempio, Wei Bi (classe 1969) stampa le sue fotografie su carta di riso e le integra con la calligrafia (2.200 sterline in ed. di 9), mentre Zeng Yicheng (classe 1975) fotografa il Monte Giallo riprendendo lo stile proprio della pittura asiatica, di cui per secoli è stato soggetto (10.000 sterline per un'opera in sette parti in ed. di 12). “Il mercato della fotografia in Cina è agli inizi – ha dichiarato la gallerista – i collezionisti stanno iniziando adesso ad accettare questo mezzo espressivo. In termini di numero di vendite in galleria il rapporto tra la fotografia cinese e quella internazionale è pari, ma in termini di fatturato, la fotografia internazionale rende molto di più perché i prezzi della fotografia cinese sono ancora contenuti”. È d'accordo Wang Lingyun dellaOn Gallery, sempre di Pechino: “Sono soprattutto i giovani che sono stati all'estero ad interessarsi per la fotografia, per i collezionisti anziani è più difficile. E, inoltre, c'è un problema di censura, che vieta che vengano mostrati i nudi”. La galleria esponeva opere di Shen Wei, 42 anni, nato a Shanghai, attivo a New York, noto per i suoi ritratti e autoritratti in cui, in modo poetico e sensuale, riflette sui rapporti interpersonali e sui veloci cambiamenti avvenuti in Cina (3.000-5.000 sterline in edizione di tre), e Liu Tao, 33 anni, di base a Pechino, con una serie famosa in cui documenta una nota strada di Shanghai in cui i turisti si mischiano ai locali (tra 1.500 e 5.000 sterline). “Per gli artisti la questione dell'identità è molto complicata - così la gallerista -, perché il mondo dell'infanzia e quello dell'età adulta sono profondamente diversi, per cui ci si chiede: chi siamo? Che cosa abbiamo perso in questa evoluzione così rapida?”

I giovani. Altri giovani artisti da tutto il mondo erano presenti tra gli stand della fiera. Per esempio, il premio Artproof Schliemann Awardper la fotografia emergente è andato alla messicana Tania Franco-Klein, 28 anni, presentata dalla galleria Almanaque con la serie “Our Life in the Shadows”, una riflessione sull'odierna sovrastimulazione da parte della tecnologia in messe in scena in cui i colori, la luce e l'atmosfera contribuiscono a conferire un carattere ossessivo alle immagini (a partire da 2.200 sterline). Da Tehran, invece, c'era la galleria Mohsen con tre artisti iraniani: Gohar Dashti, già esposta in Italia dalla galleria milaneseOfficine dell'Immagine, con la sua serie degli interni abbandonati e riconquistati dalla natura, Mehrdad Afsari con paesaggi minimalisti (12.000 dollari per la prima edizione di 7) e Azadeh Akhlaghi con una serie intitolata “By an Eyewitness”, in cui ha ricostruito la morte di iraniani uccisi in circostanze misteriose dal 1906 (anno della rivoluzione costituzionale) al 1988 (fine della guerra Iran-Iraq) ascoltando i testimoni (4.000 $ per il portfolio in edizione di 25 e 6.500 $ per una fotografia di grandi dimensioni in edizione di 9). Due star della fotografia inglese, invece, erano presenti allo stand della galleriaTJ Boulting, tra i più piccoli della fiera ma decisamente installativo: Juno Calypso, 29 anni, con una serie realizzata nella residenza costruita sottoterra a Las Vegas, in piena Guerra Fredda, dal fondatore dell'azienda di cosmetici Avon (1.900-3.500 sterline), e Maisie Cousins, 26 anni, con fotografie di fiori, frutti e insetti, sensuali e disgustose al tempo stesso (250-2.000 sterline). Apprezzati anche i portoghesi proposti dalla galleria Carlos Carvalho, tra i quali Daniel Blaufuks, che ha fotografato le scatole con i ricordi degli ebrei scappati conservate all'Istituto Warburg, in un tentativo di raccontare la storia collettiva attraverso le immagini (10.000 euro in ed. di 3+1); Tatiana Macedo, che usa gli oggetti lasciati in giro per casa per raccontare, invece, la personalità del suo coinquilino (”The Bedroom in English”, 4.750 euro in ed. 3+2); e Tiago Casanova, che ha raccontato la trasformazione dell'isola di Madeira in seguito all'arrivo dell'uomo, con tutte le implicazioni personali, politiche e sociali, e l'ha confrontata con l'impatto dell'uomo in Islanda, un'isola con lo stesso numero di abitanti ma 500 volte più grande (985 euro per ciascuna polaroid).

Le riscoperte. Ma accanto ai giovani, si potevano trovare anche importanti artisti di una generazione più anziana, attualmente in corso di rivalutazione. Per esempio Henry Wessel, americano, classe 1942, al quale laGalerie Thomas Zander ha dedicato una grande parete con opere dagli anni ’60 ad oggi per mostrare le sue immagini della vita in California, autentiche, traboccanti di umore e luce e stampate a mano con grande maestria. “Ci sono quattro musei che adesso lo vogliono mostrare e sono in arrivo pubblicazioni presso Steidl” ha rivelato il gallerista. “Già nel ’73 ha avuto una personale al MoMA, oggi ha più di 75 anni e ha finito di stampare a mano”. I prezzi in stand andavano da 4.700 a 12.800 euro, ma per i suoi vintage si arriva a 35.000 euro.
La galleria francese Clementine de la Ferroniere, invece, presentava fotografie di Peter Mitchell, inglese, 75 anni, famoso per aver documentato per 40 anni la città di Leeds, che nel 1977 furono esposte nella prima mostra di fotografie d'arte a colori in Gran Bretagna (prezzi tra 1.400 e 3.000 euro). “All'epoca anche Martin Parr e Paul Graham fotografavano in bianco e nero – ha raccontato il fotografo stesso, presente allo stand, – perché la fotografia a colori era considerata commerciale, ma io non potevo evitarlo perché il mondo è a colori, non in bianco e nero. Ho fotografato gli edifici di Leeds e le strutture temporanee, i diners, gli spaventapasseri. Non la magnificenza, ma le piccole cose, che oggi non ci sono più e la gente le ritrova nei miei scatti. Per anni nessuno le ha notate, ma da circa cinque anni, dopo l'uscita di un libro negli Usa, sono state riscoperte e sono incominciate ad arrivare richieste su richieste di fotografie e mostre. Un po' spaventa, perché è un'industria, ma è anche meraviglioso vendere finalmente”.

L'asta di Phillips. L'ottimo stato di salute del mercato della fotografia è stato dimostrato negli stessi giorni dall'asta di Phillips a Londra, che ha raggiunto il più alto risultato mai registrato, 3,5 milioni di sterline (86% di venduto per lotto e 88% per valore) e ha stabilito il record d'asta mondiale per Helmut Newton (729.000 sterline). “Mentre continuiamo la nostra celebrazione della fotografia giapponese degli anni '70, siamo entusiasti di stabilire record d'asta mondiali per le tre donne, inclusa il lotto di copertina di Ishiuchi Miyako” hanno dichiarato Genevieve Janvrin e Yuka Yamaji, co-direttrici del dipartimento. Un vero punto di forza dell'asta è stata la collezione di Polaroid dell'italiano Piero Bisazza dell'omonima azienda di mosaici, venduta al 100%.

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