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Aste, richiesti diamanti di alta caratura e gioielli firmati dalle grandi…

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Aste, richiesti diamanti di alta caratura e gioielli firmati dalle grandi maison

Il Ponte Casa d’aste. Orologio da polso da donna Bulgari in oro bianco con bracciale tubogas anni '70-80 con movimento a carica manuale, stimato 5.500-6.000 euro, realizzo 12.500 euro
Il Ponte Casa d’aste. Orologio da polso da donna Bulgari in oro bianco con bracciale tubogas anni '70-80 con movimento a carica manuale, stimato 5.500-6.000 euro, realizzo 12.500 euro

A maggio si sono concentrate molte aste di gioielli e orologi in Italia con la partecipazione anche questa volta di collezionisti stranieri che hanno puntato sulle pietre più importanti e rare, come uno splendido zaffiro del Kashmir battuto per 545mila euro nella prima asta semestrale di Faraone. Rimangono in vetta ai desideri i diamanti di alta caratura, le creazioni orafe della grandi maison italiane e internazionali tra cui Bulgari, Buccellati, Van Cleef & Arpels, i gioielli d'artista (da Minerva ha brillato questa volta una spilla in oro e diamanti ideata da Giuseppe Capogrossi) e i coralli. Se nel settore degli orologi rimangono in vetta i Rolex e i Patek Philippe, si è prestata attenzione a marchi vintage, come gli Universal e i Vacheron Constantin.

Gioielli d’artista sugli scudi. La vendita romana di gioielli, orologi e argenti dell'8 maggio pressoMinerva Auctionsdel Gruppo Finarte ha realizzato 778.362,50 euro col 74% di lotti venduti. “Bulgari, Cartier, Mario Buccellati, tutte le grandi firme continuano a catturare l'interesse di collezionisti privati italiani ed internazionali” spiegano gli esperti della Casa. “Grande successo riscuotono i gioielli d'artista, come la spilla di Giuseppe Capogrossi in oro bicolore e diamanti taglio brillante incolore e fancy yellow per circa 6 carati, del 1969 che ha realizzato 22.500 euro, contro una stima di 10-20mila. Cresce l'interesse per i coralli, confermato da una collana in corallo che da una base di 1.000 euro è arrivata ad un'aggiudicazione di 7.500”. Tra i top lot, un bracciale in platino e diamanti del 1930 circa con tre diamanti taglio vecchio per circa 5 carati, diamanti taglio baguette per circa 30 carati che da una stima di 23-33mila euro ne ha realizzati 42.500.

Acquisti stranieri. La prima vendita semestrale dell'anno di Faraone Casa d'Aste tenutasi il 14 maggio presso il Four Seasons Hotel di Milano ha realizzato 1.210.000 euro con un prestigioso top lot combattuto a suon di rilanci da parte di 12 differenti clienti stranieri collegati via telefono: uno splendido anello in platino con zaffiro Kashmir, con un taglio cuscino di circa 9 carati contornato da diamanti taglio brillante e baguette per circa 1 carato, stimato 100-200mila euro, ne ha realizzati 545mila. Importante risultato anche per una demi-parure di Van Cleef & Arpels composta da anello e orecchini in platino con 14 carati di diamanti taglio brillante e 15 carati di rubini tondi: da una stima di 15-18mila euro è volata a 60mila. Ambiti anche i grandi smeraldi: un anello in platino con smeraldo ottagonale di circa 4,65 carati contornato da diamanti taglio brillante e baguette per circa 3 carati, stimato 14-20mila euro ne ha realizzati 30mila.

La provenienza paga. Il 16 e 17 maggio è stata la volta de Il Ponte Casa d'astedi Milano con due vendite: la prima dedicata ai gioielli con un fatturato di 1.941.337 euro, 79% di lotti venduti e il 138% del venduto sul valore, la seconda dedicata agli orologi con un fatturato di 111.100 euro, il 70% di lotti venduti e il 113% del venduto sul valore. “Ancora una volta l'asta di gioielli” commenta Luca Ghirondi, esperto del Dipartimento, “si è contraddistinta per la grande presenza di acquirenti nazionali ed internazionali , provenienti da Israele, America, India, Oriente ed Europa. Tra le migliori aggiudicazioni, due anelli con al centro due zaffiri Kashmir che, partendo una valutazione di 60-90mila e di 80-120mila euro sono stati venduti a 275mila e 250mila rispettivamente triplicando la stima iniziale (il primo con due diamanti rotondi taglio brillante vecchio europeo per 3,08 carati ai lati di uno zaffiro Kashmir di 8,10 carati). Un diamante di 5,67 carati rotondo taglio brillante moderno europeo contornato da pavé di diamanti rotondi per 9,86 carati su anello in oro bianco da una stima di 100-120mila euro ne ha realizzati 181.250. Molto apprezzati anche i gioielli provenienti da importanti famiglie italiane”.
Nella vendita di orologi, un orologio da polso da donna Bulgari in oro bianco con bracciale tubogas anni '70-'80 con movimento a carica manuale, stimato 5.500-6.000 euro ne ha realizzati 12.500.

Rilanci sugli orologi. Vendita di orologi anche presso Meeting Artdi Vercelli dal 16 al 27 maggio con un fatturato di 1.659.577,50 euro e il 69,21% dei lotti venduti. Come ha illustrato Carola Casazza, vicepresidente della Casa ed esperta nel settore: “Ormai il mercato degli orologi è esploso in tutto il mondo e la Meeting Art che ormai propone i propri cataloghi in versione bilingue può annoverare clienti statunitensi, svizzeri ed europei. In fatto di trend, oltre ai Rolex e Patek Philippe che restano gli orologi più ricercati, ma anche i più impegnativi da un punto di vista economico, si sono registrate ottime aggiudicazioni su Universal (un cronografo degli anni '40 ref. 22430 C con base di partenza 20mila euro ne ha realizzati 29mila), un Vacheron Constantin anni '50 è stato aggiudicato per 15mila euro”. Tra i top lot, un Rolex Oyster cronografo anti-magnetico “dato-compax” ref. 6036 del 1952, con base 60mila euro, ne ha realizzati 76mila, mentre un Patek Philippe Geneve Nautilus “jumbo” ref. 3700/1 del 1980 con base 30mila è volato a 70mila euro!

Le grandi firme. Gioielli e orologi da Cambi Casa d'Aste il 22 e 23 maggio a Milano con un fatturato totale di quasi 2,4 milioni di euro e una partecipazione straniera molto alta, pari al 73%. Come da previsioni i risultati migliori si sono ottenuti grazie ai gioielli di firma, Webb, Buccellati, Bulgari, e ai diamanti di grande qualità. Uno per tutti è certamente il top lot dell'asta, uno diamante da 6 carati taglio brillante colore F, purezza VVS, aggiudicato a 200mila euro contro una stima di 70-90mila. Grande interesse pure per un purissimo rubino Burma da 4,38 carati venduto per 82.500 euro contro una stima di 35-45mila.
Il catalogo di orologi da polso e da tasca ha presentato pezzi vintage e moderni di grande qualità: molto apprezzati alcuni Rolex tra cui un Oyster Superlative Chronometer ref. 6265-6263 in oro giallo del 1985 venduto per 68.750 euro (stima 55-70mila) e un Oyster Perpetual Ref. 16523 in acciaio e oro che da 11mila di stima è salito fino a 37.500 euro. Per quanto riguarda il vintage, due Universal Genève in acciaio hanno raddoppiato le stime iniziali: un ref. 22414 con scala tachimetrica e quadrante ausiliare “memento” del 1941 e un ref. 885103-02 del 1970, venduti entrambi a 20mila euro.

Eredità Unicef. La vendita di gioielli del 23 maggio diColasanti casa d'aste di Roma ha fatturato 655mila euro col 70% di lotti venduti, confermandosi un punto di forza nel planning annuale della Casa, come ha illustrato la direttrice Raffaella Colasanti: “La vendita ha goduto di un forte successo anche grazie all'UNICEFche ha messo all'incanto gioielli provenienti da donazioni ed eredità (come un anello solitario in oro bianco con diamante taglio brillante da 2,50 carati colore M purezza VS/SI e diamantini, provvisto di certificato I.G.M. venduto per 5.900 euro contro una stima di 1.000-1.500). Inoltre gioielli firmati da Bulgari, Cartier e Buccellati hanno attirato l'attenzione di clienti privati nazionali ed internazionali (un topazio fumè di Ekaterinburg Russia, XIX sec., di forma tetra decagonale, inciso a basso rilievo con i 12 segni zodiacali, già collezione Bulgari Roma, ha realizzato 6.800 euro contro una stima di 2-3mila, mentre un anello in oro bianco di Mario Buccellati di forma ovale con tre diamanti taglio brillante da 0,70 carati e purezza VS/SI e altri diamantini per 0,90 carati ha realizzato 13mila euro contro una stima di 5-8mila)”.

Brillanti e smeraldi. La vendita del 28 e 29 maggio di gioielli e orologi diSant'Agostino Casa d'Aste di Torino ha superato i 500mila euro di fatturato. Il girocollo pubblicato in copertina del catalogo, anni '60 con diamanti taglio brillante, navette e baguette per un totale di 16,5 carati e rubini taglio rotondo per circa 30 carati, da una base di 6mila euro ne ha realizzati 11mila, acquistato da un privato torinese. Successo per due demi-parure del celebre orefice Costantino Repossi, di cui una con due smeraldi colombiani taglio ottagonale per 1,50 carati e diamanti taglio brillante per 1,20 carati venduta per 8.500 euro contro una stima di 3mila, mentre una spilla Buccellati di forma ovale interamente lavorata a pizzo con diamanti per circa 8 carati è stata aggiudicata a 9.100 euro contro una base di 6mila.

Diamanti e orologi. La vendita di gioielli e orologi del 29 e 30 maggio di Wannenes Art Auctionsdi Genova ha totalizzato 2.459.98 euro col 68,9% di lotti venduti e il 111,6% del venduto sul valore. Da soli, i gioielli hanno fatturato 1.174.342 euro col 66,8% di lotti venduti e il 99,4% del venduto sul valore. In questa vendita, come illustrato da Benedetta Romanini e Teresa Scarlata, “il diamante è stato protagonista, con due esemplari taglio vecchio e misure in carati decisamente interessanti, mentre per gli orologi i must delle più importanti marche hanno confermato un interesse costante da parte del collezionismo di settore”. Top lot, un paio di orecchini a clip in oro, argento e diamanti, ciascuno con un diamante di taglio vecchio del peso di 8 carati, sono stati esitati a 81.500 euro, mentre un anello in oro e diamante al centro, taglio brillante da 6,68 carati, è stato battuto a 40mila euro”. Tra gli orologi un Rolex Daytona in oro Ref. 16518 del 1994 è stato esitato a 16.250 euro e un Patek Philippe in oro rosa, ref. 1491 del 1953 ha spuntato 15.360 euro.

Preziosi rari. A conclusione delle aste di maggio, anche Pandolfinidi Firenze ha organizzato il 30 una doppia asta di gioielli e orologi (oltre 1,4 milioni di euro per i primi, 540mila euro per i secondi). Si conferma un trend nei gioielli rivolto verso gli oggetti molto rari e interessanti, come evidenziato da Cesare Bianchi, responsabile nel settore. Top lot, un elegante paio di orecchini dei primi anni del ‘900 che montavano, in argento, due diamanti taglio antico per un totale di 14 carati, aggiudicati per 137.200 euro. Alta caratura di 6,08 carati anche per un diamante taglio ottagonale montato su un anello in platino passato di mano per 58.75 euro. Una perla naturale assai rare, grigia con sfumature tendenti al rosa, montata tra due coppie di diamanti al centro di un anello ha chiuso a 90mila euro, dopo una lunga serie di rilanci tra diversi acquirenti collegati al telefono e presenti in sala.
In fatto di orologi, Andrea De Miglio ha rilasciato un parere sull'asta: “i Rolex vintage sono sempre protagonisti importanti così come le rarità delle altre grandi firme dell'orologeria internazionale. I vintage eccellenti costituiscono un ottimo investimento destinato a crescere nel tempo, regola non scritta che i collezionisti più attenti hanno perfettamente compreso”. Top lot della vendita, un Rolex Padellone in oro rosa degli anni '50 che, simbolo di un'epoca e prodotto in pochissimi esemplari, è entrato in una nuova collezione per 97.500 euro. Tre esemplari Rolex Daytona sono stati aggiudicati, il primo in acciaio del 1967 (60mila euro), il secondo del 1971 con quadrante nero (52.500 euro) e il terzo del 1972 con quadrante argentato (48.750 euro).

Bracciale firmato. Il 13 giugnoAntiquariato Boettodi Genova chiude la stagione primaverile nel settore dei gioielli con una vendita che ha fatturato 190mila euro su un valore di catalogo di 320mila, aggiudicando il 65% dei lotti proposti. Il top lot è stato un importante bracciale in oro giallo e bianco firmato David Webb a forma di testa di cavallo con incastonati diamanti naturali taglio brillante per circa 2,50 carati, due rubini naturali per un totale di 0,40 carati e smalto tinta avorio, venduto per 14mila euro. Come ha dichiarato Paolo Capozzi, responsabile della Casa: “i compratori per circa l'80% dei casi sono stati clienti privati, di questi un 60% di cittadinanza italiana ed un 40% clienti esteri soprattutto francesi, americani e come oggi sempre più spesso avviene clienti dell'Europa dell'est”.

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