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Dopo la fusione, Finarte e Minerva raddoppiano il fatturato del primo…

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mercato dell’arte

Dopo la fusione, Finarte e Minerva raddoppiano il fatturato del primo semestre

Francesco Lojacono, Marina, 1886, stima € 20.000-30.000, venduto per € 25.000
Francesco Lojacono, Marina, 1886, stima € 20.000-30.000, venduto per € 25.000

Il primo semestre 2018 delGruppo Finartesi è concluso con un fatturato di 10.449.633 milioni di euro, ben il doppio rispetto allo stesso periodo del 2017 (+103,5%). I lotti offerti sono stati 3.773 in dieci aste (otto nel primo semestre 2017) di cui venduti 2.069 con un prezzo medio tra i 2.000 e i 5.000 euro. Il settore a più alto aggiudicato è stato per Finarte quello delle automotive con 3.008.069 euro e per Minerva quello dei dipinti antichi e dell'arte del XIX secolo con 1.042.225. Il top lot del semestre per il Gruppo è stata una Fiat 8V, telaio n. 106.000052, con 37 gare all'attivo, stimata 2-2,5 milioni e venduta a 2.147.450. euro. Ha commentato i risultati Fabio Massimo Bertolo, Auction Manager di Minerva.

Com'è andato il primo semestre del 2018 rispetto al 2017?
Il primo semestre 2018 ha segnato un ottimo risultato con oltre 10 milioni di fatturato, il primo vero segnale concreto della fusione Finarte-Minerva avvenuta esattamente un anno fa. I dieci milioni raggiunti pongono il gruppo Finarte ai primi posti in Italia, segno che la sinergia tra le due case d'asta finalmente unificate sotto lo storico marchio Finarte sta cominciando a dare i suoi frutti. Il panorama italiano, frammentato e disomogeneo, ha bisogno di una spinta verso la fusione e l'aggregazione di realtà che solo in questo modo possono uscire dall'ambito locale per imporsi a livello internazionale.

Rispetto al primo semestre 2017 è cambiato il numero e la tipologia di aste?
Rispetto al 2017 il gruppo ha aggiunto due vendite, nuove e significative: quella di Design e arti decorative e quella di Automotive, con un'appendice di Moto. Queste ultime due sono vere novità sul panorama italiano, soprattutto per il livello altissimo di qualità e selezione dei lotti proposti. Un esperimento che ha dato già i suoi frutti, visto che con oltre 3,5 milioni di euro il reparto di Automotive si colloca al primo posto in Italia tra i suoi omologhi.

Quali sono le tendenze osservate nei vari segmenti?
Si è osservata una tendenza generale all'allargamento del bacino di compratori, non solo stranieri ma anche italiani nuovamente attratti dalla qualità e ampiezza dell'offerta. L'aumento generalizzato delle percentuali di venduto, rispetto a qualche anno fa, segnala un'inversione di tendenza significativa: l'oggetto d'arte è di nuovo percepito come bene rifugio e come alternativa ad investimenti più rischiosi. La rinnovata fiducia dei compratori stranieri, anche favorita dalle nuove normative in materia di circolazione delle opere d'arte, completa il quadro di un positivo recupero del mercato delle aste.

Qual è la percentuale di acquirenti stranieri? Da quali nazioni? In quali aste partecipano maggiormente e che cosa comprano?
La percentuale di stranieri si attesta mediamente intorno al 30%, con una prevalenza di europei e americani. Sono interessati all'arte contemporanea, all'antico, ai libri e alla fotografia, in primis. L'acquisto record della Fiat 8V (record mondiale per la vettura, aggiudicata a 2.147.450 €) oltre a rappresentare il lotto con la più alta aggiudicazione in Italia nel semestre, è stato un importante acquisto internazionale da parte di un facoltoso americano possessore di una straordinaria collezione di auto d'epoca.

Ci sono nuovi collezionisti italiani? Chi sono? Che età anno? Qual è la professione? Qual è la provenienza geografica? Che cosa comprano?
I nuovi collezionisti italiani si muovono soprattutto nel settore della fotografia, del contemporaneo e del gioiello/orologio, d'artista e non. Sono professionisti intorno ai 40 anni che in parte hanno ereditato la passione collezionistica dai genitori, in parte si sono autonomamente avvicinati al mondo dell'arte stimolati dall'offerta costante di mostre in Italia e all'estero. Sono compratori dinamici, che si muovono con disinvoltura sulle piattaforme online piuttosto che frequentare le sale d'asta, con interessi precisi e budget di acquisto controllati. Amano documentarsi, studiare personalmente opere e artisti prima di effettuare le offerte.

Come cambia il profilo di chi vende?
Solo in pochi settori si osserva un reale ricambio generazionale, direi soprattutto nell'arte Moderna e Contemporanea, con una generazione interessante di trenta-quarantenni molto attivi sia sul versante delle fiere (italiane e internazionali) che delle vendite all'asta. Geograficamente posizionati al centro-nord Italia, sono attirati dal glamour legato al mondo dell'arte, frequentano ambienti esclusivi e considerano l'arte uno status symbol…un po' come accadeva nei favolosi anni Ottanta.

Quali sono i settori del collezionismo su cui puntate perché pensate possano avere un margine di crescita ulteriore?
Di sicuro il settore dell'Automotive rappresenta una sfida continua e appena avviata. Vorremmo aprire un reparto Vini (in primavera) e un settore di Fashion Vintage, che includa anche memorabilia pop, cinema e sport. Il design e le arti decorative hanno ancora ampi margini di crescita, che cercheremo di sviluppare nei prossimi 6-12 mesi.

Quali sono le attese e le strategie per il secondo semestre?
Il secondo semestre si pone come obiettivo un consolidamento ulteriore dei risultati del gruppo Finarte, con un calendario fitto di 10 aste dei settori tradizionali che si concluderà con un'asta finale pre-natalizia di Grafica a Roma (13 dicembre), interessante per qualità e ampiezza dell'offerta. Il gruppo si propone di consolidare la sua posizione di rilievo nel settore del Moderno e Contemporaneo, dove l'offerta congiunta Roma-Milano sembra rappresentare una stimolante sfida nel panorama nazionale. L'idea è quella di far comunicare sempre più le due vendite clou del gruppo, creando interessanti sinergie nei due cataloghi curati rispettivamente da Alessandro Cuomo a Milano e da Georgia Bava a Roma. Anche nel settore dell'antico e dell'Ottocento puntiamo ad un rafforzamento e miglioramento dei risultati del I semestre, individuando Roma come centro propulsivo del mercato italiano: la tradizione e la storia ancora passano per i Palazzi romani, come confermato dalla vendita di fine maggio con aggiudicazioni per oltre un milione di euro (segnata dall'ottimo risultato di un Fondo oro e di un'importante Gericault).
Altro ambito da approfondire è quello delle trattative private, un settore ancora poco sviluppato in Italia, ma che il gruppo Finarte vuole strutturare e organizzare in modo nuovo e dinamico, avviando importanti sinergie con istituti di credito, banche di investimento, advisor etc.

Circolazione internazionale: dall'introduzione della riforma del Ddl concorrenza (agosto 2017) quali semplificazioni e quali difficoltà avete incontrato all'esportazione di beni artistici? Sull'applicazione delle soglie di valore avete riscontrato atteggiamenti di freno o ostruzionismo da parte degli uffici esportazione delle Soprintendenze?
L'applicazione del Ddl concorrenza è ancora agli esordi, con delle visibili difficoltà da parte degli uffici esportazione ad accettare ed applicare la nuova normativa, che ormai è legge da un anno. Questo comporta un rallentamento delle operazioni nell'incertezza dei moduli da usare, delle tempistiche da applicare etc. La nostra sensazione è di una situazione di stallo, con una prassi ancora non ben definita dai vari uffici. I vantaggi, in termini di velocizzazione e semplificazione delle pratiche, ancora dunque non ci sono stati.

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