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Farsettiarte dimezza il fatturato del primo semestre

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Farsettiarte dimezza il fatturato del primo semestre

Asta Farsettiarte dell'8 e 9 giugno 2018: lotto 556, Alberto Savinio, Pégase, olio su tela, cm 74x62, stima 200-300.000 euro, venduto per 272.200 euro, Courtesy Farsettiarte
Asta Farsettiarte dell'8 e 9 giugno 2018: lotto 556, Alberto Savinio, Pégase, olio su tela, cm 74x62, stima 200-300.000 euro, venduto per 272.200 euro, Courtesy Farsettiarte

Nei primi sei mesi del 2018 la casa d'aste Farsettiarte con sede a Prato, Milano e Cortina ha dimezzato il suo fatturato, passato da 10 milioni del primo semestre 2017 a 5 milioni di questo semestre. I lotti offerti sono stati 1.130 di cui 680 venduti con un prezzo medio pari a 7.350 euro. Le percentuali di venduto sono state del 60% sia per lotto che per valore. Il settore a più alto aggiudicato è stata l'arte moderna e contemporanea con 4.000.000 euro. In questo segmento c'è stato il top lot del semestre: un olio su tela di Alberto Savinio, “Pégase”, cm 74 x 62, stimato 200-300.000 euro e venduto per 272.200 euro. Ha commentato il semestre il responsabile della succursale di Milano, Gabriele Crepaldi.

Com'è andato il primo semestre del 2018 rispetto al 2017?
Mentre nel primo semestre del 2017 le due vendite all'asta avevano totalizzato dieci milioni di euro, in questo primo semestre le vendite si sono fermate a cinque milioni di euro.

Rispetto al primo semestre 2017 è cambiato il numero e la tipologia di aste?
Sia nel primo semestre 2017 che nel primo semestre 2018 sono state organizzate due vendite all'asta: una di antiquariato e una di arte moderna e contemporanea.

Quali sono le tendenze osservate nei vari segmenti?
Prosegue la tendenza degli ultimi anni: le vendite di dipinti antichi sono in forte calo. Le vendite di opere d'arte del XIX secolo sono stabili. Crescono le vendite di arte moderna e contemporanea, in particolare le opere astratte concettuali degli artisti noti a livello internazionale.

Qual è la percentuale di acquirenti stranieri? Da quali nazioni? In quali aste partecipano maggiormente e che cosa comprano?
Le offerte da parte di acquirenti stranieri coprono circa il 20% delle vendite. Gli acquirenti provengono per lo più da Francia, Belgio, Svizzera, Inghilterra, Germania e Stati Uniti.

Asta Farsettiarte del 20 e 21 aprile 2018: lotto 564, Giovanni Fattori, Bivacco di militari e cavalli, olio su tela, cm 45x97, stima 200-300.000 euro, venduto per 223.400 euro, Courtesy Farsettiarte

Ci sono nuovi collezionisti italiani? Chi sono? Che età anno? Qual è la professione? Qual è la provenienza geografica? Che cosa comprano?
Tra i nuovi clienti spiccano alcuni liberi professionisti tra i trenta e i quarant'anni, residenti in Piemonte, Lombardia, Veneto, che acquistano per lo più opere astratte di artisti attivi alla fine del Novecento e nei primi anni del nuovo secolo. Non è chiaro se lo facciano per fini speculativi (quindi con la speranza di rivendere le opere nel giro di pochi anni ad un prezzo più alto di quello d'acquisto) o per autentica passione e interesse artistico (e quindi con lo scopo di creare una vera e propria collezione, destinata a durare nel tempo).

Come cambia il profilo di chi vende?
Sembra in aumento l'acquirente investitore, che compra nella speranza di un guadagno in tempi brevi. Sembra scomparire l'acquirente amatore, che compra per passione artistica, senza badare alle mode e ai dati di mercato.

Chi sono gli artisti e i movimenti artistici sottovalutati?
A nostro parere le opere figurative realizzate tra le due guerre mondiali, il cui prezzo non corrisponde al valore storico e artistico.

Quali sono i settori del collezionismo su cui puntate perché pensate possano avere un margine di crescita ulteriore?
Arte moderna e contemporanea.

Quali sono le attese e le strategie per il secondo semestre?
Stiamo selezionando le opere da inserire nelle prossime vendite all'asta curando in maniera particolare la documentazione delle opere (archiviazione, bibliografia, esposizioni, etc. etc.), lo stato di conservazione (molte opere d'arte eseguite negli ultimi decenni necessitano già, per la loro natura, di restauri e interventi conservativi) e, ovviamente il giusto rapporto tra qualità e prezzo.

Circolazione internazionale: dall'introduzione della riforma del Ddl concorrenza (agosto 2017) quali semplificazioni e quali difficoltà avete incontrato all'esportazione di beni artistici?
Per l'esportazione delle opere tra i 50 ed i 70 anni le procedure sono ancora troppo lente. Per l'esportazione delle opere più vecchie di 70 anni, ma il cui valore non supera la cifra di 13.500 euro, per le quali dovrebbe valere l'autocertificazione, non sono ancora stati elaborati i decreti attuativi e quindi è tutto bloccato.

Sull'applicazione delle soglie di valore avete riscontrato atteggiamenti di freno o ostruzionismo da parte degli uffici esportazione delle Soprintendenze?
La legge è stata approvata nel mese di agosto 2017. A luglio 2018 mancano i decreti attuativi, indispensabili per mettere in pratica la legge. Evitiamo commenti.

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