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Capitoliumart punta sulla qualità e aumenta il fatturato semestrale

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mercato dell’arte

Capitoliumart punta sulla qualità e aumenta il fatturato semestrale

Arte CineseQuaderno con disegni di fiori ed iscrizioni firmato Wu Changshuo (1844-1927) Inchiostro e colori su carta41,50 x 17,50 x 0,00 cmContenente 12 acquerelli su carta, ognuno raffigurante un fiore diverso. Iscrizioni con sigilli su ogni tavola. Copertina ricoperta in seta verde decorata a motivo vegetale.Stima minima/massima: 2.000 € - 3.000 €Base d'asta: 1.500 €Aggiudicazione: 17.690 €Courtesy Capitoliumart
Arte CineseQuaderno con disegni di fiori ed iscrizioni firmato Wu Changshuo (1844-1927) Inchiostro e colori su carta41,50 x 17,50 x 0,00 cmContenente 12 acquerelli su carta, ognuno raffigurante un fiore diverso. Iscrizioni con sigilli su ogni tavola. Copertina ricoperta in seta verde decorata a motivo vegetale.Stima minima/massima: 2.000 € - 3.000 €Base d'asta: 1.500 €Aggiudicazione: 17.690 €Courtesy Capitoliumart

Il primo semestre 2018 della casa d'aste Capitoliumart di Brescia si è concluso con un fatturato di 2.899.970 euro, in crescita rispetto al primo semestre 2017. I lotti venduti sono stati 1.631 su 3.449 offerti con un prezzo medio di 1.778 euro. Le percentuali di venduto sono state del 47% per lotto e del 57% per valore. Il settore a più alto aggiudicato è stata l'arte moderna con 1.374.867 euro. Il top lot un dipinto di Hans Hartung, «T1963 - U22» del 1963, stimato 100-120.000 euro e venduto a 134.434 euro. In questa intervista al responsabile arte moderna e contemporanea Gherardo Rusconi, il trend della casa d’asta.

Com'è andato il primo semestre del 2018 rispetto al 2017?
Il primo semestre di quest'anno è andato molto bene con un andamento in positivo del 46%.
La logica quadrimestrale degli anni scorsi è stata abbandonata e ci siamo allineati alle altre case d'asta concentrando le aste secondo un andamento semestrale. I numeri quindi indicano una percentuale di crescita fuorviante che andrebbe ridotta, ma non al di sotto del 30%. I dati sono dunque incoraggianti e premiano le nuove strategie (sia dal punto di vista del marketing che dell'organizzazione interna) introdotte nel 2017.

Rispetto al primo semestre 2017 è cambiato il numero e la tipologia di aste?
Le aste sono bene o male rimaste le stesse. È diminuito il numero dei lotti presentati così come la percentuale di venduto sul numero totale degli stessi. È aumentata, invece, dal 49% al 57% la percentuale del venduto calcolata sulle riserve. Il lavoro è stato quindi orientato maggiormente sulla selezione delle opere e sulla ricerca e cura del cliente. 


Quali sono le tendenze osservate nei vari segmenti? 

La tendenza del collezionismo in tutti i segmenti è sempre maggiormente mirata alla sicurezza dell'acquisto sia
dal punto di vista dell'originalità che dell'investimento. 


Qual è la percentuale di acquirenti stranieri? Da quali nazioni? In quali aste partecipano maggiormente e che cosa comprano? 

L'incidenza degli acquisti stranieri permane intorno al 40% sul numero totale delle transazioni ma aumenta sul valore delle aggiudicazioni toccando in alcune vendite anche il 70%. Sono maggiormente presenti nelle aste di arte orientale e design. Nelle aste di arte moderna e antica si aggiudicano quasi tutta la fascia medio-alta.

Ci sono nuovi collezionisti italiani? Chi sono? Che età anno? Qual è la professione? Qual è la provenienza geografica? Che cosa comprano?

Non ci sono nuovi clienti italiani. Il profilo è lo stesso ma la capacità di acquisto è aumentata, soprattutto, per quanto ci riguarda, nel design dove diversi top lot sono stati aggiudicati a clienti italiani. 


Come cambia il profilo di chi vende?
La nostra Casa d'aste è fortemente legata alla committenza privata che non rivela cambiamenti di profilo. La spinta alla vendita è alimentata da un ampio spettro di necessità o prospettive. C'è chi vende per bisogno, chi per strategia (tendenzialmente per cambiare investimenti o per metterli a frutto) o chi semplicemente per questioni organizzative come nei casi delle divisioni ereditarie o dei cambiamenti di locazione. 


Chi sono gli artisti e quali i movimenti artistici sottovalutati?

Come casa d'aste siamo convinti che non ci pertenga indicare chi meriti maggior mercato in virtù delle qualità artistiche proprie o di un movimento di appartenenza. Possiamo valutarne le possibilità di crescita economica sulla base di una storicità che indichi elementi comuni con casi di successo. Al momento la schiera è folta ma le indicazioni sono ancora deboli. Per proiezioni a breve termine è forse meglio aspettare le aste di fine anno. Nel lungo termine, invece, sicuramente la faranno da padrone le opere più significative per qualità, unicità e curriculum dei grandi artisti del Novecento. Sicuramente da evitare i fuochi di paglia.

Quali sono i settori del collezionismo su cui puntate perché pensate possano avere un margine di crescita ulteriore?
Sicuramente il design ha ancora molto da esprimere. C'è molto entusiasmo sia nella proposta che nella vendita. Gli acquirenti italiani sono inoltre in crescita anche su valori di fascia medio alta, il che è un ottimo segnale. 


Quali sono le attese e le strategie per il secondo semestre?
L'obiettivo è di affinare le strategie che si sono dimostrate virtuose. Per adesso non è prevista l'apertura di nuovi dipartimenti cosa che probabilmente avverrà nel 2019. 


Circolazione internazionale: dall'introduzione della riforma del Ddl concorrenza (agosto 2017) quali semplificazioni e quali difficoltà avete incontrato all'esportazione di beni artistici? Sull'applicazione delle soglie di valore avete riscontrato atteggiamenti di freno o ostruzionismo da parte degli uffici esportazione delle Soprintendenze? 

Per il momento le semplificazioni del “DDL Concorrenza” non sono ancora operative, si attende il via libera una volta chiariti dal ministero i dettagli sull'applicazione delle soglie di valore. 


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