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Tate: alla Modern visitatori e profitti da fundraising in calo

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musei e biennali

Tate: alla Modern visitatori e profitti da fundraising in calo

Calano a 5,7 milioni da 6,4 milioni i visitatori della Tate Modern nella gestione 2017-18 che si è chiusa lo scorso marzo. Il calo, secondo quanto indicato nella relazione annuale, era atteso dopo l'inaugurazione della nuova ala, Blavatnik Building, nella gestione 2016-17. Le altre tre sedi dell'istituzione, Tate Britain, Tate St Ives e Tate Liverpoolhanno registrato un aumento dei visitatori: alla Tate Britain sono saliti a 1,5 milioni (di cui 477.000 per la mostra David Hockney), Tate St Ives a 213.000 dopo aver completato la ristrutturazione e la riapertura nel mese di ottobre, e alla Tate Liverpool i visitatori sono aumentati a 643.000 da 636.000. Proseguendo nell'analisi dell'utenza sono in crescita il numero di unique user del sito web passato da 15 a 17 milioni dopo i significativi investimenti sia nel sito web sia nel progetto della piattaforma digitale.

Il conto economico La gestione 2017-18 ha generato risorse proprie in calo del 9% a 111 milioni di sterline. Se da un lato l'istituzione ha beneficiato di maggior ricavi derivanti dalla biglietteria (saliti a 38,6 milioni da 33,3 milioni di sterline) e dalle attività accessorie (ristorazione e book shop), dall'altro ha registrato una diminuzione dei proventi da raccolta fondi (scesi a 34,3 milioni da 50,5 milioni di sterline) in seguito al completamento del progetto di espansione della Tate Modern nel 2016-17. Inoltre, il numero di opere d'arte donate nella gestione 2017-18 è diminuito del 24% a 15,884 milioni di sterline. Tra le opere donate «The Window» 1966-67 e «Lock» 1952, entrambe di Sir Anthony Caro accettate dal governo in cambio delle imposte di successione della collezione del defunto Sir Anthony Caro, offerte dall'Estate di Lady Caro (Sheila Girling).
Nel complesso i proventi sono stati 149 milioni di sterline (162 milioni di sterline nel 2016-17), di cui 38 milioni di sterline (40,2 milioni l'anno prima) quale contributo governativo. A fronte di costi operativi per 149,3 milioni di sterline (140,5 milioni nel 2016-17) la gestione operativa si è chiusa con un sostanziale pareggio (saldo positivo pari a 23,5 milioni nel 2016-17).
Sul fronte patrimoniale a fine marzo 2018 il fondo di dotazione dell'istituzione museale, per effetto del sostanziale pareggio, ammontava a 1,63 miliardi di sterline in linea con quello della gestione precedente.

Stipendi. Nella gestione 2017-18 Sir Nicholas Serota che ha lasciato l'incarico nel maggio 2017 ha percepito uno stipendio pari a 213.480 sterline, ammontare che comprende un bonus per 27.845 sterline. Lo stipendio da giugno 2017 della nuova direttrice Maria Balshaw è stato pari a 189.750 sterline.

Reddito da investimenti. Il target di rendimento degli investimenti in strumenti finanziari di parte del fondo ha un obiettivo minimo del 2,5%. I proventi e il capital gain generati devono essere utilizzati secondo quanto indicato nelle diverse donazioni. Nell'anno passato il rendimento è stato del 3,6% (18,6% nel 2016-17).

Le attività accessorie. Le principali attività accessorie fanno capo a Tate Enterprises Limited che, attraverso le divisioni Tate Enterprises, Tate Catering e Tate Commercial, si occupa della gestione dei servizi di ristorazione, servizi accessori a beneficio dei visitatori, della pubblicazione e della vendita di libri, di altri prodotti e merchandising associati alla Collezione, degli eventi sponsorizzati, dell'affitto degli spazi, delle corporate membership, education e di alcuni servizi media per il sito web dell'istituzione. Il fatturato complessivo di Tate Enterprises Ltd è stato di 19,8 milioni di sterline (17.344.000 nel 2016-17) con un contributo netto di 2,22 milioni di sterline (1.309.000 nel 2016-17). Il successo delle esposizioni si è, infatti, riflesso nell'elevata spesa secondaria nei negozi durante le mostre di David Hockney alla Tate Britain, Modigliani e poi Picasso alla Tate Modern. Il 2017-18 è stato anche un anno positivo per Tate Catering, che ha conseguito un contributo netto di 1,15 milioni di sterline (38.000 nel 2016-17) per il maggior appeal dei ristoranti e dei caffè da parte del pubblico in seguito anche alla trasformazione digitale, con la creazione di pacchetti di catering online, legati al programma di mostre a pagamento che si sono riflessi in un aumento consistente delle vendite.

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