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Cambi si prepara al secondo semestre 2018 con quattro nuovi dipartimenti

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mercato dell’arte

Cambi si prepara al secondo semestre 2018 con quattro nuovi dipartimenti

Rubino Burma
Rubino Burma

Il primo semestre diCambi Casa d'astedi Genova si è concluso con un fatturato di 13.560.000 euro, in discesa rispetto al primo semestre del 2017, il cui risultato era, però, stato influenzato da un record per un oggetto d'arte cinese venduto a 4,7 milioni di euro. Anche il numero di aste è scesa da 26 a 23 (di cui quattro solo online sia nel 2017 che nel 2018). I lotti offerti sono stati 10.265 (7.221 escludendo le aste solo online), di cui 4.455 venduti (3.679 escludendo le aste solo online). Il prezzo medio è stato pari a 3.044 euro (3.616 escludendo le aste solo online). Le percentuali di venduto sono state del 43% per lotto (51% escludendo le aste solo online) e del 77% per valore (76% escludendo le aste solo online). Il settore a più alto aggiudicato è stata l' Arte Moderna e Contemporanea con 2.690.000 euro, ma il top lot è stato battuto nel segmento dei Dipinti antichi: un “San Gerolamo” di Giovanni Serodine (Ascona 1600 - Roma 1630), olio su tela, cm 63 x 48, stimato 50-60.000 euro e venduto a 337.500 euro. Matteo Cambi ha fatto un bilancio del semestre con uno sguardo sui prossimi mesi.

Com'è andato il primo semestre del 2018 rispetto al 2017?
Il primo semestre 2017 di Cambi era stato eccezionale per via della vendita record di una grande e rarissima figura di «Amitayus» in bronzo di Zanabazar (Mongolia, terzo quarto del XVII secolo) venduta a 4.735.000 euro, per questo sul fatturato totale del primo semestre 2018 si registra un calo. Il confronto con gli anni precedenti conferma, invece, un buono stato di salute e una continua crescita di Cambi Casa d'Aste (+7% sul 1° semestre 2016) con buoni risultati in tutti i dipartimenti e con un miglioramento importante e significativo per quanto riguarda i dipartimenti di Design, Gioielli e Arte Moderna e Contemporanea (quest'ultimo settore ha riscontrato un +110% rispetto al 1° semestre 2017 e un +122% rispetto al 1° semestre 2016).

Rispetto al primo semestre 2017 è cambiato il numero e la tipologia di aste?
Rispetto al primo semestre 2017 abbiamo battuto qualche asta in meno dedicando comunque spazio e cataloghi a tutti i nostri dipartimenti. Le tipologie di aste non sono cambiate.

Quali sono le tendenze osservate nei vari segmenti?
L'antiquariato (arredi, tappeti, argenti, maioliche, ecc.), la scultura, i dipinti e l'arte orientale non registrano incrementi, mentre il moderno (arte contemporanea, design, vetri di murano, gioielli, ecc.) riscontra un importante e crescente apprezzamento di pubblico e di nuovi collezionisti.

Qual è la percentuale di acquirenti stranieri? Da quali nazioni? In quali aste partecipano maggiormente e che cosa comprano?
La percentuale di acquirenti stranieri del primo semestre 2018 è di circa il 50%. Nel mercato extra italiano il Regno Unito ha riscontrato la più alta partecipazione con il 18% del venduto all'estero, seguito dagli Stati Uniti (15%) e dalla Svizzera (12%). Più indietro Hong Kong (8%), Francia e Cina (entrambe col 7%). I dipartimenti che hanno ottenuto maggior successo fuori dall'Italia sono il Design e le Arti Decorative del XX secolo, che hanno visto il 79% del venduto aggiudicato all'estero, l'Arte Orientale (72%), mentre i dipartimenti di Gioielli e di Orologi da Polso e da Tasca hanno registrato un 60%.

Ci sono nuovi collezionisti italiani? Chi sono? Che età anno? Qual è la professione? Qual è la provenienza geografica? Che cosa comprano?
Gli ultimi anni hanno visto crescere un piccolo nucleo di nuovi collezionisti italiani, principalmente imprenditori affermati e di età superiore ai 60 anni, provenienti dal centro e dal nord Italia. Ognuno ha una sua tipologia di interessi ben definita, c'è chi compra principalmente scultura, chi maioliche, chi design, ecc.

Come cambia il profilo di chi vende?
Sostanzialmente il profilo di chi vende non cambia di molto rispetto agli anni passati. Un tempo nell'antiquariato c'era una discreta fetta di antiquari che utilizzavano le aste per movimentare la merce, oggi la percentuale maggiore è, invece, rappresentata dai privati. Ciascun settore ha le sue specificità, a vendere arte moderna e contemporanea sono perlopiù persone di media età (40-50 anni) provenienti tendenzialmente dal nord Italia, a vendere design sono spesso clienti più giovani (già dai 35 anni), mentre a vendere antiquariato sono per lo più persone che hanno ereditato proprietà o che decidono di modificare le loro collezioni.

Chi sono gli artisti e i movimenti artistici sottovalutati?
Ci sono tante correnti e diversi artisti che in questo momento non sono sulla cresta dell'onda, in particolar modo l'arte figurativa (ormai da anni) e tanti autori di fama nazionale, ma poco conosciuti ed apprezzati all'estero. In questo periodo storico il mercato italiano è sicuramente meno ricco e movimentato rispetto a quello internazionale, che preferisce orientarsi su opere di artisti di primo piano e riconosciuti in tutto il mondo.

Quali sono i settori del collezionismo su cui puntate perché pensate possano avere un margine di crescita ulteriore?
Puntiamo molto sull'arte moderna, sul design, sui gioielli e orologi, che si confermano in continua crescita, ma crediamo anche ai pezzi unici e importanti dell'arte antica che mantengono inalterato il loro indissolubile valore.

Quali sono le attese e le strategie per il secondo semestre?
Una continua ricerca e una selezione attenta e di qualità sono la base per crescere nel mercato. L'obiettivo è crescere nel fatturato diminuendo il numero di lotti, puntando su opere uniche, esclusive e di grande qualità. Per venire incontro ai gusti dei clienti più disparati e per ampliare e arricchire la nostra offerta abbiamo creato i nuovi quattro dipartimenti di Fotografia, Le carte del Novecento (manifesti d'epoca), I Maestri del Fumetto e dell'Illustrazione, Auto e Moto d'Epoca, che nel secondo semestre 2018 daranno vita ai primi cataloghi di Cambi dedicati a questi settori.

Circolazione internazionale: dall'introduzione della riforma del Ddl concorrenza (agosto 2017) quali semplificazioni e quali difficoltà avete incontrato all'esportazione di beni artistici?
L'introduzione della riforma del Ddl concorrenza dell'agosto del 2017 ha snellito una parte degli obblighi di comunicazione agli uffici competenti dei documenti necessari per l'esportazione. La semplificazione è dovuta ad aver quanto meno innalzato la soglia dai 50 ai 70 anni per la richiesta della sola “autocertificazione”, includendo così i lavori effettuati negli anni '50 - '60. Questo è un primo passo avanti per avvicinare il nostro paese ad uno scenario più simile a quello degli altri stati europei e del resto del mondo.
Le vendite all'estero sono in continuo aumento e gli acquirenti stranieri sono interessati a qualsiasi tipologia di acquisto, sia a realizzazioni originarie del loro paese sia ad opere di manifattura Italiana.

Sull'applicazione delle soglie di valore avete riscontrato atteggiamenti di freno o ostruzionismo da parte degli uffici esportazione delle Soprintendenze?
Recentemente avremmo dovuto assistere ad un ulteriore cambiamento con l'applicazione delle soglie decise nell'agosto scorso, che avrebbero determinato un importante balzo in avanti nello snellire ulteriormente l'iter burocratico per l'esportazione di beni. In realtà gli effetti di queste modifiche contiamo di vederli meglio nella stagione che sta per iniziare, speriamo di avere notizie positive in merito al rientro delle vacanze.

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