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Copenaghen, CHART ART FAIR modello di sostegno pubblico e privato. Parola di Nanna Hjortenberg

Dal 31 agosto al 2 settembre si svolge a Copenaghen negli spazi della Royal Danish Academy of Fine Arts Kunsthal Charlottenborg la sesta edizione di Chart Art Fair, l'appuntamento dedicato all'arte contemporanea nella regione nordica. Fondata nel 2013 da cinque gallerie Galleri Susanne Ottesen, Galleri Bo Bjerggaard, V1 Gallery, Andersen's ContemporaryeDavid Risley Gallery, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo dei paesi nordici nel mondo dell'arte internazionale, l'anno scorso CHART ha attirato 19.000 visitatori. Questa edizione è la prima diretta da Nanna Hjortenberg, ex Business Development Director di Golden Days, un'organizzazione culturale no-profit. Per ArtEconomy24 Nanna Hjortenberg ci racconta le novità di questa edizione.

Primo anno alla direzione di Chart Art Fair. Cosa ha imparato dalle passate edizioni, cosa ha cambiato e quali sono le sfide future?
Sono felice di essere entrata a far parte di CHART. In questi anni ha dimostrato di essere una fiera d'arte di successo e il nutrito programma di conferenze, performance e mostre ha contribuito a far diventare CHART un evento internazionale fortemente radicato a Copenaghen e nella regione nordica. Quest'anno abbiamo lanciatoCHART Design come fiera a sé stante con una sua sede, Den Frie Centre of Contemporary Art. Le 12 gallerie nordiche di design si uniscono alle 32 gallerie d'arte. A CHART Design sarà esposta un'interessante gamma di collectible che vanno dai mobili modernisti - l'essenza del design danese e nordico - al recente design contemporaneo. Un ampliamento naturale di CHART e al quale, in futuro, indirizzerò molte energie. Un'altra parte che desidero rafforzare è il focus sull'Architettura.
Credo che gli scambi dinamici e creativi tra arte, design e architettura siano profondamente radicati nei geni nordici e non vedo l'ora di sperimentare nuove modalità con le quali le tre discipline possano continuamente sfidarsi e rafforzarsi a vicenda.

Quali le principali novità di questa edizione?
Come già detto, il lancio di CHART Design sarà la novità di quest'anno. Situata nella sede storica del Centro d'Arte Contemporanea Den Frie, uno dei migliori esempi architettonici danesi di “skønvirke” o jugend, il progetto si concentra sulle sezioni trasversali tra arte e design. I profili delle 12 gallerie spaziano da quelle affermate a quelle sperimentali, tutte caratterizzate dal più alto livello di artigianato e design moderno e contemporaneo. Il programma prevede una mostra dedicata ai giovani designer e artigiani nordici in un contesto non commerciale e un'installazione site-specific dell'artista britannico-francese Alice Andersson, che presenterà il suo lavoro per la prima volta nella regione nordica. Questo dimostra la nostra ambizione di essere sia specializzati sia fortemente focalizzati sulla qualità, e allo stesso tempo continuare a esplorare e sfidare i confini tra arte e design.

Quali suggerimenti ai collezionisti che visitano Chart Art Fair?
Come collezionista penso che una delle esperienze uniche siano le proposte della fiera e del programma pubblico. Come nelle passate edizioni la fiera ha sede presso la Royal Academy of Art e le mostre si intrecciano l'una nell'altra. Questo, a mio parere, vale la pena essere esplorato in quanto offre un ampio scenario artistico e crea un mix unico di pubblico: collezionisti appassionati, professionisti museali interessati alla giovane scena creativa di Copenhagen.

Chi sostiene la fiera?
Vi sono diversi sponsor. Per il programma pubblico abbiamo collaborato con fondazioni private danesi e il Comune di Copenhagen.

Quanto costa partecipare a Chart Art Fair?
Partecipare a CHART costa 6.500 - 9.000 euro circa dipende dalla dimensione dell'esposizione. Rispetto alle fiere internazionali è un prezzo abbastanza contenuto e riflette il fatto che siamo un'organizzazione senza scopo di lucro. Il nostro obiettivo è presentare e promuovere l'arte contemporanea in tutte le sue forme, non di costruire un enorme business intorno ad essa. Inoltre, ci consente di ospitare sia le gallerie famose, sia quelle giovani e emergenti, creando così una sezione trasversale tra le diverse gallerie nordiche.

Le fiere dovrebbero difendere l'arte locale?
Penso sia difficile parlare di un'arte locale nell'attuale mondo dell'arte globale. Anche le gallerie nordiche che espongono a CHART rappresentano artisti internazionali. Dove è possibile rilevare un nucleo nazionale - o forse regionale - è maggiormente nel modo in cui la fiera è organizzata e nel modo in cui vengono presentati artisti e gallerie. A CHART abbiamo fin dall'inizio insistito per integrare i valori nordici, come la collaborazione, e in fiera abbiamo evitato gli stand tradizionali, le gallerie hanno l'opportunità di presentare le loro opere in spazi collaborativi. Questo crea un'atmosfera di unità e relazioni collegiali, che non sono sempre presenti nelle fiere d'arte a livello mondiale.

CHART ha aiutato la scena artistica e il collezionismo?
Ha avuto un significativo impatto sulla scena artistica portando a Copenaghen galleristi, collezionisti e professionisti dell'arte della regione nordica oltre a un gran numero di ospiti internazionali. Durante i giorni della fiera musei e gallerie di Copenaghen inaugurano alcune delle loro migliori esposizioni. Quest'anno, ad esempio, SMK - National Gallery of Denmark inaugura una mostra dell'artista danese-vietnamita Danh Vo, una delle più importanti in Danimarca dopo la personale al Guggenheimdi New York all'inizio dell'anno.

Che tipologia di collezionisti frequentano Chart?
CHART attira una vasta gamma di collezionisti, quelli che sono alla ricerca delle migliori gallerie nordiche, ma anche giovani che trovano interessante il focus di CHART sia per l'arte contemporanea sia per il design.

Chi sostiene l'arte nella regione nordica?
Negli ultimi anni c'è un forte dibattito in tutta la regione nordica sul livello di sostegno pubblico alle arti, soprattutto per quanto riguarda le attività museali. Il modello di business di CHART con un forte mix di sponsor privati e denaro pubblico rappresenta un possibile futuro scenario. Tuttavia, l'importante sostegno da parte delle fondazioni private è qualcosa di unico. Fondazioni come The AP Møller Foundation che sostiene il nostro focus sugli artisti emergenti o Realdania che supporta il nostro programma di architettura, ci permette di organizzare la fiera e coinvolgere non solo un gruppo selezionato, ma invitare il pubblico generico e gli studenti per sperimentare la scena artistica contemporanea. Il forte impegno delle fondazioni aiuta a generare denaro pubblico sia dal Governo sia dal Comune.

Qual è la dimensione del collezionismo nella regione nordica?.
Credo ci sia un significativo interesse a collezionare nella regione nordica. Ciò in parte per effetto di uno standard di vita relativamente elevato e in parte per gli interessi culturali e artistici. Ancora una volta ritengo che una forte collaborazione tra organizzazioni pubbliche e fondazioni private sia in tal senso fondamentale, anche se l'impegno nell'arte e nel design sia una caratteristica della cultura nordica.

E il mercato dell'arte nella regione nordica?
La mia impressione è che stia crescendo e ricevendo attenzione internazionale attraverso un importante gruppo di artisti nordici apprezzati a livello globale, come ad esempio Superflex, Tal R o Ragnar Kjartansson. Inoltre molte gallerie nordiche, come per esempio Galleri Nicolai Wallner, per citarne solo una, partecipano da anni ad Art Basel e questo aiuta anche il mercato ad evolversi.

È stato misurato l'impatto della fiera nella città di Copenaghen?
Sì, lo misuriamo ma non riusciamo a mappare e misurare tutti gli effetti collaterali di CHART che attrae visitatori da 28 diversi paesi. Nel corso dei tre giorni, l'affluenza in fiera è stata nell'anno passato di 19.000 visitatori e molti di più frequentano le attività in città. Questi numeri sono di gran lunga superiori alla capacità di attrazione dei musei di medie dimensioni in un anno. Le stime dello scorso anno indicano un valore pari a 2,5 milioni di euro. Il valore economico può essere misurato in molti modi, ma in fin dei conti, penso che aiuti a rafforzare e posizionare Copenaghen come una destinazione in cui si possa sperimentare arte, design e cultura insieme al cibo, oltre ad essere un rilassante e stimolante ambiente urbano.

Secondo lei l'arte è un investimento?
A mio giudizio l'arte non è mai un investimento. Quando acquisto un'opera d'arte, scelgo col mio cuore piuttosto che attraverso una fredda analisi. Scelgo quello che mi piace e quello che voglio vedere a casa mia ogni giorno. Se, in seguito, è un buon investimento, va bene, altrimenti non è un problema. So che altri hanno un approccio diverso all'acquisto di opere d'arte e lo rispetto pienamente.

L'arte e il mercato convivono bene?
Penso, in realtà, che CHART sia un buon esempio di come possa coesistere e trarre beneficio l'uno dall'altro. Ovviamente, il tema è vasto con diverse opinioni, ma ritengo sia importante esplorare le sovrapposizioni tra arte e mercato, soprattutto se vengono finanziate opere d'arte che non sarebbero mai prodotte e se si continua a sostenere l'intero sistema artistico che spazia dalle Accademie alle istituzioni sperimentali e consolidate fino alle gallerie professionali.

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