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Al Tefaf di New York si fanno strada anche i musei dei paesi emergenti

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mercato dell’arte

Al Tefaf di New York si fanno strada anche i musei dei paesi emergenti

Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art “Veduta di Venezia da una terrazza” del 1849 di Julius Eduard Wilhelm Helfft, 62,6x94 cm, (offerto a circa 200mila dollari)
Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art “Veduta di Venezia da una terrazza” del 1849 di Julius Eduard Wilhelm Helfft, 62,6x94 cm, (offerto a circa 200mila dollari)

La terza edizione delTefaf Fall di New York si svolgerà nella metropoli americana dal 27 al 31 ottobre nello storico edificio Park Avenue Armory ed ospiterà 83 espositori, tra cui 10 nuovi partecipanti (di queste dieci nuove entrèe, tre sono italiani, Antonacci Lapiccirella Fine Art, con sede a Via Margutta a Roma, Giacometti Old Master Painting srl, con sede in via di Monserrato a Roma e Frascione Arte di Firenze). Come ha spiegato il gallerista Carlo Virgilio dell'omonima galleria romana in via della Lupa: “Il Tefaf Fall di New York è nato con lo scopo di favorire l'incontro tra i mercanti tradizionali ed il pubblico americano, in particolare dei piccoli musei, desiderosi di acquistare opere per le proprie collezioni, ma non sempre provvisti dei mezzi necessari per inviare i propri curatori in Europa alla fiera di Maastricht.

In base alla nostra esperienza, essendo stati sempre presenti, la fiera di New York ha effettivamente dato la possibilità di proporre ai curatori museali dell'intero paese le proprie opere, ha potuto naturalmente contare sul sempre vivace collezionismo newyorkese e di favorire gli acquisti internazionali, di sudamericani o orientali”. Aggiunge Alberto Di Castro, titolare della celebre galleria romana a Piazza di Spagna: “Considerata l'attenzione dei musei americani al mercato e agli acquisti per insegnare la storia e la storia dell'arte i rapporti con queste istituzioni ed anche con i privati rappresentano un importante stimolo per le nostre ricerche”. Una nota importante è contenuta nella dichiarazione della galleria Giacometti: “In base alle informazioni ricevute dai nostri colleghi, la fiera non è solo al centro dell'interesse dei curatori dei musei e dei grandi collezionisti americani, ma alcuni degli acquisti più importanti sono stati fatti in passato dai musei dei paesi emergenti”. Conferma arriva dall'antiquario di origine italiana Giovanni Sarti, con galleria a Parigi sulla storica rue du Faubourg Saint-Honoré: “Partecipo dalla prima edizione, e se la prima è stata molto positiva più per il mercato di New York, così come per l'America in generale, vendendo alcune opere del Seicento a collezionisti privati, oggi la nostra aspettativa è quella di poter allargare gli orizzonti nel resto del paese americano”. Tra i galleristi internazionali, confermano i pareri positivi avanti espressi Colnaghi con galleria a Londra, Madrid e New York, che ha preso parte al Tefaf Fall sin dalla prima edizione (“il Tefaf Fall è la migliore fiera per l'arte storica nel continente americano che vanta la presenza di un folto gruppo di sofisticati collezionisti”), mentre Timo Koopman di Londra, uno dei maggiori dealer internazionali nel settore dell'argento afferma che: “Questa fiera in America è la più importante in termini di qualità e New York è il punto d'incontro di numerosi collezionisti e curatori caratterizzati da una grande cultura”.

Rarità e qualità, chiavi vincenti di un successo nelle vendite. La Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art che appare la prima volta a New York, dopo aver esposto già da circa 10 anni a Maastricht, presenterà dipinti antichi di particolare bellezza. In primis la “Veduta di Venezia da una terrazza” del 1849 di Julius Eduard Wilhelm Helfft, 62,6 x 94 cm, con un eccezionale pedigree, la collezione di Federico Guglielmo IV di Prussia, una costruzione scenografica che ritrae lo stesso artista nell'atto di dipingere la veduta di Venezia su una terrazza molto alta (del Palazzo che si affaccia su Campiello della Feltrina, tra Campo Santa Maria del Giglio e Campo San Maurizio) che gli consente di spaziare lo sguardo lungo tutti i tetti di Venezia, la cupola della Basilica di San Marco, palazzo Ducale fino al Lido che fa diaframma con il mare aperto (offerto a circa 200mila dollari). Altra opera significativa che sarà ammirata all'Armorydi New York è “Lady Michelham” del 1920 di Federico Beltrán Massés (pittore cubano, ma vissuto in Spagna), 145 x 160 cm, ritratto di una famosa nobile donna inglese realizzato tra il 1920 e il 1923: la sua pittura si può collocare in un iniziale simbolismo che slitta verso un gusto Art Decȯ nella sua produzione più matura. Il genere che egli predilesse fin da subito è il ritratto, e fu proprio la ritrattistica che gli consente di raggiungere immediatamente grande fama soprattutto fra le classi dell'alta società europea e nordamericana (offerto a circa 300mila dollari). Infine un particolarissimo dipinto svedese di Edling Werner, “Nevicata”, dove il pittore, seppur confinato nella sua Svezia, respira il movimento divisionista e dipinge, con toni lilla, uno splendido bosco innevato (offerto a 120mila dollari).
La Galleria Giacometti Old Master punterà sulla pittura del Seicento a Napoli, il loro maggior punto di forza. Un piccolo e inedito “San Nicola da Tolentino”, commissionato a Francesco Guarino dagli Orsini, sarà offerto intorno ai 100mila dollari, mentre supererà il mezzo milione di dollari una grande scena di Luca Giordano, “Mosè e il serpente di bronzo”, olio su tela del 1656-57, 181 x 301 cm, proveniente dalla nobile collezione privata napoletana Vandeneynden (1688).
Tra le opere che saranno proposte nello stand della Galleria G.Sarti di Parigi, un importante polittico di Giovanni del Biondo (pittore toscano del XIV secolo), firmato e datato, sarà offerto a 1,2 milioni di euro, un dipinto del XVII secolo del romano Giovanni Antonio Galli, detto lo Spadanino, “Timoteo e i suoi dottori”, sarà offerto a 1,5 milioni di euro, e un trittico spagnolo della scuola di Toledo creata da Stannina e Antonio Veneziano di cui la Galleria sta ancora studiando la riattribuzione.

I deal. La galleria Carlo Virgilio ha presentato nelle passate edizioni materiale eterogeneo per tipologia e cronologia, dal XV al XX secolo, sia pittura che scultura, privilegiando il livello museale per qualità e conservazione e la ricerca scientifica per la valutazione storico artistica. Hanno venduto a musei americani, come un dipinto di Garofalo ceduto al museo di Berkeley, uno straordinario dipinto di Salvator Rosa a un collezionista cinese, due statue di Giuseppe Sanmartino a un collezionista brasiliano e una rara icona veneto cretese a un'importante fondazione greca. Una tavola di Marco Palmezzano è stata poi acquisita per la propria collezione da un primario mercante internazionale. Le cifre di vendita andavano dalle decine di migliaia ad alcune centinaia di migliaia di euro. Per la nuova edizione “proporremo alcuni dipinti caravaggeschi e del XVII secolo, tra i quali una “Salomè” attribuita alla mano di Luca Giordano giovane. Una rara coppia di vedute settecentesche di “Baia di Bonavia” che costituiscono nell'insieme una ripresa a 180° da Ischia a Pozzuoli, sarà proposta intorno ai 200mila euro. Tra le sculture, il “Gavroche”, capolavoro del giovane Medardo Rosso e una statua di “Pugile” di Giuseppe Piccone, significativa testimonianza del secondo futurismo.

I musei. Nelle passate edizioni la Galleria Alberto Di Castro ha venduto a importanti musei americani, tra cui il Philadelphia Museum of Art e il Metropolitan Museum of Art, oltre che a collezionisti privati. Nell'edizione 2018 verrà presentato uno “Specchio meccanico” di Giuseppe Maggiolini, celebre ebanista di tardo barocco – neoclassico italiano, al cui centro è presente un importante intarsio, traduzione di un disegno di Andrea Appiani (prezzo 120mila euro). Proveniente dalla Bottega Valadier un importante progetto per il “Rinfrescatoio Borghese” (60mila euro), mentre tra i gioielli della celebre manifattura Castellani una raffinata spilla raffigurante un girasole (35mila euro).
Prima volta per la Galleria Frascione: nel suo stand un importante bronzo a cera persa del 1887 del torinese Giacomo Ginotti, “La Petroliera”, alto 65 cm, con timbro della storica fonderia piemontese G. Mazzoli di Vanduggia (Valsesia) già operante nel XV secolo per la fusione di campane ed operativa fino al 2010 (prezzo intorno ai 100mila euro). Ad oggi sono conosciute due opere in marmo de “La Petroliera”, una in collezione privata, l'altra conservata alla Galleria d'Arte Moderna di Torino, ed una in versione più piccola in terracotta in una collezione privata veneta.
Il successo di Colnaghi sin dalla prima edizione ha convinto la galleria con sede a Londra di aprire uno spazio fisso a New York, sulla East 70a Street. New York non è solo il crocevia di importanti collezionisti internazionali, ma di curatori di fondazioni e musei provenienti da tutti gli Stati Uniti. Il range di opere da loro presentate, confinato nella prima edizione ai dipinti e alle sculture di antichi maestri, si è allargato già dallo scorso anno all'arte antica, nominando come direttore della Colnaghi di New York Carlo Picon, già curatore di arte greca e romana al Met di New York. E nella prossima edizione questo settore sarà ben presentato nello stand di Colnaghi. Tra i top lot, un olio su tela dello spagnolo Francisco de Zurbaran, XVII secolo, “Virgin with sleeping child” 120 x 98 cm, proposto ad un prezzo superiore a 2 milioni di dollari.
Qualità e provenienza sono i cavalli di battaglia anche della galleria inglese Koopman. Lo scorso anno avevano venduto, tra le altre opere in argento, una coppia di “dessert shell” dalla superba manifattura di Paul Storr che risponde appieno ai requisiti “qualità e provenienza”. Vennero realizzati per John Jervis Tollemache, 1° Barone Tollemache, conte di Dysart, e fecero parte pure della collezione romana di Bulgari. In questa nuova edizione, Koopman presenterà un'eccezionale coppia di candelabri da centrotavola Giorgio III realizzati anch'essi da Paul Storr nel 1822 per Henrique Teixeira de Sampaio, conte di Povoa e Barone di Teixeira nelle Azzorre (quotati intorno a 2 milioni di dollari).

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